In archivio anche questa edizione del CER, che l’anno prossimo non sarà in calendario. Vince Kalle Rovanperä mentre Ogier commette un grosso passo falso. Toyota vince comunque il mondiale costruttori e Mille Johansson il titolo del Junior WRC.
L’ultima apparizione, per ora, del CER nel calendario WRC ci ha regalato nuova linfa per la lotta al campionato, con Kalle Rovanperä che vince e si rimette in corsa per il mondiale piloti, mentre Evans approfitta dell’errore di Ogier. Altri due titoli, invece, si sono decisi sulle strade del Central European Rally. Ecco il Post-Rally.
Indice
I tre moschettieri

Ormai è una cosa a tre. La battaglia per il titolo si sposterà in Giappone, proprio nella terra di Toyota, per dare vita ad un altro round di questo campionato pazzesco. La prima notizia è che Kalle Rovanperä, fresco di annuncio di ritiro dal WRC a fine anno, ha vinto il Central European Rally dopo aver ereditato la leadership dal compagno Sébastien Ogier, che ha buttato alle ortiche punti pesantissimi che potrebbero rivelarsi decisivi per il titolo. Dopo una lotta serratissima e bellissima tra i due, il francese è uscito di strada aprendo le porte al finlandese, che ora ha accorciato su Seb e su Elfyn Evans.
A proposito di Elfyn, il gallese grazie al 2° posto è tornato davanti a tutti in classifica. Ora la tabella recita 247 punti per Evans, 234 punti per entrambi gli altri due contendenti. 3 piloti in 13 punti a 2 eventi dalla fine. Rovanperä è tornato prepotentemente sotto ai due compagni, mentre Ogier ha messo una toppa alla domenica, limitando i danni che però potrebbero rivelarsi fatali, anche se fortunatamente per lui ancora nulla è scritto. Il francese ha impattato contro un albero il sabato mattina a causa della pioggia mettendo fine ad un bellissimo duello con Kalle sul filo dei secondi.

Dal canto suo, il finlandese è sempre stato veloce e non ha fatto errori, guidando su un altro pianeta per tutto il weekend. Benissimo anche Elfyn che sta mostrando grandissima costanza di risultati, pur essendo fermo al Kenya in termini di vittorie. E che dire del 5° titolo costruttori consecutivo di Toyota? I giapponesi chiudono per il quinto anno di fila in testa alla classifica dei team, arrivando così a 9 titoli conquistati nella storia del marchio. Ad un titolo di distanza c’è una casa che di rally ne sa, e che detiene ancora il record: Lancia, che tornerà tra l’altro nel mondiale con la Ypsilon Rally2 già a Monte-Carlo nel 2026.
Hyundai abdica

Con la decisione di Hyundai di esentare Ott Tänak dal far segnare punti nel mondiale costruttori, per agevolarlo in una lotta al titolo che però si è quasi chiusa, i coreani si sono tagliati le gambe regalando praticamente il titolo marche a Toyota. Non che ci fossero troppe possibilità di ribaltare la situazione, però sicuramente questa decisione ha influito.
Nonostante il 3° posto, però, Ott è adesso a -50 punti da Evans. La matematica dice che ci sono ancora 70 punti in palio, la razionalità dice invece che ormai la storia sembra essersi quasi definitivamente chiusa, almeno per quest’anno. I punti di distacco sono tanti, e i rivali davanti all’estone sono ben 3, tutti al volante dell’auto che ha vinto il mondiale costruttori e tutti forti. Il podio, arrivato con la i20 del 2024, addolcisce un po’ la pillola, anche se quest’estate la storia è sembrata poter essere diversa.

Se Tänak è sul podio, Thierry Neuville è sotto un ponte…o quasi! Il belga, partito con la volontà di far segnare almeno una vittoria in questo brutto 2025, ha dovuto fare un passo indietro già il venerdì quando una foratura e lo sterzo danneggiato dopo un salto lo hanno fatto scivolare in fondo alla classifica. Non contento, Thierry ha deciso che per la domenica sarebbe servito un finale letteralmente col botto, e ha deciso (ironicamente, s’intende) si picchiare contro le barriere di un ponte al confine tra Austria e Germania, diventando il primo pilota del WRC ad avere un incidente sul confine di due paesi diversi. Fa ridere, sì, ma fa anche piangere.
Senza infamia e senza lode Adrien Fourmaux, che forse si aspettava qualcosa di meglio ma che ha dovuto cedere alla grande velocità mostrata dalle Toyota. Ha comunque terminato in 5a posizione, che sulla carta non è un brutto risultato.
Sorpasso McErlean

Lasciando stare Takamoto Katsuta e Sami Pajari, dei quali francamente non c’è di cui parlare, vale la pena soffermarsi sul sorpasso di Josh McErlean ai danni del compagno Grégoire Munster. L’irlandese è ora davanti di un punto in classifica rispetto al lussemburghese, diventando così la prima Puma in classifica generale ed entrando in Top 10. Il 7° posto al CER gli ha infatti consentito di agguantare e passare Grégoire, tradito da una sospensione il venerdì. Un risultato che premia, molto meritatamente Josh e la stagione che sta facendo.
Sta dimostrando che il sedile di una delle due Puma nel 2026 non sarebbe un delitto darlo nuovamente a lui, anzi. La sua etica di lavoro ha stupito forse un po’ tutti, e la capacità di apprendimento gli ha permesso di essere molto costante e di fare relativamente pochi errori, portando a casa punti quando si poteva fare e ponendo le basi per potersi migliorare ulteriormente. Da rookie, finora ha fatto meglio di molti altri piloti passati per le mani di M-Sport (Pierre-Louis Loubet ne è un esempio). Bene così.
Černỳ vince in casa, Daprà sul podio

Jan Černỳ vince il rally per la categoria WRC-2, davanti al pubblico che, in parte è di casa. Il ceco è stato autore di un buon rally ed ha approfittato dei problemi di Alejandro Cachón e Léo Rossel per vincere il suo primo rally nella categoria, davanti al connazionale Filip Mareš. Come già detto, ha influito molto l’uscita di strada di Cachón che stava guidando senza troppi patemi d’animo il rally. Un problema tecnico in trasferimento, invece, ha messo fuori dai giochi Rossel junior, aprendo le porte a Černỳ che sicuramente ha il merito di essersi fatto trovare nel posto giusto al momento giusto.
Anche Roberto Daprà ha beneficiato di questa situazione, per prendersi l’ultimo gradino del podio dopo un inizio in salito condizionato da una foratura che gli ha fatto perdere tanto tempo e forse la possibilità di lottare per la vittoria. Il trentino chiude quindi la sua campagna 2025 con due podi, una vittoria e 64 punti che al momento lo proiettano 4° in campionato. Non male per essere solo il 2° anno di WRC-2.
Menzione particolare per Nikolay Gryazin, che ha terminato il suo rally lontanissimo dalla vetta, lui che era tra i favoriti alla vigilia della gara, dopo la super prestazione dello scorso anno.
Johansson vince il Junior WRC

La Svezia non si accontenta, e dopo il titolo del Junior ERC andato a Calle Carlberg, quello del Junior WRC è andato a Mille Johansson, volto noto nell’ERC, che ha soffiato il mondiale all’ultimo ad un impotente Gill Taylor. Dopo i problemi avuti da Ali Türkkan il sabato pomeriggio, la classifica del rally vedeva Gill precedere Johansson nella giornata di domenica.
Arrivati all’ultima prova, la matematica è semplice: chi dei due vince la stage, vince il titolo. Sono 7 i secondi che separano i due piloti, con Mille che tira fuori il coniglio dal cilindro e arriva al traguardo con un vantaggio di 8.6 secondi sul rivale, vincendo quindi il Junior WRC con soli 1.6 secondi di vantaggio, agguantando all’ultimo anche la prima vittoria della stagione.
Titolo sofferto per Johansson, che ora avrà la possibilità di disputare il prossimo anno il mondiale WRC-2 alla guida di una Fiesta Rally2 come premio per la vittoria, lui che comunque con vetture di questa categoria ha già esperienza. Peccato per Gill, in testa per tutto il campionato fino alle ultime curve e che probabilmente avrebbe meritato di vincere per come ha guidato. Ma si sa, il motorsport è così.
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