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F1 | Brusco calo per Liberty Media: ridotto il fatturato e voci di cessione mettono pressione

Brusca frenata per Liberty Media: ricavi in calo del 27% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, e voci di vendita al PIF agitano il futuro dello sport.

Se per il mondo della Formula 1 il 2025 è iniziato con un’ottima notizia, quella di essere lo sport più seguito al mondo secondo l’ultima indagine pubblicata da Nielsen Sports che registra 826.5 milioni di fan in tutto il mondo, non si può dire lo stesso per Liberty Media.

I numeri:

Liberty Media, l’azienda statunitense che detiene i diritti commerciali della Formula 1, ha recentemente reso noti i risultati economici relativi al primo trimestre del 2025.

Questo bilancio ha registrato un’importante calo delle entrate: il ricavo complessivo è sceso del 27% (passando da 553 milioni a 403 milioni di dollari) ed anche l’utile operativo del gruppo F1 è diminuito in modo significativo, riducendosi da 202 milioni a 73 milioni di dollari.

Ma come è successo?

Il comunicato ufficiale:

“Le principali fonti di ricavo della Formula 1 hanno subito una contrazione nel primo trimestre, con una diminuzione degli introiti da diritti TV, organizzazione degli eventi e sponsorizzazioni, dovuta alle variazioni di calendario rispetto all’anno precedente”, ha dichiarato Liberty Media in un comunicato ufficiale.

I dati del primo trimestre per la F1 preoccupano: gravi perdite, Liberty Media segna -27% nei ricavi e circolano voci di vendita al fondo saudita PIF.

Lo scorso anno, infatti, si erano già disputati tre Gran Premi nel primo trimestre (Bahrein, Arabia Saudita ed Australia), mentre quest’anno solo due (Australia e Cina), con il ritorno in calendario del GP di Shanghai, meno redditizio rispetto a quelli mediorientali di Bahrain ed Arabia Saudita.

Queste ultime due gare si sono tenute nel secondo trimestre del 2025, che avrà così un evento in più rispetto allo stesso periodo del 2024, compensando in parte le perdite dichiarate.

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“L’incasso derivante dagli eventi in pista è calato perché si è disputato un numero minore di gare e con una diversa combinazione di circuiti. Anche gli introiti da diritti televisivi e sponsorizzazioni sono diminuiti, in parte per l’assenza di una gara nel trimestre, che ha inciso sulla quota di entrate stagionali. Inoltre, il diverso assetto del calendario ha avuto un impatto negativo sulle sponsorizzazioni legate a specifici eventi.”

Liberty Media in vendita?:

A preoccupare ancora di più ci sono poi i rumors di una possibile vendita proprio dell’azienda statunitense.

Secondo le indiscrezioni delle ultime settimane il Fondo Pubblico di Investimento saudita (PIF), che detiene già una partecipazione del 4% nel gruppo Aramco, sarebbe un potenziale acquirente. Il PIF inoltre è già largamente presente nel mondo della F1, con un importante accordo di sponsorizzazione del valore di 65 milioni di dollari e una partnership come costruttore con Aston Martin.

I dati del primo trimestre per la F1 preoccupano: gravi perdite, Liberty Media segna -27% nei ricavi e circolano voci di vendita al fondo saudita PIF.

Tuttavia queste rimangono indiscrezioni e nonostante le tante incertezze che invadono il futuro prossimo della Formula 1, Liberty Media resta fiduciosa nel potenziale a lungo termine della Formula 1.

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