A quasi un anno di distanza dal debutto di Kimi Antonelli in un weekend ufficiale di Formula 1, Toto Wolff torna a parlare di quella scelta fatta a Monza nel 2024, definendola senza mezzi termini “non tra le più intelligenti”.
Il giovane talento italiano, fresco di maggiore età, fu chiamato a scendere in pista nel primo turno di prove libere del Gran Premio d’Italia, al posto di George Russell, nel consueto slot riservato ai rookie. Dopo un’intensa preparazione attraverso test privati condotti secondo il regolamento TPC, quella apparizione doveva rappresentare un primo assaggio di F1. Invece, si trasformò in un episodio traumatico.
Antonelli, dopo un inizio promettente con il miglior tempo provvisorio della sessione, fu protagonista di un violento incidente alla Parabolica, con una decelerazione da 52g che distrusse la monoposto. “Sembrava un set di Lego”, commentò Wolff all’epoca, riferendosi alle condizioni della vettura.

Il giorno seguente, nonostante l’incidente, arrivò l’annuncio ufficiale: Antonelli sarebbe stato il sostituto di Lewis Hamilton per la stagione 2025. Un atto di fiducia importante, che ha poi trovato conferme nei risultati ottenuti dal giovane bolognese.
Il suo esordio in Australia si è concluso con un solido quarto posto in condizioni difficili. A Suzuka ha messo a segno il giro più veloce, mentre a Miami ha conquistato la pole nella Sprint. Il primo podio è arrivato in Canada, con un terzo posto che ha sancito la sua definitiva consacrazione tra i grandi.
Ripensando a quella scelta di Monza, Wolff ha però ammesso l’errore: “Con il senno di poi, metterlo in macchina a Monza, con tutta quella pressione e poi l’incidente, non è stata la nostra decisione più intelligente. È qualcosa che ti resta nella testa per un po’.”

Ma ora, con il primo podio in tasca, anche quel brutto ricordo può essere lasciato alle spalle: “Credo che ora possa scrollarsi di dosso tutto questo e dire: ‘Ho dimostrato di poter essere veloce.’”
Il team principal Mercedes ha infine sottolineato l’importanza di aver lasciato spazio ad Antonelli per crescere senza eccessive aspettative: “Durante l’anno gli abbiamo concesso il margine per esplorare, per sbagliare, per spingere quando si sentiva pronto. Ed è proprio questo che ti aspetti da un pilota che un giorno potrà diventare campione.”
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