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F1 | Un incidente che allarma, un italiano nella storia e altre sorprese: le statistiche del GP del Giappone

Il Gran Premio del Giappone, uno dei più amati della stagione, ha lasciato alcune perplessità e confermato nuovi equilibri. Tra un sorprendente Antonelli ed un Verstappen in difficoltà, vediamo i numeri del weekend

Il Gran Premio del Giappone chiude questa prima fase della stagione 2026 di F1, che si ferma a causa della situazione geopolitica, con un protagonista inatteso: Andrea Kimi Antonelli, leader di un mondiale che si conferma ricco di sorprese e di novità.

Antonelli, un italiano nella storia

Dopo il primo successo in carriera di due settimane fa in Cina, Andrea Kimi Antonelli ha conquistato la sua seconda vittoria in F1. Per il pilota italiano si tratta di un ottimo inizio di stagione e con il bis conquistato in Giappone è diventato il decimo pilota nella storia a conquistare subito la seconda vittoria consecutivamente (il nono fu Leclerc nel 2019).

Antonelli sorprende e conquista la leadership, Verstappen in difficoltà e la F1 crea nuovi equilibri. Le statistiche del GP del Giappone.

Il trionfo a Suzuka vale anche la leadership del mondiale ed un altro record: a 19 anni 7 mesi 4 giorni Antonelli diventa il più giovane nella storia ad essere in testa ad un mondiale, superando il primato detenuto da Lewis Hamilton (22 anni 4 mesi 6 giorni, Spagna 2007).

L’alfiere della Mercedes firma anche quella che è diventata negli anni un’impresa dal valore storico: è il primo pilota italiano a conquistare due vittorie consecutive dai oltre mezzo secolo, quando durante la stagione del 1953 Alberto Ascari vinse in Olanda e poi in Belgio. Insomma, l’Italia sta tornando a far sognare (anche) in Formula 1.

Leclerc, costanza da élite

Insieme ad Antonelli, sul podio giapponese sono saliti anche Oscar Piastri e Charles Leclerc. Quest’ultimo è stato protagonista di una gara intensa, autore di numerosi duelli e sorpassi, sia con il suo compagno di squadra che con George Russell, dal quale si è difeso fino all’ultimo giro.

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Con il terzo posto del Giappone, il pilota monegasco conquista così il 52° podio della sua carriera, eguagliando Kimi Räikkönen. Un numero significativo che lo colloca tra i piloti più costanti della griglia, secondo podio nelle prime tre gare stagionali, ma anche tra quelli con più podi senza aver ancora conquistato un titolo mondiale.

Il monegasco è quarto in questa statistica, alle spalle di Rubens Barrichello e Sebastian Vettel, che hanno conquistato 55 podi con il Cavallino, e di Micheal Schumacher, con 116 podi in rosso.

Gasly equilibrio in un mondiale instabile

Tra i piloti più costanti, quest’anno c’è anche Pierre Gasly, che centra la terza top-10 consecutiva e conferma una solidità ritrovata. Un risultato che va oltre il semplice piazzamento: il francese sta ritrovando continuità e incisività, elementi che nelle ultime stagioni erano mancati, soprattutto lo scorso anno, quando chiuse il mondiale al diciottesimo posto e con solo ventidue punti conquistati.

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Il pilota francese ha mostrato grande solidità, che, insieme ad un Alpine in spolvero, gli ha permesso di tenersi alle spalle per circa metà gara Max Verstappen. Un segnale chiaro: in un campionato ancora in cerca di equilibri, la costanza può diventare un fattore decisivo, soprattutto alle spalle dei protagonisti.

Un campione in difficoltà

Alle spalle di un Gasly in forma si è quindi piazzato Max Verstappen. Il quattro volte campione del mondo non sta apprezzando il cambio regolamentare e le nuove monoposto, e questo lo confermano anche i dati della pista. In queste prime tre gare non è ancora salito sul podio: in Australia è arrivato sesto, come in Giappone, mentre in Cina è stato costretto al ritiro a causa di un guasto al sistema di raffreddamento del sistema di recupero dell’energia.

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Per la prima volta dal Gran Premio d’Australia del 2019, quando terminò la gara in terza posizione, non solo Verstappen è fuori dal podio nelle prime tre gare, ma non ha nemmeno guidato un giro in testa al mondiale.
Una statistica che riflette il momento di crisi che sta affrontando il talento di casa Red Bull.

45 km/h e un incidente che fa riflettere

Ma i fari di questo weekend di gara si sono purtroppo accesi sul violento incidente che ha coinvolto Oliver Bearman, con un impatto da 50G.
Secondo l’analisi delle telemetrie, al momento dell’impatto il pilota della Haas viaggiava ad una velocità superiore di circa 45 km/h rispetto a Franco Colapinto, che stava sorpassando prima di perdere il controllo della sua monoposto.

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Un incidente che riaccende inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza in Formula 1, soprattutto in una fase di transizione tecnica così complicata come quella attuale, in cui le differenze di comportamento tra le monoposto possono generare situazioni critiche.

La Formula 1 ora si ferma per un mese; un periodo che verrà sfruttato da team e piloti per approfondire al meglio i dati raccolti nei primi tre appuntamenti della stagione e per verificare i prossimi aggiornamenti. A Miami vedremo dei cambiamenti significativi?

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