Il primo mese di F1 solleva dubbi sul nuovo regolamento. Si tratta di spettacolo o solo di compromessi? La potenza è ormai sopra il talento? L’inizio della stagione divide e i fan sono sempre più critici.
La stagione di Formula 1 di quest’anno era una delle più attese: cambiamenti, novità e nuove sfide hanno però portato con loro anche numerose perplessità. Dopo i primi tre weekend di gara facciamo un bilancio su quanto visto in pista: è piaciuto oppure no? Quali sono i punti chiave e quali vanno migliorati? Vediamo insieme alcune delle caratteristiche osservate in questo primo mese di F1.
Le critiche dei piloti
Ai piloti questo regolamento piace e non piace. Se da un lato c’è chi accoglie con entusiasmo le novità regolamentari, dall’altro il paddock è compatto nel sottolineare come alcuni elementi sono ancora da migliorare e da rivedere con urgenza: tra tutti, sicurezza e qualità dei sorpassi.
Sin dalla prima partenza, caotica, del Gran Premio d’Australia, i piloti sono rimasti colpiti dalle differenze tra i team. Ed è subito emerso il problema della sicurezza.
Emblematico l’episodio che ha visto protagonista Franco Colapinto, costretto ad una brusca manovra allo spegnimento dei semafori per evitare la Racing Bulls di Liam Lawson, rimasta ferma in griglia.

Le critiche non si sono fatte attendere. Verstappen non ha nascosto il suo disappunto per una erogazione della potenza giudicata poco prevedibile e troppo diversa da team a team, mentre Leclerc si è reso protagonista di una sfuriata via radio, lamentandosi di una vettura poco prevedibile proprio in relazione all’uso dell’energia. Una sensazione condivisa da molti: diversi piloti lamentano di essere diventati “gestori di energia” più che protagonisti in pista, con un impatto diretto anche su sicurezza e spettacolo.
Al tema della sicurezza si intreccia inevitabilmente quello dell’azione in pista.
Durante il Gran Premio di Suzuka, Oliver Bearman è stato suo malgrado protagonista di un violento incidente nel tentativo di superare Colapinto; dopo aver toccato l’erba, il pilota britannico ha perso il controllo della sua Haas, andando ad impattare contro le barriere con una forza corrispondente a circa 50G.
La nuova modalità “Boost” peggiora ulteriormente la situazione. Questa amplifica il differenziale di velocità di oltre i 50 km/h tra le vetture, rendendola sproporzionata, come visto nell’episodio in Giappone. Un divario che, invece di favorire manovre spettacolari, rischia di trasformare i sorpassi in episodi ad alto rischio.

Un incidente che ha lasciato sbalorditi tutti. Per la violenza dell’impatto. Ma soprattutto per le cause e per la troppo notevole differenza di potenza. In questi casi, la sicurezza in pista, tanto cercata e rincorsa in questi ultimi decenni, viene meno.
E ancora, le abilità dei piloti vengono messe in secondo piano? “In realtà sono state le batterie a sorpassarsi. Una volta esaurita la batteria, il pilota era solo un passeggero“, ha provocato Helmut Marko nelle ultime settimane.
Un’affermazione che dimostra il malcontento anche nel paddock.
I rischi elevati per i circuiti cittadini
Se queste criticità sono emerse già dai primi appuntamenti della stagione, la preoccupazione cresce in vista dei prossimi round, in modo particolare quelli su circuiti cittadini, come Miami (il prossimo in calendario), Monaco, Las Vegas ed il nuovissimo Madring. Tracciati che presentano caratteristiche che potrebbero amplificare ulteriormente le problematiche già evidenziate.
Nonostante la riduzione delle dimensioni delle monoposto, più piccole e leggere rispetto alla scorsa stagione, i piloti rimangono preoccupati per la velocità elevata in alcuni tratti, chiedendo revisioni del regolamento per evitare incidenti simili a quello di Bearman.

Emblematici in questo senso sono i circuiti cittadini di Baku e Las Vegas, che condividono caratteristiche critiche per ciò che riguarda la gestione dell’energia e la ricarica: lunghi rettilinei ad alta velocità che rischiano di “prosciugare” la batteria ben prima della staccata successiva (favorendo così i sorpassi di cui abbiamo parlato in precedenza ed il rischio di incidenti). Il rischio che si corre è quello di vedere i piloti restare senza potenza elettrica nei momenti più incisivi della gara, con ripercussioni su spettacolo e sicurezza.
Nei cittadini inoltre, il margine d’errore è per definizione ridottissimo: vie di fuga limitate, barriere ravvicinate e sequenze lente stop-and-go che rendono la gestione dell’energia ancora più complessa. In questo contesto, qualsiasi calo improvviso di potenza — o una ricarica non ottimale — può tradursi non solo in una perdita di prestazione, ma anche in situazioni potenzialmente pericolose, soprattutto nei tratti più stretti o nelle fasi di doppiaggio. È proprio su questi tracciati che il regolamento 2026 sarà chiamato al banco di prova più severo.
F1 2026: quando osare il cambiamento lascia l’amaro in bocca
Con le prime tre gare del 2026 abbiamo avuto un primo assaggio del nuovo regolamento. Nonostante le grandi aspettative, le performance viste in pista hanno sollevato più dubbi che entusiasmo. Le critiche sono state talmente numerose che la FIA ha annunciato una pausa tra il Gran Premio del Giappone e quello di Miami per discutere, insieme a FOM e team, eventuali modifiche al regolamento.
Tra i temi più discussi c’è anche quello dei sorpassi: se da un lato il loro numero è aumentato, dall’altro la loro qualità lascia abbastanza perplessi. Non si tratta infatti di manovre costruite con abilità, ma spesso solo di semplici effetti delle differenze di gestione elettronica e della potenza del software. In poche parole, o sorpassi senza volerlo o vai sbattere.
Negli anni passati, sistemi come il DRS o pneumatici molto più degradanti avevano aiutato a stimolare l’azione in pista, garantendo gare più movimentate. La domenica resta comunque l’aspetto più positivo del nuovo regolamento, ma il rapporto 50/50 tra motore endotermico e batteria non ha convinto né piloti né tifosi.
In particolare, la ricarica della batteria tramite il “superclipping” risulta difficile da digerire per chi è cresciuto con i V10 e i V12 che ululavano sugli autodromi. A Suzuka, ad esempio, le monoposto hanno perso quasi 50 km/h nella sezione dalla 130R alla chicane, a gas spalancato, solo per ricaricare le batterie: uno spettacolo lontano dall’essenza della F1.

Se le criticità non saranno risolte, non è escluso che qualche campione decida di lasciare la F1: negli ultimi giorni, infatti, si sono rincorse voci su un possibile addio di Max Verstappen, che potrebbe davvero concludere qui la sua esperienza nel Circus. Questo potrebbe essere il prezzo da pagare per aver osato troppo con il nuovo regolamento.
Ma le criticità del nuovo regolamento non si fermano soltanto alla pista. Le reazioni negative non sono arrivate solo dai piloti, ma anche dal pubblico, aprendo un altro fronte delicato per la Formula 1, quello della comunicazione.
Commenti nascosti: quando la FIA sceglie cosa far vedere
La Federazione ha ricevuto così tante critiche da parte dei fan, oltre che dai piloti, da decidere di oscurare i commenti negativi sui vari social. Poche ore dopo la fine della prima gara, la F1 ha pubblicato, probabilmente con una certa superficialità, una grafica con la statistica dei sorpassi, confrontandola con quella del 2025 e vantando il fatto che i sorpassi si fossero addirittura triplicati. La grafica, però, non è piaciuta ai fan, che si sono scagliati sia contro l’immagine sia contro il nuovo regolamento.

Alla Formula 1 non sembra piacere l’atteggiamento di chi critica apertamente la normativa, tanto da arrivare a nascondere centinaia di risposte non gradite sotto il post pubblicato su X. Questo atteggiamento rischia di alimentare ulteriori malumori, dando l’impressione che la Federazione preferisca controllare la narrativa piuttosto che affrontare le critiche e dialogare con i propri tifosi. In un’era in cui la comunicazione social è centrale, la trasparenza e il confronto diretto con il pubblico diventano elementi fondamentali per mantenere credibilità e fiducia.
Dopo tre gare, le certezze sono poche. I dubbi, invece, sembrano aumentare ad ogni sessione. La sicurezza dei piloti resta il punto critico e deve tornare al primo posto, mentre la qualità dei sorpassi deve ritrovare l’autenticità della “vecchia” Formula 1.
I prossimi round saranno decisivi per capire se gli aggiustamenti basteranno, o se il regolamento richiederà una revisione più profonda. Che sorprese ci riserverà il ritorno da questo mese di stop? Cambierà qualcosa?
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