A Monza la Ferrari era convinta di poter recitare un ruolo da protagonista.
A Maranello si aspettavano una battaglia diretta con la McLaren, ritenuta la principale rivale su un circuito dove il carico aerodinamico ridotto è cruciale. La scelta tecnica è stata chiara: ali posteriori a bassissimo drag per massimizzare la velocità di punta, con l’obiettivo di contrastare le “regine del basso drag” di Woking.
Tuttavia, i piani della Rossa sono stati completamente stravolti da Red Bull. La squadra di Milton Keynes non solo ha adottato una filosofia simile, ma l’ha interpretata meglio. Sabato hanno addirittura modificato l’ala posteriore, eliminando la parte superiore del flap, un dettaglio che ha fatto la differenza nell’esecuzione dell’assetto a basso carico.

Il risultato è stato impietoso: le novità portate da Red Bull hanno funzionato alla perfezione e Max Verstappen ha dominato la gara. Pur avendo una velocità massima inferiore di appena 2-3 km/h rispetto a Ferrari, la RB21 ha dimostrato un’efficienza superiore, soprattutto grazie al fondo, che ha garantito stabilità senza sacrificare troppo carico nelle curve veloci.
Un confronto sui tempi giro dopo giro mette in luce le difficoltà della SF-25. In particolare, Charles Leclerc ha perso costantemente terreno nei tratti ad alta velocità come Ascari e Parabolica, dove la Ferrari non riusciva a generare lo stesso livello di deportanza della Red Bull. Nelle curve lente (prima variante e Roggia) la situazione non era migliore: Leclerc risultava regolarmente più lento di Verstappen, con l’unica eccezione di alcuni giri in cui le gomme dell’olandese iniziavano a degradarsi (intorno al 30° e al 50° passaggio). Ma a quel punto, il distacco era già ampio e irrecuperabile.

Il bilancio, dunque, non lascia spazio all’ottimismo. Se da un lato si può considerare positivo il fatto che il passo a serbatoio scarico non sia crollato, dall’altro la sostanza non cambia: la Ferrari ha mostrato un deficit di prestazione sia nei tratti lenti che in quelli veloci. E se le speranze di battere la McLaren sui circuiti ad alto carico erano già ridotte, il colpo più duro è stato vedere sfumare anche l’occasione su una pista teoricamente favorevole come Monza.
Le novità Red Bull hanno quindi cancellato qualsiasi illusione di una vittoria casalinga per il Cavallino, lasciando l’amaro in bocca a tifosi e addetti ai lavori. Monza, ancora una volta, si è rivelata una tappa demoralizzante per Ferrari.
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