Bernie Ecclestone non ha perso il gusto per la provocazione.
A 95 anni, l’ex boss della Formula 1 è tornato a far parlare di sé con dichiarazioni pungenti su Lewis Hamilton e sulla sua difficile avventura in Ferrari. In un’intervista rilasciata al portale tedesco Sport.de, Ecclestone ha definito il sette volte campione del mondo “uno dei migliori degli ultimi dieci anni, ma non il migliore”, aggiungendo che il suo arrivo a Maranello rappresenta più “un progetto di marketing” che una reale scelta sportiva.
“Il problema è che Ferrari ha bisogno di un leader autoritario per avere successo. Lì non si parla italiano, si parla Ferrari. In Italia, tutti vogliono dire la loro e interferiscono, decidendo cosa è giusto e cosa è sbagliato”, ha spiegato Ecclestone.

L’ex patron del Circus ha poi puntato il dito anche contro Frédéric Vasseur, attuale team principal della Scuderia, ritenuto “troppo debole” per gestire una squadra storica come Ferrari e riportarla ai vertici.
Un 2025 da incubo per Hamilton
Le parole di Ecclestone arrivano in uno dei momenti più difficili della carriera di Hamilton. La sua prima stagione con la Scuderia del Cavallino è lontana dalle aspettative: il britannico ha infatti stabilito un primato negativo, diventando il pilota Ferrari con più gare consecutive senza salire sul podio. Un dato che stride con le prestazioni del compagno di squadra Charles Leclerc, autore di sette podi in questa stagione.
Il rendimento del sette volte iridato ha inevitabilmente alimentato le voci sul suo futuro. Dalla stampa italiana emergono sempre più dubbi sulla sua permanenza a Maranello e alcuni media si spingono a ipotizzare George Russell come possibile erede di Hamilton dopo il 2026.
“Sta perdendo il controllo della situazione”
Ecclestone, noto per non usare mezzi termini, ha criticato apertamente l’atteggiamento di Hamilton: “Gli sta sfuggendo tutto di mano. Voleva essere campione del mondo e ora si sorprende di non riuscirci”, ha dichiarato. Secondo l’ex boss della F1, la crisi del britannico non dipende solo dal rendimento della monoposto, ma anche dalla sua incapacità di adattarsi all’ambiente Ferrari.

“Lewis è un grande pilota, nessuno lo nega, ma in Ferrari non basta essere veloci. Serve carattere, leadership e una mentalità italiana. E Hamilton, semplicemente, non si adatta a quella cultura”, ha concluso Ecclestone.
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