In casa Ferrari, la SF-25 continua a mostrare luci e ombre. D’Ambrosio spiega che in questa fase la monoposto ha il potenziale per essere competitiva ma richiede un adattamento continuo, con i diversi stili di guida, da parte di Hamilton e Leclerc.
Il Gran Premio di Silverstone ha rappresentato il giro di boa della stagione di Formula 1. È tempo di bilanci e i team iniziano a trarre le prime conclusioni di questa metà di campionato. Tra chi è ancora alla ricerca della giusta direzione figura la Scuderia Ferrari, impegnata nel perfezionamento di una vettura ancora non del tutto competitiva.
In questi mesi, la SF-25 – prima monoposto del Cavallino guidata da Lewis Hamilton – ha mostrato di essere sì distante dalle prestazioni straordinarie della McLaren, ma anche di avere un potenziale ancora inespresso.
I suggerimenti dei piloti:
Il segreto per massimizzare il potenziale della monoposto è analizzato da Jerome D’Ambrosio. L’ex pilota belga ha spiegato come, in questa fase della stagione, il vero obiettivo sia quello di massimizzare il potenziale della monoposto, anche a costo di adottare approcci differenti.
“C’è bisogno di trovare il giusto equilibrio. Charles ha deciso di orientarsi verso un assetto più sovrasterzante, e in alcune gare questa scelta si è rivelata positiva. Di recente anche Lewis ha seguito quella direzione e sta ottenendo buoni risultati”.

D’Ambrosio ha poi proseguito spiegando: “Ovviamente si ascoltano i suggerimenti dei piloti, entrambi. È divertente perché quando si fanno le riunioni in fabbrica, spesso i piloti convergono molto su ciò di cui hanno bisogno, concettualmente, dalla macchina. Ovviamente c’è una parte dello sviluppo che consiste semplicemente nel portare un pacchetto che massimizzi la deportanza e le prestazioni. Ma poi ci sono un sacco di cose che si possono fare per assicurarsi che i piloti abbiano tutto il necessario per cercare di lavorare e far sì che la macchina si adatti il più possibile al loro stile di guida. Ci sono due fasi e non credo che siano completamente scollegate“.
Trovare un giusto equilibrio:
Il vice team principal della Ferrari si è poi soffermato sugli sforzi dell’intera squadra al fine di migliorare il bilanciamento della vettura, sottolineando l’importanza di trovare un equilibrio che tenga conto sia delle preferenze dei piloti sia degli obiettivi tecnici oggettivi.
“Penso che parte delle cose su cui stiamo cercando di lavorare sia sicuramente cercare di migliorare il bilanciamento della vettura e aiutare i piloti. Ci sono aspetti del bilanciamento della vettura che sono collegati anche alle preferenze del pilota, al suo comfort e allo stile di guida. Tutto questo viene preso in considerazione per cercare di portare la macchina in una posizione migliore”.

“Penso che non si consideri un pilota o l’altro, si sta solo cercando di trovare un equilibrio migliore per la macchina. Questo è un punto oggettivo in cui si vede quando la macchina è troppo nervosa o troppo sottosterzante. Alcuni piloti tra sottosterzo o sovrasterzo preferiranno l’uno o l’altro, ma alla fine abbiamo parametri oggettivi, obiettivi oggettivi su come migliorare le prestazioni dell’auto e quali sono i suoi limiti“.
Il regolamento tecnico:
Non solo le performance ed i suggerimenti dei piloti. Uno degli aspetti che influisce maggiormente sul comportamento delle vetture è rappresentato dalle attuali regole tecniche, come spiegato anche dal belga.

“Il regolamento in vigore costringe a certi compromessi. Le auto sono spesso molto nervose, soprattutto in ingresso curva, ed è qualcosa che vediamo su molte monoposto, non solo sulla nostra. I limiti imposti influiscono sulla stabilità e sulla prestazione, e spetta ai piloti saper gestire queste caratteristiche. È un dato di fatto, penso che le auto siano nervose e i piloti debbano, in una certa misura, essere in grado di gestirle”.
Lavorare in ottica 2026:
Nelle ultime settimane, la McLaren guidata da Andrea Stella si è quindi dimostrata il punto di riferimento, sia sul giro secco che nel passo gara. Di fronte a questo divario ed alle difficoltà della Ferrari, in molti si sono chiesti se non fosse il momento di iniziare a focalizzare le energie sul prossimo anno, quando il cambio di regolamento porterà con sé tante novità ed altrettanti punti interrogativi.
A questo proposito D’Ambrosio ha spiegato: “Credo che Loic [Serra] e tutto il team stiano lavorando al progetto 2026 per costruire l’auto più veloce. E, di nuovo, ci sono parametri oggettivi su come si cerca di raggiungere questo obiettivo. C’è una seconda fase in cui bisogna assicurarsi che i piloti abbiano gli strumenti per adattare quell’equilibrio e perfezionarlo in un modo che vada bene a loro“.

La stagione 2025 sta dimostrando quanto sia fondamentale trovare il giusto compromesso tra sviluppo tecnico, adattamento alle normative e valorizzazione del contributo dei piloti. In casa Ferrari, la sfida è duplice: continuare a estrarre il massimo dalla SF-25 in una stagione ancora lunga e complessa, e allo stesso tempo gettare le basi per un 2026 che si preannuncia rivoluzionario.
Tra bilanciamenti da affinare, assetti personalizzati e scelte strategiche, il lavoro del team resta intenso e cruciale. Solo un equilibrio tra approccio ingegneristico e sensibilità potrà riportare il Cavallino a lottare costantemente per le prime posizioni.

