Dopo la sorprendente vittoria di George Russell in Canada, Mercedes si prepara al Gran Premio d’Austria con realismo e cautela.

GP di Spagna – Ricostruzione e analisi degli ultimi 6 giri di gara

Sebbene il GP di Spagna non sia stato il più emozionante Gran Premio degli ultimi tempi, gli ultimi 6 giri dopo la ripartenza post-Safety Car fino alla bandiera a scacchi sono stati teatro di molti duelli e di storie tanto belle quanto evitabili.

Nico e Fernando: Beata gioventù

Tra i piloti che hanno fatto un’ottima prova al Montmeló spiccano sicuramente due tra i più anziani in griglia: Fernando Alonso e Nico Hulkenberg. Il padrone di casa ha dato prova di una prova di gran resilienza, non sottraendosi mai dalla lotta e concludendo una delle migliori prove stagionali al decimo posto conquistando così il primo punto stagionale.

Per Nico Hulkenberg, invece, il discorso è più complesso. Il tedesco, infatti, grazie ad un ottimo start è riuscito subito a conquistare 5 posizioni mettendosi in zona punti. Dopo una gara passata sempre attorno a quelle posizioni (al momento dell’entrata in pista della Safety Car si trovava in 9ª posizione davanti a Pierre Gasly e dietro alla Racing Bull di Hadjar) la ripartenza post SC ha fatto tirar fuori il meglio di sé al tedesco. Appena è stata esposta la bandiera verde, infatti, il pilota Kick Sauber non ha perso tempo ed ha sorpassato il giovane rivale su Racing Bulls. Ma non è tutto.

Comparazione tempo sul  giro tra il 61º ed il 66º giro - Hamilton vs Leclerc vs Hülkenberg
Comparazione tempo sul giro tra il 61º ed il 66º giro – Hamilton vs Leclerc vs Hulkenberg

Da quel momento in poi, infatti, Hulkenberg si metterà a caccia delle Ferrari, in particolare quella di Hamilton. Grazie al suo ottimo ritmo nei giri conclusivi (visibile nel grafico), il tedesco riuscirà a strappare la sesta posizione al britannico del Cavallino che, inerme, sarà solo spettatore al 65º giro. La penalità di Max Verstappen, alla fine, lo porterà in una quinta posizione che mancava da quando Charles Leclerc conquistò la sua seconda vittoria in carriera, a Monza nel 2019.

Verstappen-Russell: la vittoria dell’irrazionalità

La seconda narrazione (e decisamente più rilevante nell’ottica del risultato finale rispetto alla prima) è quella che riguarda Max Verstappen e George Russell. Il contatto tra i due, tuttavia, ha un’origine più lontana della semplice curva cinque a Barcellona. È alla ripartenza della Safety Car che avviene l’antefatto di questa storia.

Verstappen, che si è fermato al giro 56 insieme al resto della griglia, è vittima di un atto inspiegabile (come quello che compirà lui ai danni di Russell qualche giro più tardi): Red Bull, invece di montare una gomma rossa usata (come invece ha fatto, per esempio, Ferrari a Lewis Hamilton) decide di montare un treno di gomme sì fresche, ma si tratta di pneumatici a banda bianca, a.k.a. “hard”.

Dopo la terza sosta (avvenuta al giro 47) Verstappen non dispone più di gomme che possano performare abbastanza in quanto sono state tutte usate o in qualifica (per degli hot-lap) o addirittura in gara (e quindi in condizioni ancora peggiori) secondo quanto si legge tra le righe del team radio di Gianpiero Lambiase, il suo storico ingegnere di pista.

Alla ripartenza Verstappen non coglie lo strappo delle due McLaren ed in uscita dall’ultima curva allarga troppo la traiettoria rischiando di perdere completamente il controllo della monoposto #1. La sua abilità gli permette di tenere in strada (o meglio, in pista) la Red Bull ma a questo punto l’olandese non ha più “momentum”.

Curva 1 dopo il rientro ai box della Safety Car
Curva 1 dopo il rientro ai box della Safety Car

A quel punto è solo questione di tempo: Leclerc lo affianca e lo supera ed in curva 1 addirittura Russell prova l’attacco. Verstappen non ci sta, i due si scambiano un colpo e l’olandese prende la via di fuga. Sembrerebbe tutto finito, finché al 64º giro lo stesso GP invita caldamente Max – col senno di poi, MadMax – a lasciare la posizione al britannico per evitare di ricevere una penalità (che francamente dubitiamo sarebbe arrivata). Il risultato finale, tuttavia, è ancora peggio della possibile penalità: Verstappen illude di lasciar andare il britannico in curva 5, salvo poi accellerare e volontariamente cercare il contatto con il #63. Questo è facilmente visibile dalle telemetrie dei due piloti.

Telemetria del 63º giro del GP di Spagna
Telemetria del 63 giro del GP

Al 63º giro del GP al Montmeló, infatti, si può notare la linearità della velocità di percorrenza, della pressione sull’accelleratore e sul freno. Al 64º giro, invece, dopo curva 4 l’olandese mette brevemente il piede sul gas salvo poi frenare per 3 volte per far passare il pilota Mercedes.

Telemetria del 64º giro del GP di Spagna
Telemetria del 64º giro del GP

Quando però in prossimità della 5ª curva del tracciato catalano il britannico toglie il piede dal pedale dell’acceleratore per rallentare la propria monoposto, ecco che l’olandese torna sul gas e frena solo una ventina di metri dopo Russell.

È dunque innegabile ed oltre ogni ragionevole dubbio che la stella Red Bull abbia compiuto questa scellera volontariamente. Che sia stato per frustrazione, per “vendetta” o per un qualsiasi altro motivo, ciò che ha compiuto l’olandese è ingiustificabile.

Sebbene in questo caso si tratti solamente di un analisi, raccomandiamo vivamente un altro editoriale per farsi un’idea della misura di questa mossa così come per scoprire un altro precedente.

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