Charles Leclerc la gara di cuore a Imola l’ha fatta, ma non è bastato. Il monegasco è finito sesto, con la consapevolezza di avercela messa tutta ma di dover capire un progetto che ancora ha troppi punti interrogativi.
Dopo la delusione Ferrari del sabato in qualifica, Leclerc ha cercato di ricostruire al meglio una vergognosa p11 finendo però sesto. Il monegasco, con una strategia perfetta che gli ha permesso di fare undercut sul gruppo davanti, è stato, come al solito, baciato dalla sfortuna una prima volta con una Virtual Safety Car e la seconda con una Safety Car. La gara di cuore, come aveva promesso questa mattina a tutti i tifosi presenti a Imola, l’ha fatta, ma non è bastato.
“So di averci messo il cuore, so di avercela messa tutta, però è così, ed è molto frustrante. Ci sono state due Safety Car nei momenti peggiori, la seconda non l’abbiamo nemmeno potuta sfruttare perché avevo solo la soft disponibile. Io volevo mettere la soft alla fine, ma Lewis ha cambiato idea ed è entrato ai box, quindi io non sapevo più quante posizioni perdevo fermandomi subito dopo Lewis. Avrei sicuramente perso tempo quindi mi sono detto non prendo rischi, salvo quello che c’è da salvare ma dopo la SC era impossibile tenerli dietro. Ho fatto di tutto e non ho rimpianti perché credo di aver forse aiutato un po’ Lewis e da parte mia ci ho provato fino alla fine”.

Continuare con lo slogan del “dobbiamo capire” rende ancora più ridicola la situazione che sta passando la Ferrari dall’inizio di questa stagione. Bisogna reagire, fare qualcosa, anche perché che si ripeta una situazione come quella di ieri in qualifica è solo una mancanza di rispetto verso la Scuderia, i tifosi, ma soprattutto per chi quella macchina ogni weekend la guida con il cuore, nonostante non gli restituisca niente in cambio.
“Anche io quando guardo le interviste penso: “Diciamo sempre che dobbiamo capire” e purtroppo credo sia sempre così in Formula 1. So che è stancante sentire sempre la stessa cosa, è normale, soprattutto quando la performance non c’è. Per avere una reazione non è che possiamo portare qualcosa senza sapere da dove partire, non è così che funziona, bisogna capire la base del problema. Non è che non capiamo niente di quello che sta succedendo, ovviamente ci sono dei segnali, stiamo provando tante cose al simulatore. Per adesso la soluzione non l’abbiamo ancora trovata, ma ci stiamo lavorando tanto. Si dobbiamo capire, forse dovrei smettere di ridirlo sempre però è la verità”.

Amareggiato, deluso ma senza mai perdere la fiducia nel team che lo accompagna ormai da sette anni. Nonostante la Ferrari abbia spesso danneggiato le sue gare, Charles Leclerc non smetterà mai di amare la rossa e alla fine sta tutto lì. Però a volte l’amore non basta e la pazienza finisce, Charles di pazienza ne ha avuta molta in questi anni, ma fino a che punto durerà ancora?
“Io ho fiducia nel team, bisogna averla tutti e dobbiamo spingere fino alla fine. Sto facendo del mio meglio, spero che pagherà alla fine”.
“Spero che pagherà alla fine“, riassume tutto. Ferrari fai qualcosa, perché lui continua a metterci anima e cuore, ma non basta e la sofferenza è tanta. Nessuno più di lui è degno di rappresentare la Ferrari e dopo sette anni è ancora lì. Dopo un sogno non ancora realizzato e che adesso sembra più lontano che mai. È lì, con l’indice della mano destra che indica il Cavallino Rampante cucito sul petto, segno di amore e di fiducia.

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