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F1 | Bearman vuole meritarsi la Ferrari: “Ho le carte in regola per vincere in rosso, so che a Maranello credono in me”

“Non ci penso ma so che credono nelle mie qualità”: cresciuto con il sogno del Cavallino nel cuore, Oliver Bearman ha già scritto le prime righe della sua storia in rosso. Ora il suo obiettivo è dimostrare di meritare quel tanto ambito volante.

Chi ama i motori ha sognato almeno una volta di indossare il rosso: il colore della passione italiana, della leggenda del Cavallino e della sua storia. Una passione che ha da sempre accompagnato Oliver Bearman, come un lungo filo conduttore che, passo dopo passo, l’ha avvicinato sempre di più ai tanto ammirati cancelli di Maranello, che anche i più grandi di tutti i tempi hanno sognato di varcare.

I sogni e la passione, uniti a talento ed ai tanti sacrifici di una famiglia, sono quelli che hanno portato il giovane Bearman a correre in Formula 1.

La prima esperienza in Ferrari:

Il sogno di poter gareggiare con il Cavallino è più vivo e forte che mai nel talento classe 2005 e intervistato da Roberto Chinchero Bearman ha ripercorso uno dei momenti più importanti e significativi della sua carriera: la prima gara a bordo di una Ferrari.

Il weekend a Jeddah dello scorso anno aveva sorpreso tutti. Chiamato all’ultimo momento per sostituire Carlos Sainz, il britannico aveva corso con determinazione su uno dei circuiti più tecnici del calendario, chiudendo la gara in un’ottima settimana posizione.

“In effetti ho avuto qualche ora di preavviso ma è stata la mia più grande opportunità. Lo scorso anno in F2 le cose non andavano proprio bene, ma poi è arrivata la possibilità di poter salire sulla Ferrari in Formula 1, ho subito pensato di avere l’occasione per mostrare il mio potenziale e le mie capacità”.

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Quel Gran Premio ha così permesso al britannico di farsi notare e di mettere in luce le sue qualità.

“Sono stato molto fortunato di poter disputare quella gara, per quanto l’abbia vissuta un po’ in modo limitato, avevo alle spalle solo due giornate al volante di una F1, ma il feeling è stato subito molto bello, molto intenso. Non volevo commettere errori e questo mi ha un po’ frenato, ma sono comunque riuscito a mostrare il 50% di quello che potevo fare, ed è stato sufficiente per avere l’opportunità di essere dove sono ora. Onestamente, non so dove sarei ora se non ci fosse stato quel weekend a Jeddah”.

L’approdo in Haas:

Pochi mesi dopo la chiamata del Cavallino a Jeddah, arriva quella della Haas. Prima con l’ingaggio per la stagione 2025 come pilota titolare e poiè chiamato a sostituire Magnussen a Baku

“A posteriori credo che l’anno scorso sia stato un po’ privilegiato. Sono salito sulla Ferrari e ho chiuso facilmente a punti, sono riuscito a fare lo stesso a Baku con la Haas ed anche in Brasile sono entrato in Q3 lottando nella top-10″.

Ha sorpreso a Jeddah, sta convincendo in Haas e ora guarda al futuro: per Bearman, Maranello non è più solo un sogno, ma un traguardo possibile.

Inoltre il giovane pilota ha spiegato che ha anche dovuto fare i conti con le sue alte aspettative.

“Ho dato per scontato che ogni volta che sarei salito in macchina sarei stato sempre in lotta per la zona punti, ma in questa stagione abbiamo visto quanto i margini siano molto stretti e oggi non siamo nelle condizioni di poter puntare alla top-10 ogni fine settimana”.

Futuro a Maranello:

Dopo una stagione ricca di emozioni e una prima annata da titolare in Haas, il pilota di Chelmsford guarda al futuro con ambizione, ma senza fretta.

La Ferrari? In questa fase della mia carriera non ci penso, sento di avere le carte in regola per poter essere un pilota della Scuderia, ma sta a me dimostrarlo. Sono sicuro che anche a Maranello credano nelle mie qualità, se negli ultimi anni mi hanno supportato arrivando ad offrirmi l’opportunità di essere dove sono, è perché credono che un giorno potrò gareggiare in tuta rossa. Ed è questo che mi fa alzare dal letto ogni mattina e mi motiva a migliorarmi, a diventare la versione migliore di me stesso, perché voglio gareggiare in rosso, voglio vincere in rosso. Questa è la mia principale motivazione nella vita“.

Ha sorpreso a Jeddah, sta convincendo in Haas e ora guarda al futuro: per Bearman, Maranello non è più solo un sogno, ma un traguardo possibile.

Oliver Bearman non è più solo una promessa: è un giovane pilota che ha già dimostrato di saper cogliere le occasioni e trasformarle in risultati concreti. Il suo percorso, fatto di sogni, talento e determinazione, lo ha portato a sedersi su una Ferrari, lasciando il segno. Ora, con la Haas, continua a crescere e a imparare, con un obiettivo ben chiaro davanti a sé: tornare a Maranello, ma questa volta da protagonista. Perché per Bearman, indossare il rosso non è solo un sogno: è una missione.

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