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WRC | Top & Flop – Acropolis Rally: Il campionato si infiamma, ma Hankook non da sicurezza

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La tappa greca del WRC si è appena chiusa, ma l’eco delle polemiche è tutt’altro che sopito. Al centro del mirino, ancora una volta, Hankook e i suoi pneumatici da sterrato, che definire poco efficienti sarebbe un eufemismo gentile. Troppe forature, troppe lamentele, e una pazienza che sta rapidamente finendo. Se l’intento era stressare gli equipaggi più del fondo greco, missione compiuta.

In mezzo al caos, però, c’è chi sorride. Ott Tänak si rilancia nella corsa al titolo e si mette sulle tracce di Elfyn Evans, trascinando con sé anche una Hyundai che, finora opaca e incerta, sembra aver finalmente ritrovato il bandolo della stagione. Doppio podio e segnali di vita: tra le rocce dell’Acropoli, è andata in scena una piccola resurrezione.

Dall’altra parte, continua il lento naufragio di M-Sport. Il miglior piazzamento? Un dodicesimo posto assoluto. No, non è un errore di battitura. La prima delle quattro Puma Rally1 chiude fuori dalla top 10, in quello che è solo l’ultimo capitolo di un 2025 fin qui da dimenticare. E mentre Ford affonda, Oliver Solberg galleggia alla grande… anzi, vola. Con la sua Yaris Rally2, ha superato tutti i piloti M-Sport nella classifica generale, entrando con pieno merito nella top 10 assoluta del campionato piloti. Una piccola impresa che inizia a far rumore.

Ma ora è il momento di tirare le somme. Scopriamo insieme chi esce promosso e chi, invece, torna a casa con più dubbi che certezze da questo rovente “Rally degli Eroi.”

TOP – Ott Tänak: Volere e potere!

Come anticipato alla vigilia, l’Acropolis non sarebbe stato un semplice passaggio di calendario, ma un crocevia cruciale nella corsa al titolo. E Ott Tänak lo sapeva bene. Serviva una prestazione di testa, di cuore, e soprattutto di nervi saldi. L’estone ha risposto presente, mettendo in scena una vittoria di forza, in mezzo a un elenco iscritti che alla fine sembrava più un bollettino di guerra che una classifica.

Con Elfyn Evans in evidente difficoltà e il primo posto nel mirino, Tänak ha trasformato una gara di sopravvivenza in un’occasione d’oro: riaccende le speranze mondiali e, cosa non da poco, ridà ossigeno a una Hyundai che fin qui aveva navigato in acque torbide.

La stagione è tutt’altro che finita, ma se lo slancio emotivo resta questo, le possibilità di rivedere Tänak campione del mondo non sono più solo ipotesi: iniziano a diventare scenari concreti.

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TOP – Sébastien Ogier salvatore: Ecco il vero faro di Toyota

Il “cannibale” francese non ha ancora smesso di mordere. Fame, classe e orgoglio: Sébastien Ogier continua a combattere fino all’ultimo metro, e anche questa volta ha dato spettacolo. Per la terza volta consecutiva, è ancora duello con Tänak, ma stavolta il francese deve togliersi il cappello e applaudire il rivale, che ha conquistato una vittoria meritata.

Ogier, nonostante l’età e un contratto part-time, continua a essere il vero riferimento in casa Toyota. È lui il volto, l’anima e la garanzia del marchio giapponese, in un team dove i piloti a tempo pieno faticano a tenere il passo.

Ma ora suona un campanello d’allarme: Ogier salterà il Rally d’Estonia. E con Evans in difficoltà e gli altri in ombra, la prospettiva per Toyota non è delle più rosee. Ironia della sorte, proprio Ogier, oggi secondo nella generale e a meno di dieci punti da Evans, rischia di aprire la porta al grande rivale Tänak, diventando suo malgrado un alleato di Hyundai nella corsa al titolo.

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TOP – Oliver Solberg: Rally1 in arrivo?

Forature, ritardi ai controlli orari e una sfilza di ritiri: l’Acropolis Rally è stato un campo minato per molti. Ma non per Oliver Solberg. Il giovane svedese, figlio d’arte ma ormai ben oltre le etichette, conferma ancora una volta di essere l’uomo da battere sulla terra. Porta a casa un bottino pesante di punti, rilancia la sfida contro Yohan Rossel e rimette mano a una classifica che adesso si fa davvero interessante.

Come se non bastasse, Solberg scavalca tutti i piloti M-Sport nella classifica assoluta del WRC e si infila, con una Rally2, nella top 10 del mondiale. Sì, con una Rally2. Un risultato che suona come una provocazione, ma anche come una candidatura seria per un futuro nella classe regina.

E infatti, indiscrezioni parlano già di una possibile occasione con Toyota: una GR Yaris Rally1 potrebbe presto attenderlo per qualche uscita su terra. Sarebbe il giusto premio per chi, al talento, ha aggiunto maturità e risultati concreti. Tre vittorie su quattro appuntamenti utili: numeri da pilota vero. Il cognome può aiutare a farsi notare, ma a questo punto è chiaro che la differenza la fa quel piede destro, che è tutto farina del suo sacco.

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FLOP – Hankook ancora sotto accusa: Si infiammano le polemiche…

Che l’Acropolis sarebbe stata una gara dura era cosa nota. Che i piloti avrebbero sofferto sin dalle prime speciali, pure. Ma che le gomme Hankook si sarebbero dimostrate così fragili di fronte alle insidie greche… quello forse in pochi se lo aspettavano. Come già visto in Kenya, gli pneumatici sono finiti ancora una volta sotto accusa per la scarsa resistenza e una competitività che, su certi fondi, semplicemente non c’è.

La tanto decantata mescola “evoluta”, introdotta in Portogallo, ha cambiato ben poco. Il bilancio? Una sfilza di forature, cambi ruota a raffica e una gara rovinata per troppi equipaggi. Tra i tanti penalizzati anche il nostro Roberto Daprà e, soprattutto, Thierry Neuville. Il campione in carica non solo ha visto sfumare ogni ambizione di risultato, ma non ha nemmeno fatto troppa fatica a indicare il colpevole principale: Hankook.

E ora? All’orizzonte ci sono ancora cinque rally su terra. Sarebbe il momento giusto per il fornitore coreano di chiudersi in laboratorio, analizzare ogni singolo dato e trovare una soluzione. E possibilmente, farlo in fretta. Anche perché la pazienza, nel WRC, non è mai stata una mescola particolarmente resistente.

FLOP – M-Sport: Guasti, errori ed un progetto sempre più in crisi

Un disastro. Non ci sono giri di parole: quello vissuto da M-Sport all’Acropolis è stato l’ennesimo fine settimana da incubo. La Puma Rally1 continua a sembrare tutto fuorché una vettura da classe regina, e va detto che nemmeno gli equipaggi stanno aiutando a risollevare la situazione.

L’idolo locale Serderidis si arrende per colpa del caldo infernale. L’unico, forse, ad avere un alibi. Per il resto della squadra, invece, non c’è scusa che tenga. Munster di nuovo alle prese con problemi meccanici, mentre Sesks, acclamato come il potenziale salvatore di Ford, fatica tremendamente a lasciare il segno. Vola nell’ERC, sì, ma nel WRC colleziona sfortuna, errori e tanta, troppa insicurezza.

L’unico segnale positivo? Arriva da Josh McErlean. Anche lui colpito da noie tecniche e forature, ma almeno dimostra di avere un briciolo di ritmo e testa. In un team che affonda sempre di più rally dopo rally, è l’unico che, per ora, sembra galleggiare.

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FLOP – Rovanperä delude ancora: Addio sogni da mondiale?

Tra tutti gli alfieri di casa Toyota, è impossibile non puntare il dito su di lui. Pajari è fuori dai giochi per un guasto grave che lo ha tenuto fermo due giorni interi, e Katsuta… beh, meglio glissare. Ma da Kalle Rovanperä, ci si aspettava molto, molto di più.

La vittoria alle Canarie sembrava il segnale di un ritorno alla forma, ma a quanto pare era solo un’illusione. La crisi, personale o sportiva che sia, è più profonda del previsto. È vero, in Portogallo e in Sardegna è stato il migliore dietro a Tänak e Ogier, ma questo non basta a giustificare una stagione opaca e senza guizzi.

Anche lui vittima di forature, ha poi messo la ciliegina sul disastro con un’uscita di strada che sa tanto di distrazione, quasi da principiante. La sensazione è che Rovanperä abbia la testa altrove e purtroppo, i risultati lo confermano. Pochi sprazzi, tante difficoltà. Forse è arrivato il momento di rimettere il focus sul rally… o fermarsi prima di iniziare a macchiare un curriculum che, fino a poco fa, sembrava intoccabile.

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