Helmut Marko non ha dubbi: il 2026 dovrà segnare una svolta per la Red Bull.

Marko alza l’asticella: “Nel 2026 vogliamo essere davanti, così non si parlerà più delle clausole di Verstappen”

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Helmut Marko non ha dubbi: il 2026 dovrà segnare una svolta per la Red Bull.

Con l’arrivo delle nuove regole tecniche e il debutto della power unit progettata a Milton Keynes, l’obiettivo dichiarato dal consigliere austriaco è riportare il team al vertice, anche per spegnere sul nascere le voci legate alle clausole contrattuali di Max Verstappen. “Contiamo sul fatto di essere di nuovo in testa con Max nella prossima stagione, così non sentiremo più parlare delle sue clausole” ha dichiarato, lanciando un messaggio chiaro sia alla concorrenza sia all’interno della scuderia.

Il futuro della Red Bull si gioca su un anno chiave: il 2026. Con l’uscita di scena di Christian Horner, il team principal che ha guidato la scuderia verso 14 titoli mondiali, e l’addio di Adrian Newey dal reparto tecnico, la squadra di Milton Keynes si prepara a vivere una fase di profonda trasformazione. L’unico punto fermo rimane Max Verstappen, che continuerà a correre con la Red Bull anche nella stagione in cui il team farà debuttare la propria power unit sviluppata internamente.

Helmut Marko non ha dubbi: il 2026 dovrà segnare una svolta per la Red Bull.

La sfida, però, è enorme. La nuova divisione motori dovrà competere con costruttori che vantano decenni di esperienza e successi in Formula 1. Pierre Waché, ora figura centrale nella gestione tecnica, sarà chiamato a dimostrare che la Red Bull può restare al vertice anche senza il genio di Newey.

Helmut Marko, consigliere storico della scuderia, si è mostrato fiducioso in un’intervista al Krone: “Contiamo sul fatto di essere di nuovo in testa con Max nella prossima stagione, così non sentiremo più parlare delle sue clausole. I valori che vediamo finora sono incoraggianti, e manca ancora molto tempo ai test”.

Secondo Marko, le prestazioni della nuova power unit dipenderanno da quattro elementi cruciali: motore a combustione interna, batteria, carburante e sistema di alimentazione. L’austriaco ha richiamato alla memoria l’era ibrida del 2014, quando la Mercedes fece il vuoto con un vantaggio stimato tra i 50 e i 70 cavalli sugli avversari: “Spero che non si ripeta uno scenario simile” ha sottolineato.

Helmut Marko non ha dubbi: il 2026 dovrà segnare una svolta per la Red Bull.

La permanenza di Verstappen, che ha più volte visto il suo nome accostato a possibili clausole di uscita, passa proprio dalla capacità della Red Bull di restare competitiva. Un dettaglio non secondario è anche la libertà che il quattro volte campione del mondo ha di coltivare passioni parallele come il GT3 e il sim-racing, ambiti che la Red Bull gli permette di esplorare senza vincoli particolari. “Basta iniziare a parlare di GT3 e simulazioni per vederlo sorridere” ha aggiunto Marko, sottolineando quanto questo equilibrio extra-sportivo sia parte integrante del rapporto tra Verstappen e il team.


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