Il passaggio di Jonathan Wheatley dalla Red Bull alla Sauber – presto Audi – ha fatto scalpore nel paddock, soprattutto per il modo in cui è maturato.
A distanza di mesi, è lo stesso team principal inglese a raccontare i retroscena di quella decisione, che ha rappresentato un vero e proprio punto di svolta nella sua carriera in Formula 1.
Durante il weekend del Gran Premio di Miami 2024, l’atmosfera nel box Red Bull era tutt’altro che serena. Mentre Christian Horner affrontava giornate complicate e Adrian Newey annunciava il suo addio, iniziarono a circolare voci anche su una possibile partenza di Wheatley. Voci che lui stesso non aveva previsto e che, inizialmente, lo misero in forte difficoltà.
“Non ero felice,” ha raccontato Wheatley a RacingNews365. “Ero sempre stato molto riservato con i media, per scelta. Poi improvvisamente il mio nome era ovunque, e questo ha creato una situazione complessa all’interno del team.”

Quella esposizione improvvisa, però, ha avuto anche un risvolto positivo: ha attirato l’attenzione di diversi team rivali, tra cui Sauber, che nel frattempo si stava preparando alla trasformazione in Audi F1. Le trattative sono iniziate da lì, e l’ufficialità è arrivata il 1° agosto 2024: Wheatley avrebbe assunto il ruolo di team principal, a partire dal 1° aprile 2025, come previsto dal suo contratto con Red Bull.
A convincerlo del tutto, oltre all’ambizione del progetto, è stato anche il coinvolgimento di Mattia Binotto, suo amico ed ex team principal Ferrari, che a maggio è stato nominato responsabile dell’intero programma Audi F1.
“Ho sempre onorato i miei impegni. Non sono uno che firma un contratto e poi cerca scappatoie per un’offerta migliore,” ha sottolineato Wheatley. “Ma quando ho ascoltato i piani di Audi, mi sono subito reso conto di quanto fosse un’opportunità unica.”

La possibilità di vivere un’altra avventura “da zero”, come già accaduto ai tempi della sua lunga esperienza in Benetton/Renault e poi in Red Bull, è stata troppo stimolante per essere ignorata.
“È qualcosa che mi entusiasma ancora oggi. Il prossimo anno vedremo una trasformazione totale. Sarà irriconoscibile rispetto a oggi. Essere parte di questa rivoluzione è incredibile.”
Ma la decisione definitiva è arrivata da una questione molto più personale: il trasferimento in Svizzera, sede operativa del team. Inizialmente, Wheatley aveva previsto di vivere da solo in un appartamento, mentre la moglie Emma sarebbe rimasta in Inghilterra. Poi, la svolta.
“Quando Emma mi ha detto che era pronta a trasferirsi anche lei in Svizzera, allora ho capito che tutti i pezzi del puzzle si erano incastrati”.
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