Dopo un altro weekend complicato in Giappone, concluso con un settimo posto, Lewis Hamilton ha rilasciato dichiarazioni piuttosto interessanti che hanno fatto alzare più di un sopracciglio nel paddock.
Il britannico ha infatti parlato di un “deficit” presente sulla sua Ferrari rispetto a quella del compagno di squadra Charles Leclerc, arrivato quarto al traguardo.
Pur senza entrare nei dettagli, Hamilton ha indicato che il team ha individuato l’origine del problema, un elemento della vettura che – secondo lui – sta influenzando le sue prestazioni fin dall’inizio della stagione. “C’è stato un piccolo deficit tra i due lati del box. Qualcosa nella mia macchina sta sotto-performando. Ma con quello che avevo, ho ottenuto il massimo risultato possibile”.
Un decimo al giro perso
L’elemento in questione – ancora non specificato – avrebbe fatto perdere al sette volte campione del mondo circa un decimo al giro. Tuttavia, Hamilton è ottimista. “Spero che già dalla prossima gara vedremo dei cambiamenti positivi. Quando quel componente nuovo arriverà, il problema dovrebbe sparire e avremo le stesse condizioni su entrambe le macchine.”

Set-up diversi e filosofia personale
Secondo The Race, è però improbabile che si tratti di componenti di specifica differente tra le due Ferrari. La causa più verosimile del divario tra Hamilton e Leclerc sarebbe piuttosto da ricercare nei diversi approcci al set-up.
Durante il weekend d’esordio in Australia, Hamilton si è affidato in larga parte al lavoro del team per comprendere meglio la nuova vettura. Ma già in Cina ha cominciato a sperimentare scelte più autonome. “Ora posso iniziare a dire: ‘Questo è il cambiamento che voglio fare’.”
Il risultato è stato una pole position e una vittoria nella Sprint, ma un assetto sbagliato nella gara lunga ha compromesso la domenica, culminata nella squalifica per eccessiva usura del fondo – dovuta a un’altezza da terra troppo bassa.

Suzuka, tra esperimenti e prudenza
Anche in Giappone, Hamilton ha continuato a seguire una sua strada sul fronte del set-up, ma il team ha adottato un approccio più conservativo proprio per evitare nuove infrazioni regolamentari, alzando la macchina più del previsto. “Stiamo girando con un’altezza maggiore di quanto vorremmo. Dopo quanto accaduto in Cina, siamo più cauti.”
In qualifica, il britannico ha dovuto fare i conti con molto sottosterzo e un assetto che non gli ha permesso di essere competitivo come sperato, a differenza di Leclerc, autore di un ottimo giro. Hamilton ha anche parlato di un’“underperformance al posteriore della vettura”, senza però approfondire la natura del problema.
Vasseur: “Scelte legate alle preferenze dei piloti”
Il team principal della Ferrari, Fred Vasseur, ha spiegato che le differenze tra i due piloti derivano essenzialmente da scelte personali. “Stiamo ancora esplorando il potenziale della SF-25 e stiamo seguendo direzioni diverse per adattarla ai piloti.”

Vasseur ha inoltre anticipato che a partire da Bahrain – dove si è già svolta la sessione di test pre-stagionale – la situazione dovrebbe stabilizzarsi grazie a una conoscenza più approfondita del comportamento della vettura.
Verso il ritorno alla pari?
Con 21 gare ancora in calendario, c’è tutto il tempo per Hamilton di ritrovare la competitività che gli ha permesso di brillare nella Sprint cinese. Se le modifiche annunciate si riveleranno efficaci, il duello interno in Ferrari potrebbe accendersi davvero. E la Formula 1 potrebbe guadagnarci in spettacolo.
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