Singapore, un’altra battuta d’arresto per la Ferrari: tra frustrazioni e segnali contrastanti, Fred Vasseur cerca ancora una volta di trovare scuse, spiegazioni, lati positivi.
A Singapore va in scena un’altra prestazione deludente da parte della Ferrari. Nonostante un avvio incoraggiante nelle FP1, dove il passo sembrava promettente, già dal sabato mattina sono riaffiorati i limiti strutturali della SF-25, in particolare sul giro secco. Le qualifiche, ancora una volta, hanno messo in evidenza i difetti della SF-25 sul giro secco.

La corsa ha ulteriormente ampliato il divario tra la Rossa e gli altri top team; Leclerc ed Hamilton non sono andati oltre il sesto e nono posto. Partire nel traffico ha reso complicata la gestione delle temperature, cruciali visto il tasso di umidità ed il caldo, e ha limitato la possibilità di esprimere appieno il potenziale della vettura.
Giornata difficile condizionata dalle qualifiche:
Ma la delusione va oltre i risultati.
Nel corso del weekend entrambi i piloti si sono mostrati scoraggiati, frustrati, dalle tante, troppe difficoltà di questa Ferrari. Tra queste emerge sicuramente il continuo problema ai freni del monegasco e la mancanza di passo rispetto agli avversari, che in questa seconda parte di campionato si stanno dimostrando particolarmente agguerriti.
In questa ultima fase infatti la Ferrari ha collezionato solamente 40 punti. In queste quattro gare che hanno seguito la pausa estiva, il team italiano ha conquistato quasi lo stesso numero di punti della Williams (38). Inoltre, al Cavallino manca il podio dall’Ungheria, a conferma delle nuove difficoltà emerse e delle lacune croniche di questa monoposto.

Questi aspetti sono emersi anche durante l’intervista post gara di Fred Vasseur, team principal della Ferrari.
“Sicuramente una giornata difficile, il problema è iniziato dopo le FP1, abbiamo perso nell’esecuzione, non abbiamo estratto il massimo dalla macchina. Il problema è stato partire in mezzo al gruppo per il raffreddamento“.
Gli aspetti “positivi”:
Nonostante la delusione generale, Vasseur ha provato a individuare qualche aspetto positivo. Il passo gara, almeno nei pochi momenti in cui è stato possibile spingere, sembrava competitivo.
“Il passo con Lewis era buono, molto buono. Alla fine abbiamo spinto solo per l’1% della gara e ci siamo dovuti limitare. Ma come ha detto lui, c’era un problema di esecuzione“.

“Il potenziale della vettura lo abbiamo mostrato, ma non siamo stati in grado di mettere tutto insieme durante il weekend, soprattutto in Q3. Non abbiamo seguito l’evoluzione della pista. Il problema dell’esecuzione ci ha dato non pochi problemi e si è visto quello che abbiamo visto tutti“, ha poi concluso il francese.
Il Gran Premio di Singapore ha messo in evidenza, ancora una volta, tutte le fragilità di una Ferrari in cerca di identità. La SF-25 si conferma una vettura difficile da interpretare, incapace di garantire prestazioni costanti lungo l’arco del weekend.
A poche gare dalla fine del campionato, il team di Maranello è chiamato a una svolta decisa, per evitare che anche questa stagione si concluda nel segno delle occasioni mancate.
Forse però adesso sarebbe il momento di smetterla di cercare scuse ma guardare in faccia la realtà. Il 2026 è dietro l’angolo, così come le tante novità portate dal cambio di regolamento. E Ferrari deve farsi trovare pronta; almeno questa volta.
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