Lando Norris e Max Verstappen in battaglia durante il Gran Premio di Australia

Gran Premio di Australia – 4 lezioni che abbiamo imparato

La vittoria di Lando Norris all’alba della domenica italiana ha sancito la fine del primo weekend della stagione. Ma quali sono le prime conclusioni che possiamo trarre dal Gran Premio di Australia?

È una folle gara ad Albert Park che domenica mattina ha svegliato gli appassionati europei di Formula 1. Una McLaren straripante, una Mercedes inaspettata, una Ferrari dispersa e tante, forse troppe, interruzioni. Melbourne ci ha lasciato svariati spunti da analizzare in vista del Gran Premio di Cina che si correrà questo weekend

1 – Tutti contro Norris

Che si tratti di condizioni asciutte o bagnate, McLaren ha dimostrato di aver ripreso dove ci eravamo lasciati, ad Abu Dhabi. Il team di Woking, infatti, sia nelle simulazioni dei passi gara del venerdì sia durante la gara è risultata essere in una posizione estremamente vantaggiosa. Norris, tuttavia, venerdì sembrava essere il più avanti con giusto un paio di decimi di vantaggio sugli inseguitori più vicini, quali Piastri, Leclerc e Russell (con menzione d’onore a Verstappen e Antonelli). 

In gara, invece, è stato più il britannico che McLaren a fare la differenza. Norris, infatti, ha tenuto un passo medio sotto al minuto e trenta secondi. Il #4 è stato l’unico pilota tra tutti i 20 a farlo dato che il compagno si squadra – il più veloce dopo Norris – è risultato essere mediamente oltre 4 sonori decimi più lento nell’arco della gara.

Max Verstappen? Mediamente sei decimi di distacco. Chapeau.

2 – Ferrari: Ritorno al futuro

Se da un lato è troppo presto per trarre delle conclusioni su una SF-25 ancora da scoprire, in quel di Maranello, dall’altro lato, c’è ancora molto da lavorare su un aspetto chiave: prendere decisioni sotto pressione. Ciò a cui abbiamo assistito 48 ore fa venire voglia anche al Ferrarista più convinto di cavarsi gli occhi. È impossibile ed inaccettabile che nella scuderia più titolata della storia di questo sport ai due piloti vengano forniti dati differenti (qui lato Leclerc, qui lato Hamilton) riguardo l’imminente pioggia.

Charles Leclerc e Lewis Hamilton durante il Gran Premio di Australia
Charles Leclerc e Lewis Hamilton durante il Gran Premio di Australia

Inoltre fatico a credere (o più probabilmente voglio rifiutarmi di credere) che in una situazione come quella di Albert Park, sotto il diluvio e con gomme dure, il muretto box non abbia richiamato neanche uno dei due piloti nel giro in cui è rientrato neanche a dire Piastri (o Norris) quanto Verstappen.

Per quanto Xavi Marcos fosse probabilmente inadeguato al ruolo che ricopriva è chiaro come sostituendolo il problema non sia ancora risolto. Durante il Gran Premio di Australia abbiamo assistito ad una scena degna del meglio del peggio del 2022 e mi auguro che sia stata la prima e l’ultima per questa stagione.

3 – Attenzione al centro-griglia

Così come la lotta per le posizioni del basso podio e subito adiacenti dovrebbero essere molto combattute (stando al venerdì di Melbourne in quanto la domenica è stata quantomeno particolare) anche il centro griglia sembra poter riservare una lotta serrata. Una Williams che se fosse una centometrista dovrebbe fuggire dall’antidoping, un inaspettato Lance Stroll (che ha chiuso in 6ª posizione) e un fenomenale Yuki Tsunoda (che invece è arrivato 12º, chiudendo ben lontano da dove avrebbe meritato) hanno regalato sprazzi di grande “racing.

Yuki Tsunoda durante il Gran Premio di Australia
Yuki Tsunoda durante il Gran Premio di Australia

Se da un lato quindi bisogna sicuramente tenere un occhio sulle prime posizioni della classifica (sperando anche in qualche battaglia per la vittoria), dall’altro bisogna anche rimanere attenti ai duelli che la bassa zona punti potrebbe regalarci durante la stagione. Occhio anche ad Alpine: c’è un sacco di talento in quella line-up.

4 – Mercedes, sei tornata?

Sebbene dopo il venerdì il gran passo di Mercedes fosse noto, in pochi si sarebbero aspettati di trovare una Mercedes – in particolare un Kimi Antonelli – così in palla anche sotto la pioggia australiana. Dell’italiano ne abbiamo parlato più approfonditamente qui ma la sua prestazione, coronata definitivamente anche da un quarto posto meritatamente riconquistato nel post-gara, andava sottolineata ancora una volta.

Per quanto riguarda George Russell, invece, c’è poco da dire. Il talento del britannico non è una novità e la terza posizione all’arrivo ne è l’ennesima dimostrazione: sedicesimo podio all’attivo. Ciò che però ha sorpreso di più, probabilmente, è stata la costanza, la metodicità e la cura con le quali le due frecce d’argento hanno approcciato la gara. Mercedes, infatti, è stata l’unica tra i top team a mantenere entrambe le vetture in pista senza testacoda o incidenti.

Come nel caso di Norris, chapeau a scuderia e piloti.

Concludendo, quindi, in Cina Norris dovrà ripartire dall’Australia, confermando la straordinaria prestazione di Melbourne, così come nel caso di Mercedes, che proverà a puntare ancora più in alto.

Ferrari, invece, Melbourne la deve tenere in testa solo per evitare di commettere gli stessi errori del GP d’Australia. Infine, occhi aperti sul gruppo centrale. Chissà che a Shanghai non regalino spettacolo di nuovo.

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