Max Verstappen è stato il pilastro su cui si è costruito il recente dominio della Red Bull in Formula 1. Il tre volte campione del mondo ha raccolto la maggior parte dei punti per la scuderia di Milton Keynes, spesso facendo la differenza con prestazioni straordinarie.
Cosa accadrebbe se Max Verstappen non fosse in Red Bull? Secondo l’ex stratega di F1 Bernie Collins, il team austriaco senza Max sarebbe addirittura il team più lento della griglia.
La crisi del secondo sedile
Negli ultimi anni, il secondo sedile della Red Bull si è rivelato una posizione difficile da occupare. Sergio Perez, arrivato nel 2021, ha faticato a mantenere una costanza di rendimento, tanto da essere sostituito a fine 2024 da Liam Lawson. Tuttavia, il neozelandese ha avuto un avvio disastroso e, dopo solo due GP, è stato rimandato alla Racing Bulls, lasciando di nuovo scoperta la posizione.

Collins ritiene che la Red Bull abbia sbagliato l’approccio nella scelta del compagno di squadra di Verstappen, non considerando abbastanza le caratteristiche di guida richieste per adattarsi alla monoposto. “Dovevano chiedersi quale giovane talento avesse uno stile di guida più vicino a quello di Max, perché è evidente che questa vettura ha un bilanciamento aerodinamico molto aggressivo”, ha spiegato a Sky F1.
Un problema che viene da lontano
Lawson non è il primo a faticare con la Red Bull. Pierre Gasly durò solo mezza stagione nel 2019 prima di essere retrocesso in Toro Rosso, sostituito da Alex Albon, che a sua volta non riuscì a imporsi ed è stato rimpiazzato nel 2021.

Secondo Collins, il problema è così evidente che, senza Verstappen, Red Bull scivolerebbe in fondo alla griglia. “Se Max non si presentasse a un Gran Premio, sarebbero la decima forza in campo”, ha dichiarato. “L’anno scorso dissi che senza di lui sarebbero stati il quarto team, ma adesso la situazione è peggiorata”.
Un giudizio drastico che apre interrogativi sul futuro della Red Bull: è Verstappen l’unico vero segreto del loro successo?

