Luigi Mazzola, ingegnere ed ex membro del team di Maranello, non ha dubbi: la SF-25 soffre di problemi strutturali profondi. La trasferta di Suzuka ha confermato tutte le criticità della monoposto, con un quarto posto per Charles Leclerc e un settimo per Lewis Hamilton che non bastano a nascondere le difficoltà di una Ferrari che continua a non convincere.
Intervenuto a Race Anatomy, l’ingegner Mazzola non ha usato mezzi termini: la SF-25 è “una malattia difficile da curare”. La frase, forte ma efficace, descrive bene l’attuale stato delle cose in casa Ferrari. “La cosa migliore da fare in questo momento è lavorare sul bilanciamento della vettura, cercando di ottenere il massimo possibile da ciò che si ha a disposizione”, ha sottolineato l’ingegnere.

Una base che non c’è
Il bilanciamento, però, è un tema complesso. Mazzola ha spiegato come toccare anche un solo elemento della macchina possa generare effetti a catena sull’intera struttura: “Può portare a miglioramenti, ma anche a peggioramenti. E ogni modifica va valutata di gara in gara, in base alle caratteristiche del circuito.”
La realtà, quindi, è che la SF-25 non ha una base solida. Non è un’auto nata bene, e per questo motivo – secondo Mazzola – sarà necessario puntare con decisione sugli sviluppi: “Serve più carico, più efficienza aerodinamica. Ma ogni weekend servirà anche un lavoro costante di adattamento. Questo sarà il filo conduttore della stagione.”
Stili di guida diversi per Hamilton e Leclerc? Con una vettura così sbilanciata…
Un altro aspetto critico è la gestione degli stili di guida di Hamilton e Leclerc. Nonostante entrambi abbiano dichiarato di avere un approccio simile, i dati e le sensazioni in pista raccontano un’altra storia. In studio, è emersa l’impressione che i due stiano cercando performance su strade tecniche opposte. E anche su questo punto, Mazzola ha le idee chiare: “Con una macchina ben bilanciata, probabilmente convergerebbero verso soluzioni simili. Ma se la base è instabile, ogni pilota sarà costretto a scegliere una strada diversa per trovare feeling.”


La diagnosi è chiara: “La macchina ha un problema. E non si riesce a estirpare questo male.” Una sentenza pesante, che riflette l’urgenza di un cambio di passo. La stagione è lunga, ma la strada per riportare la Ferrari al vertice sembra ancora tutta in salita.
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