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F1 | Ferrari, gli aggiornamenti sbloccano stabilità e performance [ANALISI]

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Il GP del Bahrain ha messo in mostra una Ferrari SF-25 migliorata notevolmente, e gli aggiornamenti hanno avuto un bel peso

Terminato il GP del Bahrain. Charles Leclerc P4 e Lewis Hamilton P5, con quest’ultimo autore di una gran rimonta dal nono posto in griglia. Il quarto appuntamento della stagione di Formula 1 2025 è stato ampiamente dominato da Oscar Piastri, che ha dimostrato una gran prova di forza, compiendo un weekend a dir poco perfetto.

Male Lando Norris, che ha probabilmente disputato uno dei suoi weekend peggiori, e nonostante ciò è arrivato comunque a podio con un terzo posto. Incredibile, invece, il lavoro di George Russell, che all’ultimo è stato protagonista di una grande gestione della gomma rossa, con uno stint durato 24 giri (senza considerare la Safety Car)

Lewis Hamilton SF-25 sullo schieramento in griglia nel GP del Bahrain

Ottima gestione dell’weekend per la Scuderia Ferrari, che ha ampiamente dimostrato grandi margini di crescita, con una SF-25 meno acerba e più bilanciata ed equilibrata. Finalmente, il team di Maranello ha avuto una gran reazione agli aggiornamenti portati su una pista che alla vigilia era tutt’altro che favorevole.

Il circuito di Sakhir, difatti, è un tracciato rear-limited, che mette a dura prova l’asse posteriore, considerato punto debole attuale della SF-25, che ancora dimostra leggere difficoltà nel mettere tutto insieme, ma ha fatto notevoli passi avanti

Gli aggiornamenti trasformano la SF-25 in una vettura più bilanciata

Quello che ne è risultato dal Gran Premio a Sakhir è stata la grandissima risposta che Ferrari ha saputo dare rispetto alle prime 3 gare della stagione. Nei weekend precedenti, difatti, in gara ci sono state parecchie difficoltà a livello tecnico, soprattutto nella gestione delle altezze da terra e nel bilanciamento aerodinamico.

Charles Leclerc sulla SF-25 mentre lotta con Lando Norris sulla MCL39
Charles Leclerc sulla SF-25 mentre lotta con Lando Norris sulla MCL39

La squadra di Maranello, grazie agli aggiornamenti portati al Venerdì, ha migliorato quella che era la base della SF-25. Abbiamo già detto che questi componenti erano pronti fin dall’inverno, e quindi già si sapeva che la vettura a inizio stagione avrebbe avuto dei leggeri problemi di messa a punto e di sensibilità ai vari fattori. Per questo, la risposta che i tecnici hanno avuto agli aggiornamenti è stata fondamentale, specialmente su una pista non favorevole come Sakhir.

Inoltre è da considerare la grandissima capacità dei meccanici nella messa a punto. La SF-25, nelle prime 3 gare, ha sofferto il cambio di setup dal Venerdì al Sabato, soffrendo in Qualifica e in Gara.

In Bahrain, invece, abbiamo visto un grado di know how maggiore, come se avessero finalmente preso una direzione migliore per quanto concerne il setting della monoposto.

Il nuovo fondo dà ottimi riscontri sulla SF-25

Importante è stato l’intervento compiuto nel portare un nuovo fondo che riuscisse a modificare il bilanciamento aerodinamico. Con il nuovo aggiornamento, difatti, Ferrari riesce a spostare il centro di pressione sull’avantreno, riuscendo a bilanciare meglio l’handling della vettura in rotazione, minimizzando i problemi di sottosterzo presenti da inizio stagione

Ciò è stato possibile grazie alle modifiche mirate sull’entrata dei canali Venturi, che sono stati rivisitati nella forma e nella larghezza, cambiando il campo di pressione in quella zona, aumentandone il carico deportante. Importante è stato pure aumentare l’efficienza del fondo.

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Gli aggiornamenti portati dalla Ferrari sulla SF-25 hanno l’intenzione di portare equilibrio aerodinamico, spostando il centro di pressione più sull’avantreno (crediti foto di @Technical.f1)

Difatti, con le nuove modifiche sul bordo laterale (che partono dalla zona del SIS), la SF-25 riesce a gestire meglio le vorticosità presenti sulla sezione del Vortex Edge, riuscendo a distribuire meglio la pressione e l’energia dei vortici in quella zona, generando una circolazione fluidodinamica migliore.

La gestione della struttura del Vortex Edge, ha permesso di lavorare meglio sulla quantità di aria che arriva al retrotreno, avendo una migliore gestione dei flussi, e riuscendo ad avere una migliore interazione anche con le turbolenze della gomma posteriore. Importante è stata l’intervento mirato al diffusore, che ha ripreso uno stile di chiglia molto più rastremato e ha conferito alla vettura una migliore distribuzione del carico aerodinamico lungo tutto il fondo, generando un’espansione migliore che estrae maggiore aria

Il setup della SF-25 finalmente fiorisce

Un’altra nota positiva da evidenziare è la bontà della messa a punto, che i tecnici sono riusciti a gestire al meglio durante questo weekend. Venerdì in FP1, per esempio, la vettura aveva delle grandi difficoltà nel complesso, avendo un’eccesso di rotazione in alcune curve, ma con già un’handling leggermente migliore.

Trend che si conferma nelle FP2, nel giro di Charles Leclerc, dove il monegasco ha un’eccesso di rotazione in inserimento dello Snake Cornering, che di fatto lo porta a parzializzare maggiormente sul pedale del gas (perdendo nei confronti di Oscar Piastri). Inoltre, da curva 10 in poi, si nota un crescente gap tra l’australiano e il monegasco, segno che la SF-25 ha ancora problemi di overheating all’asse posteriore

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In giallo cerchiata la sezione di pista dello Snake. In giallo la freccia indica la sezione 1-2-3. In viole sono cerchiati i momenti in cui Leclerc, nel terzo settore, ha perso da Piastri in FP2

Per quanto concerne le Qualifiche, il trend è leggermente simile, con una SF-25 che deve ancora massimizzare il picco di carico all’anteriore, che non riesce a trovare stabilità. Lo si vede in curva 1-2-3, dove Leclerc entra con del leggero sovrasterzo ed è costretto a ritardare con il gas in uscita.

In alcuni frangenti, infatti, notiamo una SF-25 ancora leggermente instabile, che non riesce ad estrarre potenziale nel giro secco con gomma Soft. C’è, però, da considerare che la variazione di -1.0 PSI sull’asse posteriore ha migliorato un punto debole di Ferrari, cioè la trazione sul giro secco, che ha migliorato di gran lunga l’approccio nei vari punti di ripartenza.

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Lo si vede nella telemetria, nella sezione 1-2-3, difatti Leclerc è in netto vantaggio sia su Russell che su Piastri. Il problema di Ferrari si pone però ancora nel bilanciamento, non ancora perfetto, che rovina il secondo settore della SF-25, compromettendone la rotazione nello Snake, punto in cui ancora non è perfetta. Un fattore interessante da notare è come gli upgrade abbiano limitato notevolmente il sottosterzo, a tratti accentuando anche del sovrasterzo, e abbiano ridato un buon livello di carico su entrambi gli assali.

In gara, la SF-25 sblocca dei parziali miglioramenti che il fondo ha portato, spostandone l’equilibrio aerodinamico. Difatti, la vettura si conferma molto stabile anche grazie a un setup che ne ha privilegiato la stabilità nei long run, lavorando molto sul carico delle molle e sulla velocità dei damper in compressione.

Sostanzialmente, si è preferito privilegiare la stabilità della piattaforma aerodinamica nelle diverse condizioni di marcia (influenzate pure dai carichi variabili di carburante e del consumo gomme) grazie a un rapporto bump/rebound più efficiente, che evita un’eccessiva sensibilità agli angoli di rollio e imbardata nelle curve medio-veloci del circuito di Sakhir.

Il cambio di -1.0 PSI, però, ha accentuato un overheating in condizioni di aria sporca, che ha rovinato l’ultimo stint di Leclerc sulla SF-25, che non è riuscito a prendere George Russell, nonostante avesse una gomma più favorevole al lungo andare rispetto alla Soft

In che modo Pirelli ha “avvantaggiato” Ferrari?

Da non sottovalutare è il cambio di pressioni degli pneumatici che la Pirelli ha apportato nell’arco dell’weekend. L’asse soggetto a cambiamenti è quello delle posteriore, che dai 21.0 PSI di partenza è stato portato a 20.0 PSI, diminuendo di 1.0 PSI. Cosa è cambiato a livello tecnico? Importante è partire dal grafico illustrato sotto, che analizza la relazione tra pressione dello pneumatico e valore di grip

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Il grafico illustra l’andamento tra grip meccanico (valore arbitrario) e pressione delle gomme (in PSI). La linea rossa al centro è l’intervallo ideale delle pressioni (ovviamente non tendendo conto di vari fattori quali carico aerodinamico, carburante, temperatura…)

È possibile che 1.0 PSI di pressione possano cambiare la situazione. Sappiamo che meno pressione ha lo pneumatico (sistema elastico deformabile), maggiore sarà la superficie di contatto con l’asfalto, e maggiore sarà la capacità dello pneumatico di deformarsi (quindi “copiare” l’asfalto).

La SF-25, che ha dimostrato di avere delle difficoltà nei punti di trazione e laddove serve molto grip meccanico, ne ha giovato parecchio, poiché ha compensato la mancanza di funzionalità del rapporto bump/rebound con il vantaggio di avere uno pneumatico che di suo offre migliore grip meccanico.

Essendo lo pneumatico più deformabile e aderente, in fase di trazione la SF-25 si è dimostrata capace di giocarsela pure con la MCL38.

Il problema, però, si è visto in gara. Essendo soggetta a maggiori deformazioni, si ripetono ciclicamente nel tempo (ciclo di isteresi elastica). Queste deformazioni, generano attrito interno (quindi calore). La capacità di accumulare energia è maggiore rispetto alla capacità di dispersione energetica. Inoltre, avendo una spalla dello pneumatico più larga, quest’ultimo tenderà ad avere una superficie dove ci sarà maggiore attrito per effetto del rotolamento della gomma.

Perciò, ci sarà una temperatura dello pneumatico maggiore rispetto a quella della finestra ideale di funzionamento, e la gomma tenderà ad andare in overheating. Ecco spiegato perché Leclerc nell’ultimo stint aveva problemi nel prendere George Russell in situazioni dove era sotto i 2 secondi (il gap in cui l’effetto dell’aria sporca è maggiore)

Massimizzare il pacchetto di aggiornamenti sarà importante a Jeddah

Ferrari, quindi, lascia il Bahrain con un risultato che alla vigilia nessuno si sarebbe aspettato. P4 e P5, dopo che le aspettative erano molto più basse.

Charles Leclerc a bordo della Ferrari SF25

Una strategia veramente ottima, con una chiamata azzeccata al primo pit stop, purtroppo meno fortunata nell’allungare con le medie nel secondo stint per via di una Safety Car uscita a causa di alcuni detriti in pista che ha costretto ai due ferraristi di rientrare al 32esimo giro nel valzer dei pit stop, forzandoli a montare su entrambi la gomma Hard per via di un possibile degrado su gomma Soft dopo 10 giri.

Alla fine, però, non ci si può lamentare. Gli aggiornamenti hanno funzionato più che bene, specialmente per essere stati provati per poco tempo in pista. A Jeddah, la Scuderia arriverà con un maggiore studio del nuovo fondo, cercandone un setup che trovi compromesso tra stabilità e carico, trovando efficienza aerodinamica che nel circuito saudita è fondamentale per mettersi in una posizione di competitività

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