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WRC | Ecco 3 considerazioni apprese dal vibrante Acropolis Rally

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In terra ellenica il WRC ha regalato uno spettacolo ad alta tensione, con un’Acropolis Rally degno del suo nome: epico, imprevedibile e con più colpi di scena di una soap turca. A prendersi la gloria questa volta è l’estone Ott Tänak, che riporta un po’ di ossigeno in casa Hyundai, un team che finora ha dato l’impressione di correre con la bombola d’ossigeno sotto braccio. Dietro di lui, Fourmaux completa il weekend da sogno per il team sudcoreano, mentre in casa Toyota si cerca di salvare il salvabile. Il solito Ogier tiene su la baracca con l’esperienza di chi potrebbe guidare bendato, mentre Elfyn Evans gioca alla modalità “limitiamo i danni”, riuscendoci… più o meno.

Ma il vero protagonista è stato il fondo greco: roccioso, impietoso e pronto a divorare pneumatici come un turista affamato. Il numero di forature ha raggiunto livelli imbarazzanti, con più bandiere bianche sventolate che in un torneo di judo. Tra i tanti ritiri e le gare rovinate, a far sentire la propria voce è stato il campione in carica Thierry Neuville, che non ha usato mezzi termini per criticare le prestazioni dei pneumatici Hankook. E francamente, come dargli torto?

Insomma, è stato un weekend da ricordare… o da dimenticare, dipende da chi chiedete. Vediamo insieme le tre principali lezioni che ci portiamo a casa da questo tormentato Acropolis Rally...

Hankook: Un disastro su sterrato e una vergogna per il WRC

Entrati come fornitori esclusivi di pneumatici, Hankook ha ben presto dimostrato di non essere all’altezza delle aspettative. Dopo sette gare, il verdetto è chiaro: il produttore sudcoreano deve rivedere urgentemente i propri mezzi, o rischia di compromettere l’intera stagione. In Portogallo, dove si sperava in una ripresa grazie a una mescola rinnovata, la situazione sembrava destinata a migliorare. Ma quando le vetture hanno incontrato il fondo ellenico, il tanto atteso riscatto è rapidamente svanito, lasciando spazio a una triste realtà.

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Le gomme, seppur un po’ più resistenti rispetto alle versioni precedenti, si sono dimostrate inadatte a sopportare le insidie del fondo greco. E il risultato? Un altro weekend da dimenticare, che ha messo in evidenza quanto il livello di Pirelli degli anni passati sembri ormai un lontano ricordo. Se le gomme non danno la giusta performance e non offrono la sicurezza necessaria ai piloti, siamo di fronte a un fallimento, in un campionato dove ogni dettaglio è cruciale.

Non sorprende, quindi, che nell’ERC Hankook sia all’ultimo posto nella classifica dei fornitori di pneumatici. Un riconoscimento che dice tutto, ma che, purtroppo, non sembra servire a molto. Se non si cambia rotta, il futuro del marchio nel WRC rischia di diventare una triste parodia.

Hyundai torna a respirare: Il momento della svolta?

Il settimo round del World Rally Championship segna il vero giro di boa della stagione e, sorprendentemente, anche la prima vittoria non Toyota dal Rally del Giappone 2024. Una statistica che finalmente porta un sorriso, perché Hyundai ha dimostrato di essere pronta a sfidare il dominio dei cugini nipponici. Ott Tänak, ancora una volta protagonista del suo ormai consueto duello con Sébastien Ogier, porta a casa una vittoria che non solo è frutto di forza, ma rilancia le ambizioni mondiali del team sudcoreano.

E dopo un inizio di stagione in chiaroscuro, torna a brillare anche la stella di Adrien Fourmaux, che conquista un meritatissimo terzo posto, dando al costruttore una nuova linfa vitale. Per Toyota, un weekend fatto più di amari sorrisi, mentre Hyundai riacquista fiducia e si rilancia in entrambe le classifiche. Ora le distanze si accorciano: -65 punti da Toyota nella classifica costruttori e una lotta più viva che mai in vetta alla classifica piloti.

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Una prestazione così solida in un evento così complicato fa ben sperare non solo gli addetti ai lavori, ma anche i tifosi, che finalmente vedono un segno di speranza in quella che potrebbe essere una rincorsa entusiasmante al titolo. Se le premesse di questo weekend sono di buon auspicio, ci attende una seconda metà di stagione del WRC bollente, con una sfida che potrebbe decidersi fino all’ultima power stage in Arabia Saudita.

Toyota: Secondo posto, ma nessuna vera vittoria all’orizzonte

Sébastien Ogier si riconferma ancora una volta come l’uomo da battere di questo mondiale, ma il suo secondo posto in Grecia lascia più dubbi che certezze per il futuro. Uscito sconfitto dal duello con Tänak, il francese ha comunque mantenuto la posizione, restando l’unico in grado di resistere alla velocità del pilota di casa Hyundai. Tuttavia, questo non basta a mascherare la grande incognita che aleggia su Toyota…

Ogier, infatti, va verso una serie di forfait, visto il suo contratto part-time, e questo non può non pesare sul team. Gli altri piloti Toyota, che dovrebbero rappresentare la spina dorsale della squadra, sembrano essere in uno stato di stallo preoccupante. Evans, che ormai corre più per non perdere che per vincere, si tiene lontano dai rischi, cercando di amministrare un vantaggio che sta sempre più svanendo. Kalle Rovanperä, che doveva tornare ad essere il vero mattatore del WRC, continua a non incidere come dovrebbe, lasciando il team con troppe poche certezze a cui aggrapparsi.

E poi c’è Katsuta, ancora rallentato dai tanti errori e nettamente lontano delle prestazioni dei migliori, mentre il giovane Pajari, pur promettente, è ancora troppo “verde” per fare la differenza.

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È evidente che qualcosa in Toyota non sta funzionando. La prestazione in Grecia potrebbe essere solo un incidente di percorso, ma con il calendario che va verso il vivo, il rischio di veder cambiare radicalmente le classifiche è concreto. Se non si interviene subito, potrebbe esserci un brusco ribaltone che lascerà Toyota con le mani vuote.

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