Lando Norris ha respinto con fermezza le critiche sull’utilizzo degli ordini di scuderia da parte della McLaren nel Gran Premio d’Italia a Monza, definendo “stupido” pensare che la decisione presa dal team possa rappresentare un pericoloso precedente per il futuro.
La vicenda si è consumata negli ultimi giri della gara, quando la McLaren ha deciso di invertire le posizioni dei propri piloti. Norris, che fino a quel momento stava precedendo Oscar Piastri, era infatti scivolato dietro al compagno di squadra a causa di un pit stop particolarmente lento. La scuderia di Woking aveva scelto di fermare per primo l’australiano, promettendo però al britannico che non avrebbe perso la posizione.

La logica della scelta McLaren
Nonostante un iniziale scetticismo espresso via radio, Piastri ha poi accettato la decisione, confermando a fine gara la correttezza della manovra. Lo stesso Norris ha ribadito che non si è trattato di un regalo, ma di un modo per ripristinare la situazione antecedente all’errore ai box.
“Ogni situazione è diversa, quindi è piuttosto stupido pensare che questa sia una regola generale o un precedente. Non siamo idioti, sappiamo adattarci”, ha dichiarato Norris. “Se ci fossero state quattro vetture tra me e Oscar, è ovvio che non mi avrebbe restituito la posizione, e non sarebbe stato giusto aspettarselo”.
Fair play, ma con dei limiti
Il britannico ha sottolineato come la decisione sia stata possibile solo perché i due piloti McLaren non erano impegnati in lotta diretta con altri avversari. “Quando non ci sono altre auto in mezzo e si può essere equi, allora è giusto agire in questo modo. La squadra non vuole penalizzare un pilota per qualcosa che non dipende da lui”.

Norris ha poi chiarito che la manovra non sarebbe stata concessa se la responsabilità fosse stata sua: “Se fossi entrato troppo forte ai box colpendo i meccanici, non mi sarei aspettato di riavere la posizione. Ma questa volta non era sotto il mio controllo”.
Piastri: “Non si regalano punti agli altri”
Sulla stessa linea anche Piastri, che ha ribadito come la scelta sia stata logica e legata al contesto di gara: “Se non ci sono altre macchine coinvolte, è semplice. Ma se ci fossero stati rivali in mezzo, non avremmo regalato posizioni ad altri team per un errore. Sarebbe stato solo sfortunato”.

Stella: “Il titolo non cambia le nostre regole”
Con il titolo costruttori ormai virtualmente assicurato, qualcuno ha ipotizzato che la McLaren possa allentare queste dinamiche interne una volta chiusa la partita mondiale. Andrea Stella, team principal della squadra, ha però smentito categoricamente: “La vittoria del campionato non innesca nulla. Non ci sono regole che cambiano. L’unico faro che seguiamo sono i nostri principi”.
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