Da una qualifica complicata alla pazienza in gara: Oliver Rowland torna alla vittoria grazie alla gestione dell’energia e accorcia sul leader del mondiale.
Il doppio round sulle tortuose strade del Principato di Monaco ha regalato un weekend ricco di sorprese.
Le strette vie dello storico tracciato monegasco, unite alla gestione strategica dell’energia e ad una competizione particolarmente accesa, hanno dato vita a due gare intense, combattute fino agli ultimi giri.
Tra i protagonisti del fine settimana, e della sfida in ottica mondiale, c’è sicuramente Oliver Rowland che ha conquistato la sua prima vittoria stagionale, la prima da Tokyo dello scorso anno. Un successo che assume ancora più valore considerando le difficoltà riscontrate nel corso del weekend e la posizione di partenza poco favorevole.
Dall’ottava posizione alla vittoria
Eliminato ai quarti di finale delle qualifiche, il pilota della Nissan scattava dall’ottava casella. Una situazione che, su un tracciato come quello di Monaco, rende ancora più complicato ambire alle posizioni di vertice. Nonostante ciò, Rowland è riuscito a ribaltare questa situazione grazie ad una buona gestione e visione della gara

Al termine della gara, il vincitore di Gara-2 ha raccontato le scelte strategiche che hanno portato alla conquista della prima posizione, soffermandosi sul valore di Monaco. Rowland aveva già trionfato a Monaco in passato, in Formula 2, e successivamente per la Nissan nel 2025.
“Penso che vincere a Monaco sia il sogno di ogni pilota. Ci sono riuscito in F2, e di nuovo l’anno scorso, e ti chiedi se succederà mai più. Ma è una sensazione davvero speciale. Penso che anche il modo in cui è andata la gara, dover essere pazienti e poi attaccare verso la fine, sia stato davvero bello e molto grato”.
Una gara costruita con pazienza
Le parole del britannico raccontano la complessità di una corsa che premia lucidità e controllo.
“Penso che sia stato positivo perché ho dovuto essere disciplinato in termini di energia. C’erano molte persone che attaccavano fin dall’inizio, ma penso che la cosa migliore di quella gara è che, essendo più veloci, hanno causato un po’ meno carneficina. Quindi in realtà era un po’ più sicuro essere dove mi trovavo”.

Una dichiarazione che evidenzia come il pilota britannico abbia deliberatamente scelto di restare nelle retrovie nelle prime fasi, evitando contatti e situazioni potenzialmente rischiose. Una tattica che si è concretizzata in vantaggio decisivo.
L’effetto strategia
“Non era la gara che mi aspettavo, a dire il vero, abbiamo dovuto adattarci. Voglio dire, penso che Nico [Müller] abbia preso la Attack mode al terzo o quarto giro. Ci ha messo sei minuti, il che è stato uno shock enorme, ho pensato, ‘a un certo punto ti sentirai piuttosto solo là fuori, davanti’”, ha continuato Rowland.
Secondo il campione del mondo in carica proprio quella scelta ha cambiato i valori in campo, spezzando il gruppo e costringendo gli inseguitori a reagire.

“Il problema è che in un certo senso ha rotto il rimorchio e poi il secondo classificato non ha avuto altra scelta che spingersi indietro verso di lui e non è riuscito a rallentare troppo la gara. Penso che sia stata una gara piuttosto bella, ma penso che se i leader facessero di nuovo la gara, probabilmente non farebbero lo stesso”.
Gestione energia e attack mode
La vittoria è stata quindi costruita anche grazie all’aiuto del muretto box e di una strategia scelta e modificata giro per giro, in base alle condizioni della gara.
“Avevamo un piano in termini di obiettivi approssimativi e giri a cui vogliamo arrivare. Ovviamente, la durata della fase di risparmio è stata aumentata a causa del ritmo, ma in realtà mi sono attenuto ai miei numeri e non c’erano troppe chiacchiere. Mi tenevano informato sull’energia e sapevo che gli obiettivi a cui ci trovavamo avrebbero permesso di passare in Attack mode”.

Determinante è stata anche la gestione della prima attivazione dell’Attack mode.
“I primi due minuti sono stati una mia scelta perché non ho perso una posizione per prendere l’Attack mode, che pensavo fosse abbastanza importante solo per toglierne due di mezzo e poi avere il vantaggio di sei con la migliore energia. Poi mi hanno detto di entrare subito dopo il Full Course Yellow, quindi un po’ di entrambi.”
Con questo successo, il primo stagionale, Oliver Rowland manda un importante segnale ai suoi rivali, accorciando le distanze dal leader, Evans. Inoltre, per Nissan questo successo e questa strategia rappresentano un passo in avanti decisivo.

