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WRC | Il Post-Rally – Paraguay: Che Ogier! E le gomme…

La prima edizione del Rally del Paraguay ci ha regalato un instant classic e tante sorprese fino alla fine. Ogier vince ma a fare da ago della bilancia sono state le gomme.

La terra rossa del Paraguay, già nella prima edizione, sembra essere diventata un classico del calendario del WRC, ripagando pienamente le alte aspettative che si erano create attorno a questo evento. Ad uscirne vincitore è Sébastien Ogier, che fa meglio di tutti tra salti, pioggia e forature. Vediamo tutto nel Post-Rally!

Che Ogier!

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Mamma mia! Altro weekend super di Ogier che celebra la sua 65esima vittoria in carriera con una rimonta aiutata sì dalle forature dei piloti davanti, ma che non toglie nulla alla prestazione del francese, anch’egli vittima di una foratura nelle prime fasi di gara.

Il cannibale non si è dato per vinto e, a testa bassa, si è portato in testa vincendo 9 prove su 19 e dimostrando per l’ennesima volta tutta la sua classe. Obiettivo? Ovviamente il mondiale. Séb è ora a 9 punti da Evans a 4 gare dalla fine, e sarebbe potuto essergli davanti, non fosse stata per la pioggia che ha iniziato a scendere proprio mentre era in Power Stage. “Quanto sfortunato devi essere? Sono stato l’unico ad avere questa pioggia forte. È andata così. Ma comunque continueremo a vincere e vinceremo questo campionato” ha commentato a fine prova il pilota di Gap, incavolatissimo nonostante la grande vittoria. Questa si chiama mentalità.

Hyundai che succede?

Ok, Thierry Neuville è finito a podio e Ott Tänak. 4°, con Adrien Fourmaux ritirato ma che è nelle fasi iniziali è sembrato averne di più degli altri e indirizzato verso una possibile prima vittoria. Ed invece la i20 si conferma una vettura che con le nuove Hankook non ha ancora fatto amicizia, tant’è che le forature pure su una superficie morbida come quella del Paraguay sono state quasi all’ordine del giorno.

Un peccato perché di per sé la vettura è competitiva, ma manca totalmente la comprensione di un setup che possa andare forte senza il rischio di forare. Certo, hanno forato anche le Toyota, ma non con la stessa frequenza. Ed è un problema che i coreani si stanno portando dietro da qualche gara.

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Parlando dei piloti, un vero peccato per Fourmaux che, come detto, stava andando veramente forte e ha dovuto ritirarsi per un problema di potenza dopo l’attraversamento di un guado e soprattutto dopo aver terminato la Power Stage. Ordine di scuderia? Può darsi, visto che in Hyundai non si fanno scrupoli in questo senso. Anche se è probabile, come dicono altre, fonti che il ritiro sia dovuto al fatto che, così facendo, il team potrà sostituire il motore di Adrien per il Cile senza incorrere in penalità.

Bella domenica di Neuville, invece, che dopo un inizio in salita ha ritrovato un po’ di ritmo e ha vinto Super Sunday e Power Stage. Continua la sua altalena di performance che non lo pone mai in posizione di vincere un rally, anche se con l’ultima giornata di gara si è guadagnato un bel podio. 4° invece Tänak, anche lui alle prese con un weekend non proprio rose e fiori tra forature e un bilanciamento non perfetto della vettura. Tiene botta per il campionato ma scivola a 18 punti da Evans. Non sono tanti, però c’è chi è più vicino ad Elfyn.

Sliding door per Kalle?

Il più vicino è sempre Kalle Rovanperä, a 7 punti dal compagno di squadra nonostante un finale di weekend che non gli ha certo regalato gioie. Il finlandese è 5° alla fine del rally, e paga lo scotto di una foratura che lo ha messo fuori dai giochi mentre stava guidando il rally e, probabilmente, indirizzato verso la vittoria. Nemmeno la domenica gli ha sorriso, visto che Super Sunday e Power Stage sono andati a Neuville.

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Ha ammesso che non si è sentito bene prima dell’ultima giornata, ma a parte questo resta il rammarico per non aver centrato un altro colpo per il campionato. Certo, non è distante e non aprirà la strada in Cile, cosa che potrebbe portargli un qualche vantaggio. Però sono punti pesanti persi per strada e a fine anno, se dovesse andare per il verso sbagliato, ne verranno pagate le conseguenze.

Parliamo anche di Elfyn Evans, che dopo Ogier è forse il pilota che ha fatto il miglior weekend nel complesso. Ed infatti ha chiuso 2° ed è riuscito a tenere a bada gli attacchi dei suoi compagni di squadra, tornando a casa ancora una volta da leader della classifica. Ora la palla comincia a scottare e bisogna fare un upgrade. Una vittoria in Cile potrebbe essere un bel colpo.

The others

Che dire degli altri? Sami Pajari senza infamia e senza lode, termina 6° ultimo delle Rally1 e porta comunque a casa dei buoni punti che non fanno mai male. Anche lui perde tempo per cambiare una gomma, cosa che probabilmente non ha inciso più di tanto sul weekend. Fuori dai punti invece Takamoto Katsuta che paga le conseguenze di un incidente nella SS7 nel quale ha perso una ruota e sospensione/ammortizzatore al seguito.

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Subito fuori strada la Puma di Grégoire Munster, già fuori dai giochi nella SS1 e che poi nella SS2 subisce pure una foratura. Fa un po’ meglio Josh McErlean che arriva alla SS10 e poi deve abbandonare a causa di perdite d’olio. Ormai quest’anno è andata così, e non vale la pena nemmeno risollevarsi. Unica cosa da notare è che McErlean è ancora dietro a Munster in classifica, fatto che se prendiamo le ultime performance dei due, risulta forse non giusto nei confronti di Josh.

Solberg scappa

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Parlando di WRC-2, Oliver Solberg vince il rally con una grande rimonta dopo una foratura che lo ha costretto a recuperare oltre un minuto e mezzo a chi era davanti. Alla fine l’ha spuntata lui e ha dato un bel colpo di mano al campionato, arrivando davanti a Yohan Rossel e portandosi a 11 lunghezze sul francese, con ancora una gara da disputare a punti per entrambi. Ora bisogna tenere duro e replicare ciò che si è fatto in Paraguay dopo la foratura. Una guida veramente sensazionale e che dimostra come, probabilmente, il titolo se lo meriti lui (oltre ad un sedile in Top Class).

Rossel non ha potuto nulla contro lo strapotere di Solberg, mentre Nikolay Gryazin è stato fermato da una foratura ma non è riuscito a replicare quanto fatto da Solberg. Fino all’ultimo giorno bene anche Robert Virves, che si stava giocando la vittoria ma ha dovuto lasciare prima lo scettro ad un velocissimo Oliver e poi ha chiuso 5° per un cambio gomma nella penultima speciale. Peccato, perché stava portando a casa una bella performance e un bel podio.

Fabrizio Zaldivar è 4°, con una buona gara giocata più sulla costanza che altro. Dal 6° al 10° sono tutti paraguayani, visto che Gus Greensmith e Kajetan Kajetanowicz hanno subito entrambi un ritiro.

Gomo non tiene

In ultima istanza, è doveroso parlare delle gomme. Pur essendo un terreno più morbido rispetto ad altri sterrati, in Paraguay abbiamo visto tantissime forature che hanno alterato il corso del weekend e che potrebbero fare tanto, troppo, da ago della bilancia del mondiale a fine campionato.

Un mondiale che si gioca su chi subisce meno forature non va bene, e va ancora meno bene che le gomme si buchino anche su questi fondi. Bisogna fare qualcosa e alla svelta perché se è vero che qualche team ha bisogno ancora di trovare un setup giusto, è anche vero che non dovrebbe essere sviluppato per evitare forature ma per andare forte. Certo, le mescole Hankook hanno debuttato quest’anno, ma non è un alibi.

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