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WRC | Ecco 3 considerazioni imparate dal Safari Rally Kenya

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Un Safari spietato, persino con i felini: mentre Toyota soffre ma ne esce vittoriosa grazie a un Elfyn Evans in grande forma, le Ford Puma di M-Sport si scoprono tutto tranne che regine della savana, più prede che predatori. Hyundai osserva, sorride e ringrazia, mentre il Safari Rally Kenya si riconferma una delle prove più selvagge e affascinanti della stagione. Ecco tre lezioni chiave emerse dalla tappa africana…

Mentre Elfyn Evans si gode il primato in solitaria, i suoi avversari lasciano il Kenya con più lividi che punti, probabilmente chiedendosi chi li abbia iscritti a un survival camp a loro insaputa. Il gallese salva il weekend nero di Toyota, mentre Hyundai si sfrega le mani, restando minacciosamente vicina in classifica. Per M-Sport, invece, il Safari si trasforma in un incubo tra sabbie mobili e insidie che divorano ogni speranza. E a complicare ulteriormente le cose, le gomme Hankook sembrano aver avuto un weekend altrettanto difficile, tra forature a ripetizione e dubbi sempre più insistenti sulla reale efficacia della mescola da sterrato. Del resto, questo rally non è certo roba per deboli di cuore… né per pneumatici troppo sensibili.

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Perché il Safari è il Safari…

Diciamoci la verità: qualcuno aveva davvero dubbi sul caos assicurato dal Safari Rally Kenya? Anche quest’anno, l’evento si conferma come il più imprevedibile della stagione, con un weekend degno di un thriller ad alta velocità. Penalità, ritardi, ritiri e prove speciali che sembrano uscite da un film d’azione: non ci siamo fatti mancare nulla. E come se il menù non fosse già abbastanza piccante, il meteo ha deciso di metterci del suo, alternando sole cocente e piogge torrenziali, giusto per rendere il tutto ancora più infernale. Del resto, sarebbe davvero un Safari senza qualche colpo di scena?

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Evans Re Leone! Toyota intanto fa 3 su 3

Dopo la tappa in Svezia, la bandiera gallese continua a sventolare alta nel cielo, con Elfyn Evans che si porta a casa la seconda vittoria consecutiva della stagione. Il suo vantaggio in classifica ora lievita a +36, mentre Hyundai prova disperatamente a restare in scia. Nel frattempo, Toyota si conferma la squadra da battere, infilando il terzo successo su tre, nonostante un Safari che ha messo a dura prova uomini e mezzi. Senza l’ibrido e con quasi tutto il team sulle spalle, Evans vola… ma siamo solo all’inizio. Riuscirà a mantenere questo passo forsennato per tutta la stagione o prima o poi finirà la magia?

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Hankook trema sulla terra: guai in vista?

Nelle terribili condizioni del Safari, non sono solo i piloti e le auto a soffrire: anche il logo di Hankook esce con le ossa rotte. Al debutto su sterrato, la casa coreana sembra aver dimenticato di portare le gomme giuste, con un numero di forature che quasi raggiunge quello degli iscritti, e probabilmente anche dei chilometri percorsi. Certo, il Kenya non è esattamente un parco giochi, ma con sette eventi su terra all’orizzonte, subito dopo la tappa alle Canarie, la situazione inizia a sembrare più una punizione che una gara. Oggi più che mai, non possiamo fare a meno di ricordare il vecchio proverbio finlandese: “Se gommo tiene, io vince. Se gommo non tiene, io come bomba dentro montagna!”

Le squadre ora si stanno già preparando per il grande ritorno sull’asfalto spagnolo, con il Rally Islas Canarias in programma dal 24 al 27 aprile.

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