Ferrari sta finalmente mostrando segni di miglioramento, grazie a un nuovo approccio nell’assetto della vettura che ha portato a un cambio di bilanciamento significativo nelle sessioni di prove.
Da qualche parte si deve pur cominciare verrebbe da dire. Dopo i primi due disastrosi weekend della stagione, la P4 di Charles Leclerc porta una boccata di normalità in casa Ferrari. Nulla di spettacolare, ma almeno una qualifica in cui, almeno con il pilota monegasco, si é riuscito a massimizzare il risultato. Quella P4 che lo scorso anno ha spesso fatto sognare i tifosi della Rossa.

Un po’ più di prevedibilità
La qualifica di Suzuka ha mostrato finalmente una SF-25 che risponde alle modifiche d’assetto in modo quantomeno prevedibile, segno di un processo di comprensione della vettura che sembra finalmente migliorare. Sebbene il team di Maranello abbia perso qualche decimo nel primo settore (S1), tradizionalmente punto di forza nel corso delle prove libere di Suzuka, la vettura é riuscita a guadagnare terreno nei settori 2 e 3, riuscendo a recuperare tempo importante rispetto al venerdì.

Questo cambio, pur comportando qualche sacrificio, sembra essere un compromesso molto più favorevole, che dimostra come il team stia iniziando a trovare soluzioni per portare più prestazioni alla macchina, anche quando partono da una posizione di svantaggio.
Charles fa la differenza: una giornata da Capitano
L’altro protagonista della giornata – insieme ad un inarrivabile Max Verstappen – è stato Charles Leclerc, che ha messo a segno una prestazione solida. Solo il monegasco e l’olandese sono riusciti a massimizzare veramente il potenziale della propria macchina, riuscendo a ottenere il massimo da un weekend che non sembrava facile. Partire dalla seconda fila della griglia di partenza è un risultato importante per Ferrari. Il fatto che Leclerc sia riuscito a battere la Mercedes di Russell in qualifica è stato un bel colpo di scena.

Per quanto riguarda Hamilton, continua ad avere difficoltà nelle curve veloci. Possiamo dire che non é nulla di nuovo rispetto a quanto accaduto in Australia e in Cina e non c’è molto di cui preoccuparsi. Fa parte del normale percorso di adattamento ad un nuovo team. Dei nuovi, in tanti si stanno trovando non particolarmente a proprio agio, a parte qualche sprazzo. Cosa comune, nulla di rilevante. Ci saranno giornate migliori.
McLaren sprecona, ma la SF-25 è lontana (nonostante Vasseur)
McLaren poteva avere almeno un 26.7 tra le mani, un tempo che avrebbe potuto essere ancora più competitivo se il team avesse messo insieme un giro perfetto. McLaren è stata la vettura più veloce in ogni settore, ma non è riuscita a completare un giro che rispecchiasse completamente il suo potenziale.
Quello che manca a Ferrari, nel complesso, è sicuramente la performance generale. La velocità, se comparata a McLaren, non é minimamente sufficiente. Quello che ha fatto Hamilton nella Sprint di Shangai appare più come un mezzo capolavoro che non una certificazione della bontà della SF-25. Una SF-25 che inizia finalmente ad essere quanto meno più comprensibile, ma sui c’è ancora tanto lavoro da fare. E alla svelta.
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