Le possibili strategie per il GP d'Arabia Saudita a Jeddah: si va per la sosta singola, ma occhio alle possibili safety car.

F1 | Le possibili strategie di Jeddah: si va per la sosta singola

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Le possibili strategie per il GP d’Arabia Saudita a Jeddah: si va per la sosta singola, ma occhio alle possibili safety car.

In Formula 1, le differenze si misurano in millesimi, e mai come sul circuito cittadino di Jeddah questo concetto diventa realtà. Tra curve cieche, velocità estreme e margini sottilissimi, Max Verstappen ha conquistato la pole position per il secondo anno consecutivo, precedendo Oscar Piastri di appena un centesimo di secondo.

Ma è stato un altro dettaglio infinitesimale a rubare i titoli: Lando Norris, il più veloce in FP2, FP3 e Q2, ha sbagliato di pochissimo la traiettoria all’uscita di curva 5, finendo contro le barriere. Uscito senza conseguenze dal centro medico, il britannico si è mostrato fiducioso, ma la rimonta che lo aspetta è di quelle toste. Eppure, con la giusta strategia, tutto è possibile.


Il precedente del 2024: una Safety Car che ha congelato la gara

L’anno scorso, una Safety Car al sesto giro, causata da un incidente di Lance Stroll, ha spinto quasi tutti i piloti ai box per effettuare l’unica sosta della gara. La maggior parte era partita con le medie (C3), compresi i due che avevano osato le soft (C4), tutti poi passati alle hard (C2) per un lunghissimo stint fino alla bandiera a scacchi.

I primi sei al traguardo – con Verstappen in testa – hanno eseguito una strategia medium>hard, fermandosi al settimo giro. Memorabile il debutto di Ollie Bearman, settimo al traguardo con strategia soft>hard.

Le possibili strategie per il GP d'Arabia Saudita a Jeddah: si va per la sosta singola, ma occhio alle possibili safety car.

Norris, Hamilton e Hulkenberg, invece, tentarono l’azzardo: restare fuori con le medie per evitare il traffico ai box. Una scelta che avrebbe potuto premiarli in caso di ulteriori interruzioni, che però non arrivarono. Alla fine, solo Hulkenberg portò a casa un punto (10°), mentre Hamilton e Norris chiusero rispettivamente 9° e 8°, optando nel finale per un passaggio da medie a soft.


2025: gomme più morbide, più variabili

Quest’anno, Pirelli ha deciso di mescolare le carte, portando una selezione più morbida: C3, C4 e C5. L’obiettivo? Rimettere in gioco la strategia a due soste, ma al momento tutte le mescole sembrano funzionare bene.

“Il degrado è sotto controllo, quindi con una buona gestione del ritmo è possibile completare la gara con una sola sosta”, ha dichiarato Mario Isola, direttore motorsport di Pirelli.

La finestra ideale per la sosta si colloca tra il 16° e il 22° giro, ma data la scarsa usura e la poca efficacia dell’undercut, la precisione del timing è meno cruciale rispetto a piste ad alto degrado.

Le possibili strategie per il GP d'Arabia Saudita a Jeddah: si va per la sosta singola, ma occhio alle possibili safety car.

Le opzioni in gioco: una gara dalle mille sfumature

Per Norris e chi dovrà rimontare dal fondo, ci sono due vie principali:

  • Soft>Hard: una partenza aggressiva con l’ultimo set nuovo di soft per guadagnare subito posizioni, seguita da un lungo stint su hard. Finestra ideale: giro 10-16.
  • Hard>Medium: strategia “reverse”, partire con le hard, attendere che gli altri si fermino, e spingere nella parte centrale su medie. Sosta tra il 28° e il 34° giro.
Le possibili strategie per il GP d'Arabia Saudita a Jeddah: si va per la sosta singola, ma occhio alle possibili safety car.

Per chi parte dal fondo, la due soste resta un’opzione concreta, soprattutto se i punti sembrano fuori portata con la tattica tradizionale. Molti piloti hanno tenuto due set di hard proprio per questo motivo. Le varianti:

  • Medium>Hard>Hard: soste tra i giri 10-16 e 28-34.
  • Soft>Hard>Hard: soste anticipate, tra i giri 6-12 e 27-33.

Il vantaggio? Il tempo perso ai box è relativamente basso. Lo svantaggio? Serve sorpassare – tanto – e su una pista così veloce, senza il ritmo giusto, è dura.


Gomme tenute da parte e bandiere in agguato

Sette team e Nico Hulkenberg hanno tenuto due set di hard, Williams e Haas hanno due set di medie, e solo Gabriel Bortoleto non ha risparmiato nulla. Non è un segnale di preferenza per la due soste, ma un’assicurazione contro il caos.

A Jeddah, tra muretti e traiettorie cieche, la probabilità di Safety Car e bandiere rosse è sempre elevata. E se dovesse servire un cambio strategico all’improvviso, avere un set di hard pronto può fare la differenza.

Le possibili strategie per il GP d'Arabia Saudita a Jeddah: si va per la sosta singola, ma occhio alle possibili safety car.

“Non è detto che la soft sia fuori gioco – ma se devi montare un set a 15 giri dalla fine, meglio l’hard che la soft”, conclude Isola.


In sintesi: caos calmo in attesa della tempesta

Sarà una gara di pazienza o di fuoco d’artificio? La strategia base è la solita: una sosta, da medie a hard. Ma dietro la tranquillità apparente si nasconde un circuito pronto a colpire duro al minimo errore. E in uno sport dove un centesimo fa la differenza, ogni scelta può cambiare tutto. Prepariamoci a una domenica dove nulla è scontato, nemmeno la strategia più solida.


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