Domenica a Road America, Alex Palou ha vinto un'altra gara. Questa volta gli sono bastati sei giri in testa, di cui solo tre nel finale, per conquistare il successo nella XPEL Grand Prix. Una vittoria che sembrava sfuggire di mano, e che invece è arrivata grazie a una chiamata strategica inizialmente discussa — e poi ringraziata.

IndyCar | Palou dopo la vittoria a Road America: “Gara pazza, pensavo andasse tutto male”

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Domenica a Road America, Alex Palou ha vinto un’altra gara. Questa volta gli sono bastati sei giri in testa, di cui solo tre nel finale, per conquistare il successo nella XPEL Grand Prix. Una vittoria che sembrava sfuggire di mano, e che invece è arrivata grazie a una chiamata strategica inizialmente discussa — e poi ringraziata.

La gara è stata un vero rompicapo per ingegneri e strateghi: quattro caution nei primi 23 giri hanno sconvolto i piani e costretto molti team a rivedere tutto. Palou ha effettuato la prima sosta al giro 11, approfittando di una neutralizzazione causata da Sting Ray Robb, e la seconda al giro 23, in seguito a un altro incidente — questa volta con protagonista Conor Daly, compagno di squadra di Robb in Juncos Hollinger Racing.

Domenica a Road America, Alex Palou ha vinto un'altra gara. Questa volta gli sono bastati sei giri in testa, di cui solo tre nel finale, per conquistare il successo nella XPEL Grand Prix. Una vittoria che sembrava sfuggire di mano, e che invece è arrivata grazie a una chiamata strategica inizialmente discussa — e poi ringraziata.

È proprio in quel momento che nasce il primo snodo decisivo della gara. Barry Wanser, stratega del team Ganassi, decide di richiamare Palou ai box per montare l’unico set di gomme alternate (le morbide), originariamente previsto per lo stint finale. Una scelta che ha fatto storcere il naso allo spagnolo: “Non ero d’accordo con la strategia di Barry. Sono stato un po’ scontroso per qualche giro… poi ho iniziato a dirgli grazie”, ha raccontato sorridendo dopo la gara.

La strategia “sbagliata” che ha funzionato

La scelta di anticipare l’utilizzo delle gomme più performanti è stata rischiosa, soprattutto in ottica finale. Palou sapeva di dover chiudere la gara su gomme dure, contro rivali diretti con a disposizione ancora le morbide. Eppure, la velocità della vettura n. 10 e la capacità di risparmiare carburante si sono rivelate decisive: “Oggi la macchina era incredibile. Siamo riusciti a salvare carburante pur mantenendo un ritmo competitivo anche con le dure”.

Wanser ha motivato la decisione come una scelta obbligata per restare in corsa: “Abbiamo cambiato strategia in corsa, anche se andava contro quanto deciso prima della gara. Ma era l’unico modo per tenere il passo dei nostri rivali… e batterli. È andata bene, ma c’è stato anche un po’ di fortuna”.

Domenica a Road America, Alex Palou ha vinto un'altra gara. Questa volta gli sono bastati sei giri in testa, di cui solo tre nel finale, per conquistare il successo nella XPEL Grand Prix. Una vittoria che sembrava sfuggire di mano, e che invece è arrivata grazie a una chiamata strategica inizialmente discussa — e poi ringraziata.

L’incognita Dixon

Nel finale, Palou si è ritrovato in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra Scott Dixon, che aveva fatto il suo ultimo pit stop due giri prima. Conosciuto per le sue doti quasi leggendarie di gestione carburante, Dixon sembrava in grado di portare a termine la gara senza ulteriori soste. “Lo seguivo e vedevo che non stava risparmiando molto. Ho pensato: ‘È pazzo! Come farà ad arrivare in fondo?’”, ha raccontato Palou.

Anche al muretto Ganassi c’era tensione. “Ci chiedevamo se ci stessimo perdendo qualcosa. Abbiamo controllato e ricontrollato tutto, ma eravamo abbastanza sicuri che lui non ce l’avrebbe fatta”, ha ammesso Wanser.

E infatti, a due giri dalla fine, Dixon è stato costretto a rientrare per un rabbocco, lasciando la leadership a Palou che ha così potuto completare una rimonta orchestrata con freddezza, fiducia e un pizzico di fortuna.

Domenica a Road America, Alex Palou ha vinto un'altra gara. Questa volta gli sono bastati sei giri in testa, di cui solo tre nel finale, per conquistare il successo nella XPEL Grand Prix. Una vittoria che sembrava sfuggire di mano, e che invece è arrivata grazie a una chiamata strategica inizialmente discussa — e poi ringraziata.

“Una gara folle”

“È stata una gara pazza”, ha detto Palou. “Sembrava che andasse tutto male, poi tutto bene, poi di nuovo male… ma alla fine abbiamo fatto la differenza concentrandoci su chi era sulla nostra stessa strategia”.

La vittoria a Road America è la conferma della solidità e della maturità di Palou, ma anche dell’importanza del lavoro di squadra. Anche quando il pilota ha dubbi, serve fidarsi: “Non ero convinto all’inizio, ma alla fine devo solo dire grazie a Barry. È stata la chiamata che ci ha regalato la vittoria”.


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