Negli ultimi giorni, le parole dell’ingegner Luigi Mazzola, storico volto della Ferrari e oggi opinionista tecnico, hanno riacceso il dibattito sul difficile momento della Scuderia di Maranello.

Ingegner Mazzola: “Ferrari ha due problemi importanti quest’anno”

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Negli ultimi giorni, le parole dell’ingegner Mazzola, storico volto della Ferrari e oggi opinionista tecnico, hanno riacceso il dibattito sul difficile momento della Scuderia di Maranello.

Durante il Gran Premio di Singapore, la frustrazione di Charles Leclerc ha rotto il consueto aplomb radiofonico del monegasco. “Non lamentarti, per l’amor del cielo! Stiamo facendo sempre 200 metri di LiCo!” ha esclamato via radio rivolgendosi al suo ingegnere di pista Bryan Bozzi. Un team radio che fotografa bene la situazione in casa Ferrari: un continuo lift and coastovvero l’azione di alzare il piede dall’acceleratore prima della frenata per ridurre lo stress sui freni e risparmiare carburante – che sta diventando una vera zavorra per la Scuderia.

Un problema che limita il potenziale

Nel corso dell’intera gara di Marina Bay, sia Leclerc che Hamilton sono stati costretti a gestire costantemente le temperature dei freni, sacrificando ritmo e possibilità di attacco. Lo stesso team principal Frederic Vasseur, al termine della corsa, ha riconosciuto apertamente le difficoltà: “Non si può passare il 95% della gara a fare gestione“.

Parole che evidenziano quanto la SF-25 non riesca ancora a esprimere tutto il suo potenziale, soprattutto quando la temperatura ambientale e le caratteristiche del tracciato mettono a dura prova l’impianto frenante.

L’analisi di Mazzola: “Due problemi di fondo”

A chiarire le radici tecniche del problema ci ha pensato l’ingegner Luigi Mazzola, storico ex Ferrari, intervenuto a Race Anatomy su Sky. Secondo lui, la causa principale risiede in una serie di compromessi progettuali che stanno limitando l’efficienza aerodinamica e la gestione dei freni.

“Da quel che ho capito quest’anno hanno due sostanziali problemi: non possono abbassare la macchina lì dove troverebbero carico aerodinamico, perché poi ci sarebbe l’usura del plank e dunque la squalifica. Allora vanno a cercare carico riducendo le prese d’aria dei freni, che sono un elemento molto delicato della macchina nell’ambito aerodinamico”.

Una scelta obbligata, che però ha conseguenze dirette sulla stabilità termica dell’impianto frenante. Con un flusso d’aria ridotto, i dischi tendono a surriscaldarsi più facilmente, costringendo i piloti a compensare con il lift and coast per non compromettere la gara.

Negli ultimi giorni, le parole dell’ingegner Luigi Mazzola, storico volto della Ferrari e oggi opinionista tecnico, hanno riacceso il dibattito sul difficile momento della Scuderia di Maranello.

La gestione LiCo già dal quarto giro

Come sottolinea Mazzola, il compromesso tecnico costringe i piloti alla gestione sin dai primissimi giri: “Il compromesso li spinge poi a dover gestire la macchina, e già dal quarto giro entrambi i piloti erano in gestione LiCo“.

Un dato che spiega perché la Ferrari appaia spesso più lenta nel passo gara rispetto al potenziale mostrato in qualifica. La necessità di preservare i freni impedisce a Leclerc e Hamilton di mantenere un ritmo costante, soprattutto sui circuiti cittadini o con forte stress termico.

“Qualcosa non funziona nella gestione della pista”

Per Mazzola, però, il problema non è solo tecnico ma anche gestionale. L’ex ingegnere del Cavallino mette in dubbio il flusso di informazioni tra la pista e la fabbrica di Maranello.

Negli ultimi giorni, le parole dell’ingegner Luigi Mazzola, storico volto della Ferrari e oggi opinionista tecnico, hanno riacceso il dibattito sul difficile momento della Scuderia di Maranello.


“La gestione della pista Ferrari al momento non mi sembra totalmente sul pezzo. Hamilton ogni tanto lo dice. Vasseur parla del potenziale, ma quando c’è? Quando vanno nelle condizioni limite, rischiando la squalifica o rischiando con i freni. Quante volte abbiamo sentito questo lift and coast? Ma non c’è modo di risolverlo in galleria del vento con soluzioni alternative? Sanno chiaramente quale sia il problema. Ma credo ci sia qualcosa che non va nelle informazioni che vanno dalla pista verso Maranello. Quantomeno per come la vedo dall’esterno”.


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