Un’inaspettata anomalia tecnica ha agitato le acque del World Rally Championship (WRC). Durante l’Acropolis Rally, in Grecia, tre vetture Rally1 sono state costrette al ritiro per un problema legato ai serbatoi del carburante. Un campanello d’allarme che ha spinto la FIA ad avviare un’indagine ufficiale, mettendo sotto esame il carburante recentemente introdotto nel campionato.
Tutto parte da qualche mese prima dell’evento greco, quando il fornitore ufficiale di carburante del WRC, P1 Fuels, è fallito improvvisamente. La FIA ha dovuto correre ai ripari e, in tempi record, ha stretto un accordo con TotalEnergies, che ha preso in carico la fornitura a partire dal Rally delle Canarie. Nelle prime apparizioni il nuovo carburante non aveva causato problemi, ma in Grecia la situazione è precipitata.
Stesso guasto, stesso carburante: coincidenza o causa tecnica?
Fin dalla giornata di venerdì sono cominciati a manifestarsi i primi segnali d’allarme. Sami Pajari è stato il primo a doversi ritirare a causa di un guasto verificatosi subito dopo il rifornimento tra la sesta e la settima prova speciale. Poco dopo, lo stesso problema ha colpito anche Mārtiņš Sesks, costretto anch’egli a fermarsi. Il giorno successivo, sabato, è toccato a Grégoire Munster ritirarsi per una problematica identica.

Tre casi, un solo indizio: qualcosa non sta funzionando a dovere tra il carburante e l’impianto dei serbatoi.
La FIA, informata prontamente della situazione, ha deciso di intervenire. In un comunicato ufficiale ha fatto sapere di essere al lavoro insieme ai team e ai fornitori per analizzare e risolvere l’anomalia. L’obiettivo è chiaro: capire se il problema sia legato alla composizione del nuovo carburante, alla sua interazione con i materiali dei serbatoi o a qualche altro fattore tecnico ancora non identificato.
Sostenibilità sotto esame: tra innovazione e rischio tecnico
Questo episodio ha inevitabilmente acceso i riflettori su un aspetto spesso sottovalutato: la compatibilità tra carburanti sostenibili di nuova generazione e i sistemi di alimentazione delle vetture da competizione. La transizione verso fonti più ecologiche, infatti, è una priorità per la FIA, ma non può prescindere da affidabilità e sicurezza.
Nel frattempo, l’indagine è in corso e si attendono ulteriori sviluppi già prima delle prossime tappe del campionato. Il caso greco potrebbe rivelarsi fondamentale per correggere il tiro e garantire che simili problemi non si ripetano in futuro.

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