Pierre Gasly durante il GP del Bahrein

GP del Bahrein – 3 lezioni che abbiamo imparato

Si è chiuso anche il quarto round della stagione 2025 di Formula 1: a vincere il GP del Bahrein è Oscar Piastri che ha trionfato. Cosa possiamo dire di avere imparato dopo la prima gara corsa nella penisola arabica in vista dell’incombente Gran Premio d’Arabia Saudita?

1 – Mercedes semina tanto ma non raccoglie quanto sperato

Dal Bahrain la scuderia tra quelle in testa al campionato che avrà più ferite da leccarsi sarà probabilmente Mercedes. McLaren ha concretizzato al massimo: un Piastri fenomenale ed un Norris un po’ meno brillante ma comunque capace di rimontare fino alla terza posizione consente al team di Woking di allungare su quello di Brackley. È bastata una Safety Car al momento sbagliato per troncare le gambe alla gara del giovane Kimi Antonelli, nonostante l’undicesima posizione finale sempre più a proprio agio su queste Formula 1. 

Andrea Kimi Antonelli durante il GP del Bahrein

Il regime di Safety Car, infatti, è stato annunciato solamente qualche giro dopo la seconda sosta dell’italiano che aveva invece tentato un undercut, strategia che solitamente in Bahrain si rivela molto efficace. La grande gara di Russell, tuttavia, culminata dal coraggio di montare una gomma soft usata con oltre 20 giri dal termine della gara, dimostrano che le Mercedes, tenendo da parte le inarrivabili McLaren, sono le avversarie più temibili (e costanti) della griglia. Ottima base per i tempi a venire. 

2 – Occhio ad Alpine

Nella domenica delle palme, tra gli arbusti mediorientali la scuderia francese chiude uno dei migliori weekend da tempo. Nonostante Alpine abbia raccolto meno di quanto sperato (e possibile) com’è accaduto a Mercedes, la P7 finale di Gasly e quanto mostrato da Jack Doohan durante l’arco di tutto il weekend fa ben sperare la baracca di Oakes, Briatore e compagnia cantante

Il duo Alpine Jack Doohan - Pierre Gasly
Il duo Alpine Jack Doohan – Pierre Gasly

Sebbene l’australiano abbia infatti chiuso solamente in quattordicesima posizione, quanto dimostrato durante le qualifiche (P11 a due centesimi dall’ingresso in Q3) e la gara fanno liberare un po’ la mente all’australiano dalla minaccia incombente rappresentata da Franco Colapinto. Per quanto riguarda il francese, invece, si tratta dell’ennesima dimostrazione di un talento un po’ bruciato, un po’ sprecato e sicuramente sottovalutato dai più. Sono sei punti pesantissimi quelli conquistati da Gasly che, con un po’ più di fortuna, sarebbero potuti essere otto a discapito di Max Verstappen. Lo ripetiamo, dopo averlo già detto in Australia: occhio al centro-griglia

3 – Sir Jackie Stewart, un ritorno alle origini

In una Formula 1 sempre più ricca di tafferugli inventati, politica di censura e spettacolarizzazione dello sport a discapito della propria essenza, forse il grande management dovrebbe chiedere un paio di consigli ad un Sir, come quello che hanno fatto correre liberamente in Bahrain. Da un pilota come Jackie Stewart c’è solo che da imparare; un esempio di valori e resilienza. 

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Vedere girare in Bahrein uno dei piloti che più ha lottato per la sicurezza degli stessi protagonisti che oggi rendono questo sport uno dei più conosciuti e seguiti del pianeta su una monoposto proveniente invece da un’epoca pericolosa dovrebbe far riflettere molti appassionati. Se oggi ci si può sedere sul divano con la consapevolezza e la tranquillità che, anche nel peggiore dei casi, si trovi sempre una soluzione per salvare i piloti, probabilmente dovremmo essere un po’ grati anche a quest’uomo

Il prossimo weekend, dopo l’abbuffata pasquale, alle 19:00 si terrà il Gran Premio d’Arabia Saudita, la terza gara consecutiva nonché quinta tappa del calendario di Formula 1. Per tutte le notizie a riguardo vi aspettiamo qui, sempre su FuoriPista.net. 

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