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McLaren può davvero permettersi di scegliere un primo e un secondo pilota?

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La McLaren non sembra più avere la situazione mondiale sotto controllo: è tardi per scegliere un primo e un secondo pilota?

McLaren ha dominato la prima metà della stagione 2025, ma dalla pausa estiva in poi gli equilibri della griglia sembrano cambiati. La coppia Red Bull – Verstappen è cresciuta notevolmente, riducendo il gap in classifica gara dopo gara: ora, dopo il GP degli Stati Uniti, l’olandese si trova solamente 40 punti dietro Piastri nella classifica mondiale. Uno scenario che nessuno, probabilmente neppure la stessa Red Bull, avrebbe potuto immaginare giusto un paio di mesi fa.

La presenza di un terzo avversario sta evidentemente mettendo in difficoltà la gestione della McLaren. Tra Singapore ed Austin, infatti, Piastri e Norris sono arrivati due volte al contatto: per la scuderia di Woking potrebbe essere arrivato il momento di scegliere un primo e un secondo pilota. Ma Stella e compagni possono davvero permetterselo?

McLaren può davvero permettersi di scegliere un primo e un secondo pilota?

Piastri vs Norris

Nel corso dell’intera stagione, il rendimento dei due piloti della McLaren è stato molto simile. Da qualche gara a questa parte, però, Norris sembra trovarsi più a suo agio a bordo della MCL39, mentre Piastri appare spesso più in difficoltà, anche a causa della pressione che comporta la sua posizione di leader del campionato.

Il pilota che sta ottenendo i migliori risultati, quindi, si trova in seconda posizione in classifica, mentre quello al comando non è nella sua forma migliore e perde il confronto interno da 4 gare consecutive. A 5 GP dalla fine, perciò, la McLaren si trova a non poter più prendere una decisione di gerarchie interne, il che impedisce al team inglese di avere il controllo totale sull’andamento della sfida mondiale.

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Le papaya rules

Uno degli espedienti più famosi utilizzati dalla scuderia di Woking per gestire il rapporto tra i due piloti sono state le cosiddette papaya rules. Per molto tempo, i due hanno evitato battaglie in pista (ad eccezione del GP del Canada, in cui Norris ha commesso ed ammesso l’errore), evitando così di creare polemiche o scontri che avrebbero compromesso il clima all’interno del box. Ma la partenza di Norris a Singapore sembra aver cambiato le cose.

Piastri, infatti, non sembra aver digerito l’aggressività del compagno di squadra, e al via della Sprint Race negli USA sembrava deciso a non essere da meno. Questo, però, lo ha portato a causare un contatto in cui ha coinvolto anche il suo compagno di squadra: McLaren dà l’impressione di aver perso il controllo anche da questo punto di vista.

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La volata finale

In questa situazione, l’unica soluzione possibile per il team inglese sembra essere quella di lasciare i due piloti liberi di correre, confidando nel loro buon senso e nella loro capacità di non andare oltre il limite. Allo stesso tempo, è impossibile ignorare il fatto che entrambi siano in corsa per il loro primo titolo mondiale, e altri episodi di difficile gestione non sono da escludere. Specialmente con un Verstappen pronto a sfruttare ogni singola occasione.

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