Il budget cap della F1 salirà del 60% nel 2026: da 135 a 215 milioni di dollari, tra inflazione e nuove voci di spesa incluse nel calcolo.

F1 | Il budget cap salirà da 135 a 215 milioni di dollari nel 2026

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Il budget cap della F1 salirà del 60% nel 2026: da 135 a 215 milioni di dollari, tra inflazione e nuove voci di spesa incluse nel calcolo.

Il mondo della Formula 1 si prepara a un cambiamento significativo sul fronte economico. Il bugdet cap per i team, attualmente fissato a 135 milioni di dollari, subirà un incremento consistente e raggiungerà i 215 milioni di dollari nel 2026, pari a un aumento del 60%. La notizia è stata confermata da Federico Lodi, direttore della regolamentazione finanziaria per le monoposto della FIA, durante un’intervista a RacingNews365.

Secondo Lodi, l’aumento non rappresenta un maggior esborso effettivo per i team, ma riflette principalmente l’inflazione registrata a partire dal 2021, le fluttuazioni del dollaro rispetto a euro e sterlina e l’inclusione di nuove voci di spesa che in passato erano escluse dal calcolo del tetto. In particolare, alcune squadre come Audi beneficeranno di un limite maggiorato per compensare i costi salariali più elevati in Svizzera rispetto a Italia o Regno Unito. Lodi non ha confermato se altre scuderie, come Cadillac, riceveranno trattamenti simili.

Il budget cap della F1 salirà del 60% nel 2026: da 135 a 215 milioni di dollari, tra inflazione e nuove voci di spesa incluse nel calcolo.

Tra i costi esclusi dal tetto continueranno a rientrare i salari dei piloti e dei tre dipendenti più pagati, mentre altre voci, come il marketing, resteranno fuori dal limite. Lodi ha precisato: “Non si tratta di un aumento dei capitali, ma di un modo diverso di calcolare i costi. Stiamo semplicemente includendo nel tetto spese che prima non erano conteggiate, quindi il limite deve essere più alto”.

Il processo per raggiungere un accordo non è stato semplice. La FIA ha negoziato con tutti i team – ora undici con l’ingresso di Cadillac – per ridurre il numero di esclusioni dal limite, passando dalle 20-25 iniziali a circa cinque o sei voci. Lodi ha sottolineato come l’obiettivo sia garantire la libertà di spesa all’interno del budget: “I team hanno 215 milioni di dollari e possono decidere liberamente se investire di più sui meccanici, sul personale junior o su altre aree. L’idea è che il budget si autogestisca, senza imposizioni su specifiche spese”.

Il budget cap della F1 salirà del 60% nel 2026: da 135 a 215 milioni di dollari, tra inflazione e nuove voci di spesa incluse nel calcolo.

Il tema del tetto salariale resta comunque delicato. Alcuni team hanno evidenziato come attrarre talenti sia sempre più difficile senza poter offrire incentivi competitivi rispetto ad altri settori in crescita. Lodi ha tuttavia respinto queste critiche, ribadendo che il nuovo limite di spesa offre flessibilità sufficiente per bilanciare le diverse necessità operative dei team.

Un esempio concreto della pressione sui costi è rappresentato da Red Bull Racing: nel 2024 la scuderia ha registrato ricavi superiori ai 400 milioni di dollari, ma i profitti si sono fermati a poco più di 2 milioni. Questo conferma come il budget elevato non si traduca automaticamente in guadagni, ma serva a gestire spese crescenti legate a tecnologia, personale e sviluppo delle monoposto.


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