Analisi telemetrie: Russell sfrutta un'ottima Mercedes sul giro secco e si prende la Pole. Max bene, Ferrari poteva fare meglio. Norris sbaglia nel momento decisivo.

GP Canada, analisi telemetrie: Leclerc manca la prima fila, Max può sorridere

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Analisi telemetrie: Russell sfrutta un’ottima Mercedes sul giro secco e si prende la Pole. Max bene, Ferrari poteva fare meglio. Norris sbaglia nel momento decisivo.

Un sabato imprevedibile, spiazzante, persino frustrante per chi prova a leggere in maniera lineare le dinamiche della qualifica canadese. E invece no: come spesso accade a Montreal, la logica lascia spazio al caos. Ma stavolta c’è un colpevole chiaro e dichiarato: le gomme. O meglio, la loro gestione quasi arcana, resa ancor più complessa dall’introduzione della mescola C6, la nuova ultra-morbida del 2025. Un elemento che avrebbe dovuto regalare un giro secco perfetto, e invece ha finito per trasformarsi in una variabile impazzita.

Non è un caso che George Russell, autore di una pole magistrale, abbia ammesso candidamente di non sapere nemmeno lui come abbia fatto a togliere sei decimi nel giro decisivo, utilizzando una gomma media che teoricamente non doveva essere così performante. Eppure, eccolo lì, davanti a tutti. Un segnale? Più che altro, un’anomalia.

Analisi telemetrie: Russell sfrutta un'ottima Mercedes sul giro secco e si prende la Pole. Max bene, Ferrari poteva fare meglio. Norris sbaglia nel momento decisivo.

Pirelli, impossibili da decifrare

La sessione è stata un continuo saliscendi: chi sembrava pronto a lottare per la pole spariva nel nulla e chi pareva fuori dai giochi tornava in corsa. Leclerc, ad esempio, ha mostrato un primo settore da urlo nel suo ultimo giro, con tempi che lo avrebbero proiettato almeno in prima fila. Ma ha trovato l’aria sporca della Racing Bulls di Hadjar e ha perso tutto, finendo ottavo. Anche Hamilton, sulla Ferrari gemella, non è andato oltre la quinta posizione, ostacolato da una vettura che non gli dà mai piena fiducia in frenata, come confermato dai dati.

Ma è proprio sulla resa delle gomme che si sono viste le contraddizioni più eclatanti. Leclerc è riuscito a effettuare ben dodici giri lanciati con la C6 in Q2, mantenendo un ritmo costante. Una prestazione quasi inspiegabile, per una mescola progettata per essere “usa e getta”. E mentre lui tirava fuori giri su giri, Russell e Verstappen si prendevano la prima fila con gomme medie, apparentemente meno adatte ma evidentemente più stabili. In tutto questo, Kimi Antonelli, con una media usata e un giro tutt’altro che perfetto, si prende la quarta posizione. Difficile non sollevare dubbi sulla coerenza tecnica di questi comportamenti: la finestra di funzionamento delle gomme è sembrata troppo aleatoria, troppo lontana da ogni logica predittiva.

Mercedes al top: pista perfetta, assetto ottimale

Se il caos gomme ha sconvolto molti, ha invece esaltato una Mercedes che torna ad assaporare il vertice. Il circuito intitolato a Gilles Villeneuve sembra fatto apposta per la W16: frenate violente, trazione, cordoli alti e una sospensione posteriore tornata nella sua versione più efficace. Il risultato? Una monoposto finalmente bilanciata, capace di far lavorare le gomme — anche le medie — nella giusta finestra già dal primo giro. A completare il tutto, una prestazione eccezionale di Russell, il cui passaggio nella chicane 8-9 è stato definito semplicemente “pazzesco”.

Analisi telemetrie: Russell sfrutta un'ottima Mercedes sul giro secco e si prende la Pole. Max bene, Ferrari poteva fare meglio. Norris sbaglia nel momento decisivo.

Verstappen resiste, ma non domina

Max Verstappen si prende comunque la seconda posizione, spremendo il massimo da una Red Bull che qui non è nel suo habitat naturale. La RB21 ha mostrato qualche incertezza in frenata e un assetto troppo rigido per i cordoli canadesi, ma ha compensato con un’efficienza da DRS aperto invidiabile. Nella parte veloce del tracciato Max è stato il migliore, ma nel tratto finale del giro ha perso terreno da Russell. Il secondo posto, però, tiene vive le speranze in gara.

McLaren: Piastri sorprende, Norris delude

In casa McLaren si assiste a una qualifica capovolta: Oscar Piastri, dopo un venerdì difficilissimo, cambia assetto all’ultimo secondo copiando quello di Norris e trova la magia. Con gomma soft, è terzo, e ha sfiorato addirittura la pole con un ultimo settore straripante. Norris invece crolla: settimo, nervoso e impreciso, mai davvero in partita. Ancora una volta, nei momenti chiave, il talento dell’inglese si scontra con una certa fragilità psicologica. La nuova direttiva tecnica sul fondo potrebbe aver avuto un impatto sulla MCL39, che su una pista ad alto compromesso ha perso parte del suo vantaggio.

Ferrari tra rimpianti e segnali positivi

Per la Rossa, le qualifiche si chiudono con un misto di frustrazione e speranza. Hamilton è quinto, Leclerc ottavo, ma entrambi mostrano una vettura che — finalmente — sembra riuscire a sfruttare le gomme in modo più efficace. La prestazione di Leclerc in particolare è indicativa: miglior primo settore assoluto con gomma C6, mescola su cui la Ferrari ha forse trovato la famosa “accensione” mancata per mesi. Ma i risultati non sono arrivati per motivi diversi: Hamilton non riesce a trovare la fiducia in frenata, mentre Charles sbaglia in curva 6 e finisce per abortire il giro decisivo. La sensazione è che fosse una grande occasione, mancata per dettagli.

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Occhio alla gara: tutti contro Russell

Sul passo gara, i dati di venerdì raccontano di una Mercedes molto solida, capace di contenere il degrado e mantenere un buon ritmo anche con la media. Il graining sull’anteriore sinistra sarà il grande nemico di Russell, ma Verstappen non è lontano, e McLaren potrebbe inserirsi grazie alla consueta gestione gomme a serbatoio pieno. Ferrari è quella che può guadagnare di più, avendo un’ottima base tecnica e buone simulazioni di ritmo, ma dovrà sfruttare safety car e strategie per risalire.


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