La vigilia del GP del Brasile non sorride a Max Verstappen.

Ma perché Red Bull non ha lasciato Verstappen in pista nel finale?

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Max Verstappen è tornato sul podio del Gran Premio del Brasile 2025 dopo una gara in rimonta spettacolare, iniziata addirittura dalla pitlane. Tuttavia, la decisione di Red Bull di richiamarlo ai box per un’ultima sosta, quando si trovava saldamente al comando, ha sollevato più di un interrogativo. Si trattava davvero della mossa giusta?

La gara di Verstappen è una di quelle che ricorderemo a lungo. Partito dai box dopo le penalità legate alle modifiche sulla vettura, il quattro volte campione del mondo ha saputo gestire con freddezza ogni fase, approfittando del degrado altrui e di un ritmo gara costante. Quando Lando Norris ha effettuato la sua seconda sosta al termine del giro 50, Verstappen si è ritrovato in testa, con un vantaggio di circa sette secondi.

Tuttavia, la situazione non era così semplice come appariva. L’olandese montava gomme medie già usate da 16 giri, mentre Norris era tornato in pista con un treno di C3 nuove di zecca. In Red Bull, i dati mostrano che il ritmo di Norris stava migliorando giro dopo giro, mentre quello di Verstappen cominciava a calare. Così, al giro 54, quando il margine era sceso a 6,5 secondi, è arrivata la chiamata: nuova sosta e gomme soft per tentare un finale d’attacco.

Max Verstappen è tornato sul podio del Gran Premio del Brasile 2025 dopo una gara in rimonta spettacolare, iniziata addirittura dalla pitlane. Tuttavia, la decisione di Red Bull di richiamarlo ai box per un’ultima sosta, quando si trovava saldamente al comando, ha sollevato più di un interrogativo. Si trattava davvero della mossa giusta?

Il rischio calcolato di Red Bull

Il pit stop ha fatto scendere Verstappen in quarta posizione, ma con pneumatici freschi e tutta l’intenzione di rimontare. Il campione olandese ha superato rapidamente George Russell, in difficoltà con le temperature dei freni, assicurandosi così la terza piazza finale. Davanti a lui, però, Andrea Kimi Antonelli – autore di una prestazione sorprendente – è riuscito a resistere alla pressione fino alla bandiera a scacchi, mantenendo il secondo posto.

Molti si sono chiesti se Verstappen avrebbe potuto difendere almeno la seconda posizione restando in pista. Laurent Mekies, team principal Red Bull, ha chiarito il punto: “No, non pensiamo che fosse una gara vincibile. Il degrado era troppo alto e non c’era modo di mantenere la prima posizione fino alla fine”.

Max Verstappen è tornato sul podio del Gran Premio del Brasile 2025 dopo una gara in rimonta spettacolare, iniziata addirittura dalla pitlane. Tuttavia, la decisione di Red Bull di richiamarlo ai box per un’ultima sosta, quando si trovava saldamente al comando, ha sollevato più di un interrogativo. Si trattava davvero della mossa giusta?

Secondo i dati raccolti dal muretto, mentre Norris stava girando sull’1’13” basso, Verstappen era destinato a salire sull’1’14” alto con le medie ormai al limite. Un ritmo che avrebbe reso inevitabile il sorpasso di Norris e, con ogni probabilità, anche quello di Antonelli. “Forse un giro in più e avremmo potuto chiudere secondi,” ha aggiunto Mekies, “ma non c’era alcuna possibilità di vincere con quel livello di degrado”.

Antonelli e l’incognita Mercedes

L’ascesa di Antonelli in questa fase della gara aggiunge un ulteriore livello di complessità alla strategia Red Bull. Quando Verstappen è rientrato ai box, il giovane italiano della Mercedes si trovava a 12 secondi, ma stava girando a un ritmo persino migliore di Norris con gomme C3. Proiettando i tempi sui giri restanti, Antonelli avrebbe probabilmente raggiunto Verstappen anche in caso di mancata sosta, mettendolo sotto forte pressione negli ultimi giri.

Max Verstappen è tornato sul podio del Gran Premio del Brasile 2025 dopo una gara in rimonta spettacolare, iniziata addirittura dalla pitlane. Tuttavia, la decisione di Red Bull di richiamarlo ai box per un’ultima sosta, quando si trovava saldamente al comando, ha sollevato più di un interrogativo. Si trattava davvero della mossa giusta?

In effetti, nei due giri precedenti al pit stop, Antonelli era stato più veloce di circa otto decimi. Un segnale chiaro che, senza il cambio gomme, Verstappen avrebbe rischiato non solo la vittoria ma anche il podio.

McLaren: “Una scelta sensata”

Anche il team principal McLaren, Andrea Stella, ha commentato la decisione Red Bull, riconoscendo che si trattava della strategia più logica: “Onestamente speravo che Verstappen si fermasse, perché ci ha semplificato un po’ la vita!” ha scherzato. Poi ha aggiunto con tono più serio: “Il livello di degrado era altissimo e a un certo punto le gomme semplicemente non avevano più gomma da offrire. Tentare di arrivare fino alla fine sarebbe stato un rischio enorme”.

Secondo Stella, il fatto che Red Bull avesse a disposizione un set di gomme soft nuove ha reso la decisione praticamente inevitabile:Con un treno nuovo a disposizione, la scelta di fermarsi era quella più logica. Hanno gestito bene la strategia, e nonostante la penalità di partenza, hanno mostrato una performance di altissimo livello. Senza i problemi in qualifica, Verstappen sarebbe stato sicuramente in lotta per la vittoria”.

Un podio dal sapore agrodolce

Il risultato finale – terzo posto per Verstappen – conferma ancora una volta la solidità strategica di Red Bull, ma lascia anche un retrogusto amaro. La rimonta dalla pitlane fino al comando è stata una dimostrazione di forza, ma la necessità di difendersi dal degrado ha impedito di trasformarla in un trionfo.

Tuttavia, la scelta del team è stata più pragmatica che conservativa: anziché inseguire un sogno quasi irrealizzabile, Red Bull ha preferito assicurarsi un podio concreto e massimizzare i punti.

Max Verstappen è tornato sul podio del Gran Premio del Brasile 2025 dopo una gara in rimonta spettacolare, iniziata addirittura dalla pitlane. Tuttavia, la decisione di Red Bull di richiamarlo ai box per un’ultima sosta, quando si trovava saldamente al comando, ha sollevato più di un interrogativo. Si trattava davvero della mossa giusta?

In definitiva, la decisione di richiamare Verstappen non è stata un errore, ma la conseguenza di un calcolo lucido. Con gomme ormai esauste e rivali in piena forma, la vittoria sarebbe svanita comunque. Il terzo posto, invece, è la prova che anche nelle giornate più difficili, la Red Bull e Verstappen sanno sempre come restare protagonisti.


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