Analizziamo insieme le possibili strategie per il Gran Premio d'Italia a Monza.

Le possibili strategie per il GP d’Italia: poca scelta

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Analizziamo insieme le possibili strategie per il Gran Premio d’Italia a Monza.

A Monza tutto è pronto per un Gran Premio che promette scintille, non solo in pista ma anche ai box. Max Verstappen ha conquistato una pole position storica – la più veloce degli ultimi 75 anni di Formula 1 – ma il margine con i rivali è minimo e i dati sui long run di venerdì (QUI l’analisi) lasciano intendere che la gara sarà molto più combattuta di quanto la classifica delle qualifiche faccia pensare.

Analizziamo insieme le possibili strategie per il Gran Premio d'Italia a Monza.

Alle spalle dell’olandese ci sono le due McLaren, fresche di cinque vittorie consecutive ma meno a loro agio su un tracciato che non offre curve di media velocità, terreno in cui la MCL39 dà il meglio. Ferrari, invece, ha mostrato segnali incoraggianti davanti al proprio pubblico: Charles Leclerc si candida a grande protagonista. Più staccato Lewis Hamilton, retrocesso al decimo posto per la penalità rimediata a Zandvoort, ma deciso a rimontare.

Con queste premesse, la partita strategica sarà fondamentale: ecco tutte le opzioni a disposizione.

Cosa è successo lo scorso anno?

Il 2024 ci ha regalato una battaglia memorabile, con la Ferrari di Leclerc vittoriosa davanti alle McLaren di Piastri e Norris. La chiave fu la scelta di strategie differenti: una sosta per Leclerc (medium-hard), due per le McLaren (medium-hard-hard).

Analizziamo insieme le possibili strategie per il Gran Premio d'Italia a Monza.

La superficie, appena riasfaltata, aveva causato forte graining senza un vero consumo della gomma, rendendo difficile la gestione del ritmo. Alla fine metà della griglia optò per la sosta singola, metà per la doppia. Red Bull tentò una variante hard-hard-medium, senza successo. Nessuno azzardò la gomma soft, a eccezione di Lance Stroll nel finale, solo per cercare il giro veloce.

La strategia ideale nel 2025

Quest’anno la situazione è diversa. La pista si è “rodata” e Pirelli ha portato pneumatici più resistenti al graining. La previsione è quindi per una gara con degrado molto basso. Tutto ciò rende la strategia medium-hard la scelta più probabile e, probabilmente, la più rapida.

Analizziamo insieme le possibili strategie per il Gran Premio d'Italia a Monza.

La finestra ideale per il pit stop si colloca tra il giro 22 e il 28. Andare troppo presto non conviene: a Monza i sorpassi non sono semplici perché l’efficacia del DRS è limitata da alettoni posteriori molto scarichi.

Le alternative per la top 10

Verstappen ha risparmiato un set extra di hard, mentre Mercedes e il rookie Isack Hadjar dispongono di una coppia aggiuntiva di medium. La doppia sosta non appare particolarmente competitiva in assenza di Safety Car, ma esiste una possibilità intrigante: la medium-soft.

Analizziamo insieme le possibili strategie per il Gran Premio d'Italia a Monza.

Secondo Mario Isola, direttore motorsport Pirelli, “se qualcuno riuscirà a estendere il primo stint oltre i 30 giri con la mescola media, la soft potrà diventare un’opzione”. Il vantaggio prestazionale tra le due mescole non è enorme, ma abbastanza da rendere la scelta allettante negli ultimi 15-20 giri. La finestra ideale per passare da medium a soft si colloca tra il giro 32 e il 38.

Le opzioni per chi parte dietro

Chi scatterà dal fondo potrebbe giocarsi la carta del reverse strategy: partire con la hard e passare poi alla medium. In questo caso, la finestra ideale si apre tra il giro 28 e il 34.

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Le gomme a disposizione dei piloti

Un’altra possibilità è la hard-soft: se si riesce a resistere abbastanza a lungo con la gomma dura, gli ultimi giri con la soft possono trasformarsi in un’arma per rimontare posizioni. Attenzione però ai rischi: partire con la hard significa concedere grip extra agli avversari nella lunga corsa verso la Prima Variante e avere meno flessibilità in caso di neutralizzazioni.

E il meteo?

Nessuna variabile imprevista: il sole splenderà su Monza, con temperature intorno ai 27°C e un asfalto che non trattiene troppo calore. In altre parole, niente rischio surriscaldamento gomme. L’unico problema? Evitare che il gelato si sciolga prima di arrivare alla griglia di partenza.


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