Oscar Piastri, il vincitore del GP di MIami

GP di Miami – 3 lezioni che abbiamo imparato

Con il GP di Miami si è ufficialmente chiuso il primo quarto di campionato di Formula 1; è quindi tempo di trarre delle somme.

1 – Oscar Piastri, un’ennesima conferma

Nel Sunshine State Oscar Piastri conferma il suo brillante momento di forma e porta a casa una vittoria da manuale culminata da un’esultanza – va detto e passatemi il termine – quantomeno cringe. Il weekend trascorso dall’australiano è stato bello in modo inversamente proporzionale alla sua esultanza. Non fosse stato per quella Safety Car uscita veramente nel peggior momento possibile durante la gara Sprint staremmo parlando di una doppietta del protegé di Mark Webber alla quale nessuno avrebbe avuto niente da recriminare.

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Grazie all’ottima prestazione fornita a Miami, Piastri non ha solo dimostrato alla concorrenza quanto terreno ci sia ancora da recuperare nei weekend nei quali per McLaren fila tutto liscio ma anche che l’#81 si candida prepotentemente ad un posto migliore rispetto al semplice “concorrente al titolo”. Con la sua 4ª vittoria della stagione e la sua striscia di punti consecutivi allungata a 32 gare – la quarta migliore nella storia della Formula 1 – l’australiano ad oggi ricopre il ruolo che in Australia ipotizzavo spettasse a Lando Norris.

2 – Ferrari: persa l’identità oltre la dignità

Oltre alla dignità persa ormai anni fa, quando è apparso chiaro che questa scuderia non sia in grado di lottare con costanza e serietà per un mondiale pur essendo la più titolata della storia dello sport, a Miami – quello che potremmo indubbiamente definire uno dei weekend peggiori di una stagione di per sé già non semplicissimaFerrari ha perso anche l’identità. Il weekend di Miami è stato macchiato ancor prima di iniziare con una livrea che ha francamente veramente poco a vedere con la storia del Cavallino (seppur possa essere piaciuta, a chi più e a chi meno) e che sa invece molto di prostituzione identitaria – fenomeno oramai all’ordine del giorno in uno sport come questo.

Ferrari si tinge di blu a Miami
Ferrari si tinge di blu al GP di Miami

Oltre ciò, un altro (macro-) episodio mi ha infastidito particolarmente. Trovo quantomeno irrispettoso l’atteggiamento che Lewis Hamilton ha avuto durante il GP di Miami nei confronti del muretto box. Sono dell’idea che fintanto si tratti di persone con una valenza abbastanza irrisoria in termini di pareri a fare commenti irrispettosi nei confronti del team (quali, per esempio, degli account falsi sui media) a questi non bisogni dare troppo peso (nonostante non vada bene).

Se tuttavia ad usare un tono sul filo dell’arrogante si tratta di uno dei piloti più esperti di tutto il paddock, per giunta in mondovisione, allora qualcosa non va bene. Se n’era già parlato in Ungheria lo scorso anno, quando ci fu quello scambio tra Verstappen e Lambiase.

Hamilton può aver avuto ragione come può aver avuto torto e non voglio entrare in questo merito. Ma una macchina che non va ed una decisione – per quanto tardiva possa essere stata – non credo debbano giustificare delle uscite abbastanza infelici da parte del britannico. La speranza è che un retrofront (almeno interno) possa rimettere tutto a posto. L’obiettivo è uno ed è chiaro a tutti, ma da soli non ci si arriva.

3 – Salutiamo tutti insieme Jack Doohan

Le più infelici previsioni di inizio stagione stanno per avverarsi: a quanto pare Jack Doohan sarà sostituito con effetto immediato da Franco Colapinto. L’argentino subentrerà all’australiano e avrà tre quarti di stagione per provare che Oakes e Briatore avevano ragione. Il problema, tuttavia, sta a monte. Negli ultimi anni Alpine – nonostante i diversi cambi manageriali – ha spesso regalato episodi del genere. Il più eclatante è sicuramente il caso Piastri, che immagino tutti ricorderete. Se un pilota va appiedato dopo sei gare allora meglio non ingaggiarlo. Trattarlo con così tanta sufficienza (questa era sicuramente chiara da inizio stagione ed è probabilmente stata alla base del nervosismo di Doohan a Miami) avrà sicuramente effetti non piacevoli per l’australiano.

Il futuro di Jack Doohan in Formula 1 è in bilico. Alpine sta seriamente considerando un cambio di pilota già in vista del prossimo Gran Premio, a Imola. Dopo un inizio di stagione difficile, culminato con l’ennesimo ritiro al primo giro a Miami, la squadra francese potrebbe decidere di dare una svolta anticipata al proprio 2025.

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