Qualifiche folli a Baku, tra pioggia, incidenti e bandiere rosse. Verstappen si prende la 46ª pole in carriera in F1, ma dietro di lui la griglia è stravolta: Sainz porta la Williams in prima fila, Lawson conquista la P3, mentre Norris, Piastri e Leclerc dovranno puntare tutto sulla strategia.
Un sabato da incubo, Verstappen sopra il caos
La qualifica del GP dell’Azerbaijan 2025 è stata un’autentica maratona. Pioggia intermittente, incidenti multipli e un record di bandiere rosse hanno reso la sessione caotica e lunghissima. In mezzo al caos, Max Verstappen ha mantenuto sangue freddo e precisione, firmando la sua sesta pole stagionale e la 46ª in carriera.
Alle sue spalle, la griglia ha assunto un aspetto decisamente inusuale: Carlos Sainz ha portato la Williams in prima fila per la prima volta, confermando i progressi della scuderia di Grove, mentre Liam Lawson ha conquistato uno splendido terzo posto. Giornata da dimenticare per la McLaren, con entrambi i piloti contro il muro, e per Charles Leclerc, anche lui vittima delle insidie di Baku. Lando Norris scatterà soltanto dalla settima posizione, ma con la consolazione di partire comunque davanti al rivale per il titolo.

Cosa ci ha insegnato il 2024
Un anno fa, la gara di Baku fu una sfida strategica molto più lineare. La maggior parte dei piloti optò per una strategia a una sosta: medium → hard oppure hard → medium. Dei primi dieci classificati, otto scelsero la prima opzione, compreso il vincitore Oscar Piastri, che superò Leclerc al pit stop e difese poi il comando fino al traguardo.
Le finestre di sosta andarono dal giro 10 al giro 17, con Piastri fermatosi al 15 e Leclerc al 16. Qualche variante ci fu: Lando Norris, partito più indietro, adottò la tattica inversa (hard → medium), sfruttando il passo nel finale per risalire fino alla P4. Alcuni, come Ricciardo, Gasly e Ocon, tirarono lunghissimo aspettando una Safety Car che però non arrivò, compromettendo la loro gara.
Le scelte per il 2025
Quest’anno Pirelli ha portato un pacchetto più morbido (C4, C5 e C6), ma le simulazioni indicano ancora la strategia medium → hard a una sosta come la più veloce. La finestra ideale per fermarsi sarà tra il giro 16 e il 22. Le temperature leggermente più basse e il comportamento migliorato delle gomme 2025, meno soggette a graining, rendono questo approccio ancora più solido.

L’alternativa resta il classico hard → medium, con pit window tra il giro 29 e il 35. Non a caso, è la strategia che potrebbe tornare utile a chi scatterà più indietro e cercherà di guadagnare posizioni sfruttando aria pulita e pista libera.
Un dettaglio non trascurabile: solo la McLaren ha un set nuovo di gomme medie a disposizione tra i primi dieci. In un contesto così imprevedibile, questa potrebbe rivelarsi un’arma in più nella seconda parte di gara, specialmente per Norris, che partirà a metà gruppo.
Soft, rischio o opportunità?
Nel 2024 nessuno si azzardò a usare la mescola più morbida in gara, ma quest’anno il discorso potrebbe cambiare. Il C6 soft ha dato buoni riscontri nei long run in condizioni fredde, sorprendendo più di un team. La tattica soft → hard richiederebbe di arrivare almeno al giro 10, aprendo la finestra fino al giro 16, per poi completare con uno stint molto lungo sulle hard.
Mario Isola, direttore Pirelli, non ha escluso questa possibilità: “Forse qualcuno ci proverà, perché in condizioni fredde la soft si è comportata bene. Mi aspetto molta evoluzione della pista, quindi è una possibilità concreta.”

La due soste resta sul tavolo
Sulla carta, la due soste non sembra la più rapida. Tuttavia, a Baku Safety Car e bandiere rosse sono quasi una certezza. La combinazione medium → hard → hard con pit-stop al giro 10-16 e poi al 28-34 resta una valida opzione, soprattutto per chi rimarrà imbottigliato nel traffico. Un’alternativa più aggressiva sarebbe medium → hard → medium, utile a chi avrà set freschi da sfruttare nel finale.
Meteo e variabili esterne
Se il sabato è stato bagnato e tormentato, la domenica dovrebbe essere più stabile. Le previsioni parlano di bassa probabilità di pioggia, ma il tracciato sarà comunque “verde” dopo i rovesci, con poco grip soprattutto nei primi giri.
Da non sottovalutare il vento, con raffiche fino a 35 km/h previste durante la corsa. Questo potrebbe trascinare foglie e detriti in pista, riducendo ulteriormente l’aderenza. Inoltre, il tailwind nel primo settore renderà le frenate più complicate e i sorpassi più rischiosi.

Conclusioni
Sulla carta, il medium → hard è ancora il piano più logico e sicuro per puntare al successo. Ma la natura di Baku, unita all’imprevedibilità già mostrata in qualifica, lascia aperto lo spazio per varianti tattiche. Verstappen partirà con i favori del pronostico, ma per Sainz, Lawson e soprattutto per chi scatterà più indietro – da Norris a Leclerc – la partita si giocherà anche e soprattutto ai box.
Con Safety Car quasi certe e con un meteo che promette variabili, il GP dell’Azerbaijan 2025 potrebbe trasformarsi in una delle gare più caotiche e strategicamente ricche dell’anno.
Fonte grafici: f1.com
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