Timo Glock ha parlato della situazione di Max Verstappen e della Red Bull, ipotizzando un cambiamento nel breve futuro per il campione in carica.
Da qualche tempo a questa parte, il rapporto tra Verstappen e i vertici della Formula 1 sono tutt’altro che idilliaci. La personalità forte e schietta del pilota olandese, infatti, è in contrasto con la direzione che Ben Sulayem sta cercando di dare alla massima categoria del motorsport: le sanzioni imposte lo scorso anno sul “linguaggio inappropriato” e le proteste di Max dopo la penalità ricevuta a Jeddah sono solamente la punta dell’iceberg in questo senso.

Anche per questi motivi, il campione del mondo in carica non ha mai nascosto di non essere particolarmente interessato a prolungare oltre un certo limite la sua carriera in Formula 1. Secondo Timo Glock, le difficoltà della Red Bull potrebbero accelerare questo processo, portando Verstappen lontano dal Circus ancor prima del previsto.
“Non è stato un inizio di stagione facile per la Red Bull. Ci sono state fasi in cui la vettura ha funzionato abbastanza bene, specialmente a Suzuka. Il potenziale c’è, ma ci sono ancora un sacco di problemi” ha detto, come riportato da racingnews365.com.
“La macchina sembra funzionare bene nelle curve veloci, ma in Australia e in Bahrain è stato il caso contrario. Devono analizzare tutto questo e sperare in qualche aggiornamento, dopo di che il futuro di Verstappen diventerà chiaro”.

Secondo l’ex pilota tedesco, quindi, le dichiarazioni di Verstappen su un suo eventuale ritiro non sono di semplice circostanza ma hanno un fondo di verità.
“Potrebbe succedere che lui decida che è tutto stupido e troppo regolamentato per i suoi gusti. Magari potrebbe tornare ad un certo punto, ma bisogna prenderlo sul serio quando dice che potrebbe ritirarsi dovesse essere ripetutamente sottoposto a sanzioni eccessive” ha concluso Glock.
La figura di Max Verstappen è da sempre una delle più divisive della Formula 1. Sebbene sia apprezzato e tifato in tutto il mondo, ci sono anche molti appassionati che non vanno pazzi per i suoi comportamenti dentro e fuori dalla pista. Ad ogni modo, è innegabile che la presenza dell’olandese nella categoria sia fondamentale, specialmente in un paddock sempre più tendente al conformismo e al contorno piuttosto che alla vera essenza del motorsport.


