Sébastien Ogier si prende tutto quello che c’è e diventa nuovo leader del campionato WRC. Questo ed altro nel nostro Post-Rally del Cile!
Si chiude il tour sudamericano del WRC, con un cambio di piloti ai vertici della classifica e un titolo assegnato. Ecco il Post-Rally!
Immenso Ogier
Solo un campione del calibro di Sébastien Ogier può passare da un venerdì nel quale è parso irriconoscibile ad un finale da pigliatutto. Le Maestro ha vinto il suo 66° rally in carriera su 200 presenze, festeggiate proprio in Cile. Significa un terzo dei rally disputati. Ha sbagliato setup il venerdì mattina ed ha rischiato grosso, ma poi si è messo sui binari giusti e ha tirato fuori un’altra prestazione da extraterrestre lottando fino alla fine con Elfyn Evans, emozionando fino all’ultima curva.

Sabato pomeriggio da urlo, domenica da squalo pigliatutto ed è presto fatta. 35 punti messi in saccoccia tra gara, Super Sunday e Power Stage, e sorpasso su Evans in campionato. È oggettivamente impossibile non emozionarsi davanti a ciò che sta facendo quest’anno, alla sua età e con questa grinta di andare a prendersi un altro titolo mondiale. Altra masterclass del francese che è stato letteralmente su un altro pianeta una volta sistemate alcune cose sulla sua Yaris.
Il primo degli ultimi e la lotta al titolo
Elfyn Evans ha chiuso in 2a posizione un rally che avrebbe dovuto correre, sulla carta, in difesa. Ma le condizioni meteo soprattutto del sabato lo hanno lanciato al primo posto anche se nulla ha potuto contro Ogier. Tolto il marziano, il primo dei normali è stato lui con una prestazione che possiamo definire da campione. Se il titolo lo vincesse lui non ci sarebbe nulla di male, visto come ha guidato in Cile, unico a poter stare più o meno sui tempi di Ogier.
Veramente una bella prestazione di Elfyn che ha combattuto e si è portato a casa il secondo podio di fila. Male invece il suo compagno di squadra Kalle Rovanperä. Non tanto per il 6° posto che lo allontana dai due davanti a lui in classifica, quanto per l’errore al venerdì che gli è costato una foratura la possibilità di lottare se non per la vittoria almeno per il podio. I mondiali così non si vincono, ahimè.

Male anche Ott Tänak, con l’alibi che però la prestazione veramente povera (1 punto in tutto il weekend) è dovuta più a noie della i20 che per suoi demeriti. Costretto a fermarsi per problemi al motore, l’estone non è riuscito a sfruttare la domenica per fare punti sempre per problemi al propulsore, questa volta quello di scorta. Un peccato perché Ott sta perdendo terreno ed è ora a 43 punti da Ogier, dopo aver rimontato fino al 1° posto con cui si è presentato il Finlandia. Il mondiale si allontana e purtroppo non ha molte colpe (Hyundai sì).
Hyundai a due facce
Che dire degli altri due della Hyundai? Adrien Fourmaux è andato a podio dopo uno sfortunato Rally del Paraguay, e proprio come nello scorso evento è partito forte ed ha pure chiuso il venerdì in testa. Le condizioni meteo poi non l’hanno favorito ed ha così dovuto correre in difesa, almeno per portare a casa il 3° posto che, guardandosi intorno, sembra oro colato. Per sua stessa ammissione, però, ora vuole qualcosa in più, ossia la vittoria, ed è per questo che non torna a casa troppo soddisfatto. Di positivo c’è che comunque il passo per tentare il grande colpo si è capito che ormai c’è. Bisogna solo che si allineino alcuni pianeti.
4° Thierry Neuville, anche lui partito bene e sprofondato soprattutto il sabato pommeriggio, colpa di un setup sbagliato che gli ha fatto perdere tanto tempo. Questa stagione è andata così, tra tanti bassi e pochi alti con un Neuville che sembra faccia fatica a ritrovarsi e a ritrovare la velocità dell’anno scorso. Potrebbe salvare la stagione con una vittoria, ma il tempo sta per scadere.
Bene Pajari, Munster a punti
Molto bene Sami Pajari, che in Cile vince la sua prima speciale in Rally1 al di fuori della Finlandia e chiude 5° a pochissimo da Neuville. Ha mostrato una buona velocità e, finalmente, dei segni di crescita, arrivati forse un po’ tardi rispetto a quanto ci si aspettava. Nonostante ciò, c’è da ribadire il buon risultato cileno. Non ha sbagliato nulla ed è stato su tempi interessanti, soprattutto sul finale. Ci voleva un risultato, e soprattutto una performance del genere, per affrontare forse più serenamente gli ultimi tre rally dell’anno.

Stesso discorso per Grégoire Munster, che ha chiuso in 8a posizione andando a punti. Un risultato che gli serviva come il pane per raddrizzare una stagione che aveva preso una piega non buonissima, visto che in diversi eventi è stato surclassato dal compagno di squadra rookie. Certo, rispetto alle altre Puma non ha avuto problemi meccanici ma non ha fatto errori (al contrario di McErlean) ed ha portato a casa un discreto risultato.
Gli altri
Passa sempre un po’ sottotraccia Takamoto Katsuta, che porta a casa l’ennesimo posto di metà classifica (7°). È salito di livello sul finale, ma non ha particolarmente brillato se non in qualche prova. Brutto l’errore nella SS1 per Josh McErlean, che ha rovinato il suo weekend e fatto in modo di cedere il passo al compagno Munster. Ha avuto anche problemi al motore il sabato, vero, ma già al venerdì non è riuscito a tenersi sui binari giusti. Può starci, il Cile non è facile soprattutto per un rookie.
Senza voto Alberto Heller, comparsa alla Serderidis che però si è divertito e non poco. Alla fine il rally è anche questo.
Oliver Solberg you are a WRC-2 World Champion

La missione per Oliver Solberg era chiara: vincere in Cile per assicurarsi il titolo WRC-2. Lo svedese è subito partito con il piede di guerra e si è messo in testa dopo tre speciali, intenzionato a non mollare l’osso. Con la solita grande velocità si è portato a casa facilmente la quinta vittoria stagionale e così il titolo, agevolato dalle uscite di scena di Yohan Rossel e Gus Greensmith per problemi meccanici che hanno spianato la strada a Oliver per la conquista del tanto agognato titolo.
Con 135 punti, Il figlio d’arte ha quindi chiuso la pratica dimostrando che nel 2025 ha corso praticamente un altro sport, salvo rare occasioni in cui ha peccato. E ora? Beh, speriamo ci sia un sedile per lui pronto in Rally1, altrimenti sarebbe veramente un delitto.
Sul podio Nikolay Gryazin, mai veramente sui tempi di Solberg, e Jan Solans, che ha combattuto per larghi tratti con Emil Lindholm fino a quando il finlandese non ha dovuto abdicare per problemi al motore.
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