Yuki Tsunoda non nasconde le sue ambizioni alla vigilia del Gran Premio del Giappone, il primo che disputerà da pilota ufficiale Red Bull.
La promozione del giapponese nella scuderia di Milton Keynes è stata ufficializzata giovedì, segnando un cambio di rotta significativo per il team austriaco. Dopo quattro anni e due gare disputate con la squadra satellite, Tsunoda temeva che la chiamata tanto desiderata non sarebbe mai arrivata. E invece, grazie a un inizio di stagione brillante nel 2025, il sogno si è concretizzato proprio in tempo per la sua gara di casa.
Parlando per la prima volta in pubblico dopo l’annuncio ufficiale – come riporta Autosport – in occasione di un evento Honda nella sede di Aoyama, Tsunoda ha espresso tutta la sua incredulità per questa opportunità: “Onestamente, non mi aspettavo di correre per la Red Bull al Gran Premio del Giappone. Questo è l’ultimo anno della partnership tra Red Bull e Honda, quindi gareggiare a Suzuka con questi colori sembra quasi un segno del destino. Tutto si è incastrato nel modo giusto per farmi essere qui oggi.”

L’ambizione di Tsunoda per il weekend giapponese è chiara: conquistare il podio. Pur consapevole delle difficoltà che lo attendono, il giapponese non vuole porsi limiti: “Non voglio creare aspettative esagerate, ma per questo Gran Premio del Giappone il mio obiettivo è finire sul podio. So che non sarà semplice sin da subito. Prima di tutto, devo capire il comportamento della macchina rispetto alla VCARB. Se riuscirò a godermi la guida e a prendere confidenza con la vettura nelle prove libere, i risultati arriveranno di conseguenza. E se questo dovesse portare a un podio, sarebbe incredibile.”
La sfida più grande per Tsunoda sarà adattarsi rapidamente alla RB21, una monoposto che non ha mai guidato in pista. Fare il suo debutto con Red Bull in casa potrebbe sembrare un’arma a doppio taglio, ma il 24enne nipponico è pronto ad affrontare la pressione: “Quando ho ricevuto la chiamata, ho pensato: ‘Wow, sarà interessante’. Più di ogni altra cosa, sono entusiasta della sfida che mi attende. Non capita spesso nella vita di trovarsi in una situazione di pressione estrema come questa, con un’opportunità così grande. Sarà una gara incredibilmente emozionante.”

Il passaggio alla Red Bull ha richiesto a Tsunoda un adattamento rapido, tra sessioni al simulatore e preparativi tecnici: “All’inizio ero così impegnato che non ho avuto neanche il tempo di realizzare l’emozione del momento. Ho dovuto subito lavorare al simulatore, fare il fitting del sedile e curare tanti altri dettagli. Prima di tutto, volevo parlare con i miei ingegneri e con le persone che mi hanno sempre supportato. Nonostante tutto, mi sono sentito abbastanza calmo.”
Dai primi test virtuali, Tsunoda ha avuto impressioni positive sulla monoposto, senza riscontrare particolari difficoltà nella guida: “Ho passato circa due giorni al simulatore e, da quell’esperienza, non ho trovato la vettura particolarmente difficile da guidare. Il front-end è molto reattivo, come dicono in molti, ma non mi ha dato sensazioni strane o di difficile gestione. Naturalmente, il mio stile di guida è diverso da quello di Max e dovrò sviluppare il mio assetto ideale, acquisendo gradualmente confidenza dalle prime prove libere.”
Infine, quando il suo mentore Ryo Michigami ha cercato di ridimensionare la pressione su di lui, Tsunoda ha risposto con un sorriso: “Sì, vi prego, mettete su di me tutte le aspettative e la pressione!”

