Il nuovo fondo Ferrari arriverà in Austria, mentre per la sospensione c'è ancora da aspettare.

Ferrari, in Canada un lift and coast legato ai freni. Ecco perché…

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Da qualche tempo ormai, si percepisce chiaramente come la Ferrari stia impiegando i freni in modo estremamente aggressivo.

Non si tratta solo di un tratto distintivo del progetto tecnico, ma di una scelta forzata, frutto di compromessi complessi e necessari in un’epoca in cui la SF-25 non è ancora stabilmente tra le vetture più complete del lotto. Tuttavia, vi è una convinzione condivisa da alcuni addetti ai lavori: una volta che la Ferrari sarà davvero competitiva davanti, questi problemi tenderanno a sparire. Ma per ora, restano.

Da qualche tempo ormai, si percepisce chiaramente come la Ferrari stia impiegando i freni in modo estremamente aggressivo.

Difficoltà nelle curve lente

Ci sono due motivi fondamentali dietro questa strategia esasperata sull’impianto frenante. Il primo riguarda l’equilibrio della monoposto: su tracciati con curve di diverso raggio — come Miami ad esempio — la SF-25 fatica a trovare una base bilanciata che funzioni ovunque. Ecco allora che si interviene con impostazioni aggressive di brake migration, una tecnica che permette di variare la ripartizione della frenata in modo dinamico durante la decelerazione, per aiutare la rotazione del retrotreno nelle curve lente. Un tentativo artificiale di compensare una macchina pensata più per i curvoni veloci.

I problemi in qualifica

Il secondo motivo è forse ancora più cruciale e riguarda un tema che tormenta Ferrari da anni: il riscaldamento degli pneumatici. In attesa di soluzioni definitive, il team ha scelto di utilizzare il calore generato dai freni come strumento per innalzare la temperatura delle gomme. Per farlo, le prese d’aria dei freni vengono parzialmente chiuse, trattenendo il calore all’interno del tamburo. Quel calore si trasmette al cerchio e infine allo pneumatico. È un compromesso, non una soluzione definitiva: efficace in qualifica, ma rischioso in gara.

In Canada, un tracciato con curve lente e brevi tratti ad alta energia laterale, scaldare le gomme è sempre una sfida. A ciò si aggiunge la necessità di mantenere basso il drag, il che spinge ad aprire il meno possibile i condotti dei freni. Ma ridurre così tanto il raffreddamento comporta un prezzo: temperature estreme. E infatti, durante il weekend di Montréal, i tecnici Ferrari si sono trovati costretti a far sollevare il piede ai piloti in ingresso curva — il cosiddetto lift and coastnon per ragioni legate al fondo, come visto in Spagna, ma per evitare che i freni superassero il limite operativo.

Il messaggio radio rivolto a Leclerc da Bryan è stato chiaro: “la situazione è critica”. E non è difficile immaginare cosa volesse dire: i freni stavano lavorando oltre il limite, con margini ormai ridotti al minimo. Resta però il dubbio di fondo: questa Ferrari, in questo stato, è costretta a chiedere ai freni di fare qualcosa per cui non sono nati. Un utilizzo borderline, dettato dalla necessità. Ma fino a quando si potrà tirare questa corda senza pagarne il conto? Per ora è un compromesso. Ma per vincere davvero, servirà molto di più.


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