Nel paddock di San Paolo esplode il caso plank: la FIA indaga un presunto trucco usato da diversi team per ridurne l’usura in modo irregolare.
Nel weekend del Gran Premio di San Paolo, un improvviso calo di prestazioni di alcune monoposto tra la Sprint e le qualifiche ha attirato l’attenzione degli osservatori tecnici. Le differenze emerse hanno subito acceso i riflettori sulla possibile irregolarità delle vetture, in particolare sulla zona del fondo dove si trovano il plank e gli skid blocks in titanio. Un dettaglio non da poco, considerando che negli ultimi anni l’usura eccessiva del plank è uno dei motivi principali di squalifica post-gara.
Il ruolo degli skid in titanio e i limiti regolamentari
Il regolamento tecnico impone che i tre skid block posizionati nel fondo vettura siano realizzati in titanio prodotto secondo gli standard AMS4928 o AMS4911. Devono inoltre essere montati alla stessa altezza del plank, così da formare una superficie perfettamente liscia. Il loro consumo viene monitorato con estrema attenzione: team e FIA misurano l’usura a fine di ogni sessione per verificare che lo spessore rientri nei limiti previsti.

Tuttavia, secondo quanto riportato da AS Giappone, ad Interlagos diverse squadre avrebbero sviluppato un metodo per aggirare il problema dell’usura eccessiva del plank, sfruttando il comportamento termico del titanio.
Il presunto trucco: scaldare gli skid per farli espandere
Stando alle indiscrezioni raccolte nel paddock, molte scuderie avrebbero trovato un modo per far raggiungere temperature molto elevate alle piastre di titanio durante le sessioni. Il motivo è semplice: il titanio, scaldandosi, si espande. Quando ciò accade, gli skid si abbassano leggermente rispetto al plank, diventando il vero punto di contatto con l’asfalto.
È lo stesso fenomeno che produce le scintille visibili quando le monoposto corrono a bassa altezza da terra. Ma c’è un potenziale vantaggio nascosto: se solo gli skid toccano la pista, il plank rimane più sollevato e quindi non si consuma.
Alla fine della sessione, quando i piloti rientrano ai box lentamente, il titanio raffredda e ritorna alla forma originale. Durante le verifiche FIA, la superficie tra plank e skid risulta così perfettamente conforme.
L’intervento della FIA prima delle qualifiche
Le forti oscillazioni registrate su due o tre vetture durante la Sprint hanno insospettito il direttore tecnico FIA Joe Bauer, che ha deciso di effettuare un controllo specifico su tutte le monoposto prima delle qualifiche ufficiali.
Secondo fonti presenti nel paddock, Bauer avrebbe individuato su alcuni team dei dispositivi installati esclusivamente per riscaldare gli skid block. La FIA avrebbe ordinato la rimozione immediata di tali apparati prima dell’inizio della Q1.

La conseguenza? Senza questo espediente, le squadre coinvolte avrebbero dovuto rialzare leggermente il posteriore della vettura per evitare rischi di usura illegale del plank. Un compromesso che ha ridotto il carico aerodinamico al retrotreno e peggiorato le prestazioni sul giro.
Una pratica diffusa, ma più efficace per alcuni
Le fonti parlano di un uso quasi generalizzato di questa tecnica, seppure con livelli di efficacia differenti. Alcuni team, in particolare, avrebbero ottimizzato il sistema in modo tale da sfruttarlo solo su circuiti con asfalto molto liscio, dove è possibile abbassare in modo estremo l’altezza da terra, guadagnando carico aerodinamico e massimizzando la performance.
Nuove restrizioni in arrivo
La FIA sarebbe già al lavoro su una direttiva tecnica che vieterà in modo esplicito l’utilizzo di materiali o soluzioni atte a modificare termicamente gli skid block. Tuttavia, la nuova normativa potrebbe entrare in vigore solo nel 2026, in concomitanza con l’introduzione del nuovo pacchetto regolamentare che ridurrà drasticamente il ruolo del ground effect.
Nel frattempo, il paddock si interroga: si tratta dell’ennesimo capitolo della creatività tecnica tipica della Formula 1 o di una violazione sistematica dello spirito del regolamento? Come sempre, il confine tra innovazione e irregolarità resta sottilissimo.
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