La Ferrari arranca dopo la pausa estiva: sviluppi tecnici inefficaci, pochi punti conquistati e avversari sempre più lontani. La promessa di un salto di qualità resta, ancora una volta, disattesa. La sospensione risulta inutile: i difetti di base sono troppi.
Negli ultimi tre Gran Premi, disputati dopo la pausa estiva la Ferrari ha conquistato 26 punti. Zero in occasione della debacle olandese, venti davanti al pubblico di casa, a Monza, e solo sei in Azerbaijan.
Prestazioni deludenti ed un bottino quanto mai amaro. E la situazione peggiora se si prendono in considerazione i dati degli avversari, che sono in crescita e sorpassano, sia in pista che in termini di classifica generale, le difficoltà della Rossa.
La sospensione “miracolosa”:
Nemmeno la nuova sospensione sembra aver aiutato la SF-25. Acclamata e decantata per settimane, la sospensione arrivata a luglio doveva essere il pezzo mancante del puzzle, quello che avrebbe permesso al Cavallino di colmare il gap con la McLaren.

Ed invece questa non ha aiutato ed i risultati sono rimasti pressoché invariati, e gli ultimi tre weekend ne sono la dimostrazione.
Mazzola critica lo sviluppo:
Su questo aspetto si è focalizzato anche uno dei giornalisti che meglio conosce l’ambiente Ferrari, Luigi Mazzola. L’ex ingegnere del Cavallino ha recentemente sottolineato come lo sviluppo sia stato indirizzato nella direzione sbagliata.
“Per quanto mi riguarda, è stato sbagliato lo sviluppo. La Ferrari ha deciso di portare questa nuova sospensione ma non so quanto possa essere utile un ammortizzatore o una sospensione. Nelle vetture di oggi, fatta eccezione per la power unit che ormai è quella, a comandare il tutto sono le gomme e l’aerodinamica. L’aerodinamica è quella che ti fa andare veloce, ti fa frenare, ti dà trazione e velocità nelle curve. Solo così ottieni il lap time che desideri“, ha dichiarato l’italiano intervistato dal podcast di NewsF1.

“Ferrari invece concentra tutto sulla sospensione. A meno che tu non abbia sbagliato completamente gli angoli geometrici e la baseline della sospensione, ma non penso”, sottolinea.
Questione di uomini e scelte:
Inoltre Mazzola punta il dito su un problema più ampio: la mancanza di una guida tecnica chiara nello sviluppo. Le parole del team principal, Fred Vasseur, sono apparse spesso vane e confuse, aumentendo i dubbi circa questo progetto.
“Quello che mi chiedo è, c’è qualcuno che sappia come indirizzare lo sviluppo? Perché sono anni che va avanti questa situazione. Poi si continua a dare la colpa a Vasseur. Lui ha dichiarato più volte di non essere un esperto di macchine ma deve comunque essere in grado di scegliere gli uomini giusti. In teoria questa doveva essere la stagione del salto definitivo e invece non si riesce a fare un podio”, ha aggiunto Mazzola.

La Ferrari di queste ultime settimane appare sempre più lontana dal poter lottare per la conquista di podi e vittorie. E se la tendenza non cambia, il rischio è quello di concludere un’altra stagione nell’anonimato, tra rimpianti e scelte tecniche discutibili. Inoltre il 2026 è alle porte, e con esso l’importante cambio di regolamento, ma a Maranello sembra che a dettare il ritmo sia ancora l’incertezza.
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