In molti si sono interrogati sul passo indietro di Aston Martin dopo lo splendido venerdì di Zandvoort. Mike Krack ha spiegato cos’è successo.
Il venerdì di prove libere a Zandvoort aveva regalato grandi sorprese: l’Aston Martin AMR25 si era mostrata velocissima, tanto da far sognare i tifosi con Fernando Alonso che si era piazzato alle spalle dei soli McLaren, al secondo posto nella classifica dei tempi. Lance Stroll, dal canto suo, aveva ottenuto un terzo crono, confermando la competitività del team di Silverstone. Tuttavia, sabato in qualifica e domenica in gara, il ritmo della monoposto è calato in modo evidente, lasciando tutti senza una risposta.
La risposta arriva direttamente da Mike Krack: la chiave del calo prestazionale è stata l’altezza del fondo dell’auto. “Il venerdì sera abbiamo dovuto modificare l’assetto, non potevamo mantenere quelle altezze perché avremmo rischiato di compromettere la gara. Questo ci è costato due o tre decimi”, ha spiegato Alonso a DAZN.

Il problema principale era legato al plank, in particolar modo al limite di usura della parte inferiore della monoposto stabilito dal regolamento: la normativa permette un consumo massimo di 1 mm sullo spessore di 10 mm ± 0,2 mm. Un superamento di questa soglia comporta la squalifica, come visto con le due Ferrari in Cina.
Venerdì, però, i piloti non hanno potuto accumulare abbastanza chilometri per capire come si sarebbe comportata la vettura nelle lunghe sessioni di gara. Stroll aveva subito un incidente nei primi giri, mentre Alonso aveva completato pochi passaggi in configurazione da gara. Di conseguenza, il team ha optato per un approccio più prudente, modificando l’altezza del fondo per evitare rischi di squalifica, sacrificando però qualche decimo di prestazione.
In gara, nonostante tutto, Aston Martin ha portato a casa punti importanti: Alonso ha concluso ottavo partendo dalla decima posizione, mentre Stroll ha rimontato fino al settimo posto dopo essere scattato dal fondo della griglia. Risultati positivi, ma lontani dalle impressioni del venerdì. Lo stesso Alonso non ha nascosto una certa delusione nel vedere superati alcuni piloti partiti molto più indietro grazie a strategie differenti.

Questa scelta prudente di gestire l’usura del plank non è nuova nel paddock: Ferrari aveva adottato una tattica simile in Ungheria, modificando l’altezza del SF-25 per preservare la parte inferiore della monoposto. Il risultato fu una pole spettacolare per Leclerc in qualifica, seguita però da un calo prestazionale in gara dopo la seconda sosta.
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