Questo weekend la F1 parla texano, con la carovana che si sposta in quel di Austin per il secondo dei tre gp degli States. Ecco la Pirelli Preview!
Ormai non c’è F1 senza Austin. Anche quest’anno il circus della F1 fa tappa nel capoluogo texano per il secondo dei tre gran premi che la massima competizione motoristica disputa negli Stati Uniti, l’unico su circuito tradizionale. E questo giro Pirelli ha preparato il salto di mescola. Vediamo come e perché.
Caratteristiche della pista

Il Circuit of the Americas di Austin, ormai entrato in pianta stabile nel calendario, è lungo 5,5 Km e si compone di 20 curve. Il progettista, niente meno che Hermann Tilke, ha voluto mettere insieme i punti più suggestivi dei tracciati di F1 per creare un layout che ad esempio nel primo settore richiama le S di Suzuka, con punti che invece richiamano Hockenheim, il circuito di Istanbul e anche il famoso tratto Maggots-Becketts di Silverstone.
Non solo, distintivo è anche il dislivello di 41 metri che porta alla prima curva. Questo layout bilancia le forze tra asse posteriore e quello anteriore, con deportanza e forze laterali date entrambe a [4], per via di rapidi cambi di direzione e curve da affrontare ad altra velocità. Frenata invece nella media [3] così come l’aderenza e l’abrasività dell’asfalto, che è stato rifatto l’anno scorso rendendo il fondo più liscio. La trazione è invece a [4] così come l’evoluzione dell’asfalto durante la sessione. Va da sè che lo stress generale sugli pneumatici è anch’esso a [4].
Le scelte di Pirelli

Come già detto, Pirelli ha scelto di fare il salto di mescola portando il trio già visto a Spa-Francorchamps. Si va sulle mescole più dure, con C1 come Gomma Hard saltando poi alla C3 come Gomma Media e C4 come Gomma Soft. Rispetto allo scorso anno, media e soft rimangono invariate come mescole, mentre per la hard si va su una mescola più dura di uno step.
La scelta è ovviamente quella di aprire più scenari in termini di strategie. Con la C1 abbinata alla C3, i team potrebbero andare sull’unica sosta, mentre è possibile alternare C3 e C4 andando però sicuramente su una gara a due soste, a meno che la struttura delle mescole 2025 non si riveli più resistente del previsto, rendendo la gomma media capace di fare tanti giri. Il weekend Sprint, in questo senso, non aiuta nella raccolta dati in vista della domenica, dal momento che verrà disputata solo una sessione di prove libere. La Gara Sprint, in questo senso, potrebbe fungere (come peraltro spesso, se non sempre, accade) come simulazione vera e propria per la domenica.
Ricordiamo che ad Austin il degrado è perlopiù caratterizzato dal degrado termico, visto che le temperature sono alte e superano spesso i 30°C nonostante sia ottobre. Un ruolo fondamentale, oltre alle temperature, lo giocherà l’evoluzione della pista, che l’anno scorso ha permesso nella gara lunga di fare degli stint più lunghi di quanto ci si aspettasse a causa del deposito di gomma sull’asfalto che ha abbassato l’effetto del graining.

Infine, Pirelli indica una pressione minima al via di 24,0 psi all’anteriore e 22,0 psi al posteriore. Limite di angolo campanatura fissato a -3,00° all’anteriore e -1,75° al posteriore.
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