Sébastien Ogier fa 5 in Sardegna e tre in stagione. Inseguirà di nuovo il titolo? Roberto Daprà, invece, coglie la prima vittoria in carriera nel WRC-2
Come sempre, il Rally di Sardegna è stato durissimo per i piloti che l’hanno disputato. Una specie di Safari europeo, se contiamo tutti i problemi che gli equipaggi hanno avuto. A spuntarla sono stati Sébastien Ogier e Roberto Daprà. Ecco il Post-Rally!
Disclaimer
In primis mi sento di scusarmi con i lettori per l’uscita in ritardo del Post-Rally. Impegni lavorativi e famigliari, nonché priorità su altri articoli hanno ritardato questo articolo.
Un italiano torna a vincere
Questa volta partiamo dal WRC-2. Perché finalmente dopo 6 anni un italiano torna a vincere nel WRC-2. A prendersi la scena è stato Roberto Daprà (che abbiamo intervistato, tra l’altro, lo scorso inverno) che ha agguantato la prima vittoria in carriera in categoria sul finire del rally.

Un rally corso con prudenza e intelligenza, più che con la velocità pure. Certo, forse non è stato al passo dei più veloci, ma Daprà ha sfoggiato la dote che fino a qui gli ha permesso di fare sempre bene: la costanza. Poco a poco ha trovato il ritmo e grazie a piloti che non erano iscritti al WRC-2 e ai numerosi ritiri, è riuscito alla fine ad avere la meglio.
L’italiano ha battuto sul finale gli espertissimi Kajetan Kajetanowicz e Martin Prokop, dopo aver ereditato la leadership del rally nella penultima prova speciale, quando era già comunque in zona podio. Finale che, allargando il discorso, ci ha regalato delle ultime speciali al cardiopalma tra l’uscita di scena di Emil Lindholm, che era comodamente diretto verso la vittoria, e i problemi di Lauri Joona che hanno spianato la strada a Daprà.
Colpo di scena anche l’uscita di scena, al sabato, di Yohan Rossel che porta a casa uno zero pesantissimo che potrebbe pesare e tanto nella corsa al titolo. È vero che di sette rally a punti, per il mondiale valgono i migliori sei. Ma è anche vero che i ritiri bisognerebbe evitarli. Staremo a vedere, certo è che questa battuta d’arresto per il francese non ci voleva.
Sono andati forte, anzi fortissimo, Oliver Solberg e Nikolay Gryazin. Loro, però, hanno deciso di non rendere valevole per il loro campionato questo round, e quindi pur avendo fatto sfaceli tornano a casa a mani vuote. Stanno proprio scegliendo i rally giusti per giocarsi il mondiale?
WRC
Sébastien Ogier conquista la sua quinta vittoria in Sardegna, la terza del 2025 e anche quest’anno, pur da Part-Timer, è nella mischia della lotta al mondiale. Difficilmente sceglierà (o sarà spinto) a provare la rincorsa al titolo, anche se la domanda bisogna sempre porsela. Primo perché è a soli 19 punti dal leader Elfyn Evans, e secondo perché sta guidando come un vero “squalo”, uno che appena sente l’odore del sangue si butta a capofitto verso la preda. In Sardegna ha fatto vedere di nuovo che è sempre tra i più veloci e che probabilment nella gestione gara è superiore a tutti gli altri. Ennesima Masterclass.

Il francese insieme ad Ott Tänak hanno messo in scena un altron grande duello tra i due, ormai diventato un super classico. L’ha spuntata nuovamente Ogier ma l’estone ha di nuovo dimostrato che al momento è lui l’uomo più veloce di Hyundai, e quello su cui puntare per il mondiale. Anche perché Thierry Neuville ne ha combinata un’altra ed è ora a -50 punti da Evans. Cominciano ad essere tanti e probabilmente il belga ha già perso il treno per la lotta al titolo. Inizierà ad aiutare Ott nell’aggangiare le Toyota? Forse al momento ancora no, eppure purtroppo bisogna cominciare a pensarci. L’errore pesa e anche tanto.
Sul podio Kalle Rovanperä che dopo un inizio non troppo entusiasmante ha trovato velocità ed è sempre stato lì davanti, vincendo anche il Super Sunday e la Power Stage. Accorcia a 20 punti su Evans in campionato, con un’estate alle porte con rally che potrebbero esaltarlo. Serve però trovare un maggiore feeling con le gomme Hankook per partire subito forte ed evitare di ritrovarsi a rincorrere dopo dei venerdì così così. Non è ancora al livello del Kalle che abbiamo imparato a conoscere (Canarie a parte), ma ogni rally si avvicina sempre di più. Ora bisogna andare in Full Title Mode e iniziare a martellare pesantemente.
Alla fine Elfyn Evans porta a casa il 4° posto e può ritenersi più che soddisfatto viste le premesse e come si era messo il rally nelle fasi iniziale. Ha pagato tantissimo il venerdì, dove ha dovuto fare da spazziono per tutto il resto del gruppo, perdendo un sacco di tempo. D’altronde, si sa, essere primi in campionato significa anche questo. Aspettando l’estate, Elfyn rimane 1° in classifica a 19 punti da Ogier e 20 da Kalle. Tanti? Pochi? L’importante è aver limitato i danni, poi per il resto ci si pensa.

Completa la top 5 Takamoto Katsuta, ultima Rally1 ad arrivare al traguardo senza ritiri o problemi. Questo va riconosciuto e va dato atto a Taka di essere stato bravo, questa volta, a non incappare nelle trappole sarde come alcuni suoi colleghi portando a casa un solido 5° posto da non buttare via. Discorso diverso per Adrien Fourmaux, velocissimo il venerdì ma al momento molto fragile mentalmente. Dopo la foratura di sabato mattina ha completamente perso la testa, arrivando pure a ribaltarsi la domenica. La velocità c’è, ma non c’è la testa. Bisogna recuperare al più presto la forma mentale perché non è questo il Fourmaux che si è visto l’anno scorso e che doveva approdare in Hyundai. Male Male.
Si salva, in qualche modo, Sami Pajari che non fa un bruttissimo weekend ma tra noie alla domenica e qualche disattenzione di troppo chiude 7°. Il finlandese stenta a decollare ma questa volta non era facile in Sardegna. Qualche miglioramento si vede ed è tangibile, ora però bisogna cercare di non perdere il momentum ed approfittarne per alzare ancora di più l’asticella.
Incommentabile invece M-Sport. Martinš Sesks fuori nella SS2, non ha potuto continuare il rally per lo chassis danneggiato, mentre Grégoire Munster e Josh McErlean hanno rotto il venerdì mattina ritrovandosi poi per il prosieguo del weekend, come al solito, nella terra di nessuno. L’unico a non avere problemi e ad aver fatto meglio tra tutte le Puma è stato Jourdan Serderidis, il che è tutto un dire. Male male, anzi malissimo.

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