Negli ultimi due mesi l’attenzione è stata quasi interamente catalizzata da Max Verstappen, ma alle spalle del campione del mondo si gioca un’altra partita decisiva: quella di Yuki Tsunoda.

Tsunoda, futuro incerto: Mekies può cambiare le carte in tavola?

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Negli ultimi due mesi l’attenzione è stata quasi interamente catalizzata da Max Verstappen, ma alle spalle del campione del mondo si gioca un’altra partita decisiva: quella di Yuki Tsunoda.

L’estate sta finendo, e un anno se ne va… Ma chi sarà al fianco di Max Verstappen in Red Bull nel 2026? Yuki Tsunoda, promosso in Red Bull al posto di Liam Lawson dopo appena due gare di questa stagione, sta vivendo un’annata complessa e il suo futuro resta un grande punto interrogativo.

Negli ultimi due mesi l’attenzione è stata quasi interamente catalizzata da Max Verstappen, ma alle spalle del campione del mondo si gioca un’altra partita decisiva: quella di Yuki Tsunoda.

Il nodo principale riguarda il legame con Honda. Secondo quanto riportato da ESPN, la casa nipponica, infatti, aveva sostenuto la crescita di Tsunoda e favorito il suo arrivo in Formula 1, garantendo anche condizioni economiche vantaggiose per la fornitura dei motori. Con l’imminente separazione tra Honda e Red Bull, la presenza del giapponese in squadra oltre il 2025 appariva quasi impossibile. Tuttavia, lo scenario si è complicato con l’uscita di scena di Christian Horner, storico avversario dell’ascesa interna di Tsunoda. Al suo posto è arrivato Laurent Mekies, ex Racing Bulls, che conosce bene il pilota e ne apprezza le qualità, avendolo gestito sia lo scorso anno che all’inizio del 2025.

Un’auto da domare

Il contesto tecnico potrebbe paradossalmente giocare a favore di Tsunoda. Da tempo, infatti, si è consolidata la percezione che la Red Bull sia una monoposto estremamente difficile da guidare per chiunque non si chiami Max Verstappen. La lista dei “bocciati” è lunga: Gasly, Pérez, Albon e lo stesso Lawson non sono riusciti a reggere il confronto diretto con l’olandese. In questo senso, le ottime prestazioni di Tsunoda nel 2024 con la Racing Bulls rafforzano l’idea che il problema non sia soltanto dei piloti, ma anche del progetto tecnico. Mekies, noto per il suo approccio ingegneristico, ha già lasciato intendere che servirà intervenire anche sul lato macchina, e non solo sul talento al volante.

Negli ultimi due mesi l’attenzione è stata quasi interamente catalizzata da Max Verstappen, ma alle spalle del campione del mondo si gioca un’altra partita decisiva: quella di Yuki Tsunoda.

Il rebus giovani: Lindblad e Lawson

Mentre il futuro di Tsunoda resta sospeso, all’interno del vivaio Red Bull la pressione cresce. L’astro nascente è Arvid Lindblad, 18 anni, protagonista in Formula 2 con la vittoria a Jeddah che lo ha reso il più giovane di sempre a imporsi nella categoria. La sua stagione è stata altalenante, e il rischio di bruciare le tappe è reale. Per questo motivo, la promozione immediata in F1 non appare la strada più prudente.

La situazione potrebbe intrecciarsi con quella di Liam Lawson. Il neozelandese, retrocesso dopo un breve assaggio di Red Bull, ha faticato a ritrovare fiducia, ma nelle ultime settimane sta mostrando segnali incoraggianti. Anche qui il ruolo di Mekies è cruciale: fu proprio lui a credere in Lawson quando sostituì Ricciardo lo scorso anno, e potrebbe offrirgli un’altra chance di rilancio. Se Lindblad dovesse restare ancora un anno in F2, Lawson avrebbe la possibilità di vivere finalmente una stagione completa in F1, senza interruzioni.

Negli ultimi due mesi l’attenzione è stata quasi interamente catalizzata da Max Verstappen, ma alle spalle del campione del mondo si gioca un’altra partita decisiva: quella di Yuki Tsunoda.

Le alternative e gli scenari

Se però Tsunoda dovesse essere estromesso a fine stagione, il domino cambierebbe radicalmente. In quel caso, lo scenario più probabile vedrebbe Isack Hadjar promosso al team junior, con Lawson affiancato dallo stesso Lindblad. La Red Bull, che negli ultimi anni è stata spesso criticata per la gestione troppo aggressiva dei suoi giovani, sembra ora intenzionata a muoversi con maggiore cautela.

Con pochi nomi di rilievo disponibili sul mercato e una pipeline di talenti da valorizzare, il gruppo austriaco non ha fretta. Le prossime settimane saranno decisive per capire se Tsunoda riuscirà a convincere Mekies e guadagnarsi un futuro ancora in rosso e blu, oppure se il suo destino sarà quello di cedere il passo alla nuova generazione.


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