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WRC | Ecco 3 considerazioni apprese dal vibrante Rally del Paraguay

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Tra la terra rossa che danza sotto le ruote, il calore sincero della gente e l’energia vibrante che solo il Sudamerica sa offrire, il WRC ha scritto un nuovo capitolo, vivido e selvaggio, nel libro della sua leggenda.
E questa volta, sì, ci siamo lasciati travolgere. Con il cuore pieno e gli occhi spalancati, possiamo dire: ci siamo davvero divertiti.

Piombato nel calendario come un punto interrogativo, il Paraguay si è rivelato un’esclamazione di emozioni: un palcoscenico infuocato dove lo spettacolo non si è mai fermato.
Tra crateri di polvere e curve traditrici, è stato ancora Sébastien Ogier a imporsi con maestria, dominando tra mille insidie in un rally segnato dall’ormai solita “epidemia di forature”.

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Alle sue spalle, Evans si dimostra lucido e calcolatore, mentre in vetta la tensione cresce: le tre Toyota ora viaggiano racchiuse in una manciata di punti.
E mentre il fuoco della lotta irrompe, in casa Hyundai continua l’amaro incubo delle gomme: un tabù che sembra non voler cadere.

Ora, con il cuore ancora impolverato e la mente colma di emozioni, è tempo di guardare oltre:
quali sono le tre grandi lezioni che ci lascia questa prima tappa sudamericana? Scopriamole insieme…

Elfyn Evans, l’equilibrista silenzioso sulla fune del mondiale

Mentre le luci erano tutte per Ogier, è stato Elfyn Evans a correre con l’anima del vero leader del Mondiale. Silenzioso ma costante, ha costruito una gara intelligente, approfittando delle disavventure altrui ma senza mai commettere un errore. Partito tra la sesta e la quarta posizione, ha aspettato il suo momento, e quando il rally è esploso in una pioggia di forature, il gallese è emerso con freddezza, conquistando la seconda piazza. Una prova di maturità, più che di velocità, che racconta quanto Evans stia imparando a vivere la pressione da capoclassifica.

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Al di là del podio, è la sua gestione del campionato a colpire: tra alti e bassi, Evans ha finora saputo contenere gli assalti di due giganti come Ogier e Rovanperä, limando rischi e massimizzando i punti. Con quattro gare ancora da correre, di cui due su asfalto, il gallese si ritrova in una posizione di vantaggio, ma senza respiro. Dovrà aprire la strada in Cile cercando di nuovo di gestire, ma sarà probabilmente tra il CER ed il Giappone che si scriverà il verdetto finale.

Che sia davvero arrivato il suo anno? Il cuore dice sì, ma la strada ha ancora molto da raccontare.

Hyundai, un’altra battaglia con i fantasmi del passato

Mentre in casa Toyota si prepara la tempesta perfetta, con tre piloti racchiusi in una manciata di punti pronti a giocarsi il titolo fino all’ultimo respiro, in casa Hyundai si stringono, ancora una volta, solo illusioni sbriciolate tra le dita. Il terzo e il quarto posto finale firmati da Neuville e Tänak suonano come un rattoppo dignitoso in un weekend che, al netto dei risultati, ha avuto il sapore dell’ennesima occasione mancata. Un copione già visto, dove il potenziale si perde tra sfortuna, errori e limiti tecnici che sembrano sempre sul punto di essere superati… ma non lo sono mai.

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In Paraguay, le i20 N sono state preda di guasti, forature e fragilità croniche: una sequenza di problemi che non ha risparmiato nessuno. Neuville, ancora protagonista di sbavature pesanti, vede sempre più sbiadire il valore del titolo conquistato lo scorso anno, mentre Tänak, partito con l’ambizione di spodestare Evans dalla vetta, ora si ritrova a 18 punti di distanza, con il peso della rimonta che si fa quasi insostenibile. Il rush finale, per lui e per Hyundai, somiglia più a un’ultima spiaggia che a una volata.

E il rischio concreto è che la stagione si chiuda con un sapore fin troppo familiare: quello dell’ennesima, dolorosa delusione.

Tra le ombre del WRC3, un sogno italiano prende forma

Lontano dalle luci abbaglianti del WRC e dalle lotte tra giganti, c’è un ragazzo italiano che sta scrivendo, chilometro dopo chilometro, una storia bellissima. Matteo Fontana, classe 2003, figlio d’arte di una famiglia che ha il motorsport tatuato nelle vene, è reduce dalla seconda vittoria stagionale nel WRC3, con uno score da veterano: quattro gare, quattro podi, mai fuori dai primi due. La corsa al titolo è serratissima, con l’australiano Gill Taylor avanti di appena 8 punti, ma lo slancio è tutto dalla parte dell’italiano.

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Fontana, che da anni ormai vive e respira rally dal sedile di sinistra, sta costruendo la sua stagione come si costruisce un’opera solida: mattone dopo mattone, con pazienza, talento e una maturità sorprendente per la sua età. Il piede c’è, la testa anche. Mentre Taylor, iscritto al JWRC, dovrebbe prendere parte solo al CER, Fontana ha già nel mirino il Rally del Cile, pronto ad attaccare, ad allungare, e forse… a coronare un sogno: diventare campione del mondo di classe WRC3.

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