Il rendimento della Ferrari a Miami solleva perplessità e secondo un ex pilota il problema principale sarebbe da individuare nell’ingente pacchetto di aggiornamenti apportato.
In queste settimane di pausa, il weekend della Ferrari a Miami continua a far discutere giornalisti ed addetti ai lavori. Il Cavallino si era presentato in Florida con un importante pacchetto di aggiornamenti, con ben undici novità, che però non hanno portato i risultati, e soprattutto le prestazioni, sperati.
Aggiornamenti nel mirino
Tra performance sottotono ed un gap ancora evidente rispetto agli avversari, cresce il dibattito sulla gestione degli aggiornamenti introdotti a Miami.

A criticare la scelta della Ferrari è stato l’ex pilota IndyCar, James Hinchcliffe. Intervenuto al podcast F1 Nation, il canadese ha spiegato come introdurre così tante novità in un unico pacchetto, peraltro durante un weekend Sprint, abbia complicato il lavoro del team. Un intervento corposo che hanno coinvolto ala anteriore, fondo, diffusore, deviatori di flusso, sospensioni, beam wing, coda e ala posteriore (macarena), e che però non hanno prodotto i risultati sperati.
Questo, secondo l’ex pilota, ha reso più complesso capire il vero rendimento della SF-26, con il Cavallino che si è trovato a dover analizzare troppo variabili contemporaneamente, senza il tempo necessario per comprendere quali aggiornamenti abbiano avuto un ruolo positivo e quali no.
Hinchcliffe e la regola dell’ingegneria
Il canadese ha quindi spiegato: “Questa è la regola numero uno dell’ingegneria: fare un cambiamento alla volta, così da poter isolare ciò che effettivamente migliora o peggiora. Non hanno quella libertà, con nessun test e una sola sessione di prove libere. Stai montando 11 o 12 componenti differenti e questo rende il lavoro degli ingegneri davvero difficile“.
“Rende molto complicato anche il lavoro dei piloti nel capire cosa stia aiutando, cosa stia cambiando e cosa stia penalizzando la vettura. Tutte queste cose lavorano insieme: nulla su una Formula 1 funziona in isolamento. È una sfida enorme portare una lista di aggiornamenti così ampia”.

L’ex pilota ha aggiunto che, nonostante queste criticità, Ferrari sarebbe comunque riuscita a massimizzare il potenziale durante la gara, che ha però visto Leclerc ed Hamilton protagonisti di più di un imprevisto.
“Quindi, che abbiano davvero massimizzato il potenziale della vettura nel weekend non è certo. Penso però che abbiano fatto un ottimo lavoro nel massimizzare la macchina che avevano in gara, almeno fino al testacoda finale”, ha spiegato ricordano il testacoda di Leclerc.
McLaren, modello da seguire
Per il canadese, il modello da seguire sarebbe quello della McLaren. Dopo un inizio di stagione meno brillante rispetto alla scorsa stagione, il team guidato da Andrea Stella ha apportato a Miami un pacchetto di aggiornamenti importante ma meno ingente rispetto a quello della Ferrari.

Le novità introdotte erano infatti sette e secondo Hinchliffe hanno avuto un impatto più efficace.
“È una di quelle cose ‘silenziose’ che puoi immaginare orchestrate da Andrea Stella. È uno di quei personaggi che direbbe: ‘Sì, avremmo potuto avere tutto pronto, ma possiamo ritardare alcuni componenti e concederci ancora un paio di giorni per svilupparli meglio’”.
Ogni giorno conta
Hinchcliffe ha infine sottolineato quanto, in Formula 1, anche pochi giorni aggiuntivi di lavoro possano incidere sul rendimento aerodinamico di una monoposto.
“Ogni ingegnere ti dirà che ogni giorno extra a disposizione prima della produzione può portare un po’ più di prestazione. E l’effetto successivo è che puoi fare un lavoro migliore nell’isolare ciò che sta realmente funzionando bene”.

Questo aspetto, secondo molti osservatori, potrebbe spiegare perché la Ferrari non sia ancora riuscita ad estrapolare il massimo potenziale dalla sua monoposto e dagli aggiornamenti introdotti. Perché la sfida è sempre più agguerrita, gli avversari avanzano ed il Cavallino rischia di rimanere indietro.
A Montréal vedremo una SF-26 più competitiva? Queste settimane di lavoro avranno fatto la differenza?

